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Polonia

Repubblica di Polonia

Capo di Stato: Lech Kaczyński
Capo del governo: Donald Tusk (subentrato a Jarosław Kaczyński a novembre)
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 38,5 milioni
Speranza di vita: 75,2 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 10/9‰
Alfabetizzazione adulti: 99,8%

  1. Contesto
  2. "Guerra al terrore"
  3. Discriminazione e orientamento sessuale
  4. Rifugiati e richiedenti asilo
  5. Pena di morte
  6. Discriminazione contro le donne
  7. Missioni e rapporti di Amnesty International

La Polonia ha negato di aver autorizzato centri di detenzione segreta statunitensi sul proprio suolo e ha respinto seccamente diverse richieste di riaprire un'inchiesta sulla questione. Lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) hanno continuato a essere oggetto di discriminazione e intolleranza. Sono state espresse preoccupazioni riguardo alle condizioni di detenzione di richiedenti asilo e riguardo ai diritti accordati alle persone con status di "permanenza tollerata".

Contesto

A ottobre si sono tenute elezioni parlamentari anticipate dopo che il 7 settembre il parlamento (Sejm) aveva votato per il proprio scioglimento a seguito della perdita della maggioranza da parte della coalizione di governo dopo il ritiro di uno dei suoi partiti minori. L'affluenza alle urne è stata la più alta dalle prime elezioni post era comunista nel 1991. Un ex partito di opposizione, Piattaforma Civica, ha vinto le elezioni e formato un nuovo governo a novembre. La politica della precedente amministrazione di opposizione all'incorporamento della Carta europea dei diritti fondamentali nella legislazione polacca è proseguita anche con il nuovo governo.

"Guerra al terrore"

Il presunto coinvolgimento della Polonia nel programma di detenzioni segrete e voli di rendition messo in atto dagli Stati Uniti d'America ha continuato a destare preoccupazioni. A febbraio, il Parlamento Europeo ha concluso che la Polonia non aveva propriamente indagato le denunce secondo cui gli Stati Uniti gestivano strutture di detenzione segreta sul suo territorio. Il Parlamento Europeo ha concluso che le indagini non erano state condotte in maniera indipendente e che le dichiarazioni del governo alla delegazione del Comitato erano contraddittorie e di comodo.

Ad aprile, il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura (CAT) ha richiesto alla Polonia di rendere noti i dettagli relativi a un'indagine parlamentare sulla presenza nel paese di centri di detenzione segreta della CIA. Nelle sue osservazioni conclusive di luglio, il CAT ha espresso preoccupazione per le persistenti accuse di coinvolgimento della Polonia nelle rendition straordinarie. Interpellato sull'argomento, l'allora primo ministro Jarosław Kaczyński ha dichiarato che il governo considerava le accuse come un «argomento chiuso».

A giungo, il Relatore dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (PACE) sulle detenzioni segrete, Dick Marty, ha pubblicato un secondo rapporto che rivelava nuove prove secondo cui «detenuti di alto valore» per gli Stati Uniti furono trattenuti in centri di detenzione segreta della CIA in Polonia e Romania durante il periodo 2002-2005. Secondo il rapporto, un accordo segreto del 2001 tra membri della NATO forniva l'impianto di base per questa e altre attività illegali della CIA in Europa.

A giugno la PACE ha commentato che «è stato ormai accertato con un elevato grado di probabilità che centri di detenzione segreta gestiti dalla CIA, facenti parte del programma Detenuti di alto valore, esistessero da alcuni anni in Polonia e Romania». La PACE ha richiesto una supervisione democratica sui servizi segreti militari e sui servizi di intelligence stranieri operanti in entrambi i paesi. Ha inoltre richiesto indagini trasparenti e sollecitato indennizzi alle vittime di trasferimenti e detenzioni illegali. La Polonia ha negato un suo coinvolgimento nel sistema di centri di detenzione segreta.

In risposta, il Commissario alla giustizia, libertà e sicurezza dell'UE, Franco Frattini, ha scritto al governo nel mese di luglio mettendone in risalto gli obblighi ai sensi della Convenzione europea sui diritti umani di stabilire se le accuse fossero vere. Egli aveva ammonito nel 2005 che gli Stati membri avrebbero potuto incorrere in sanzioni, compresa la sospensione del diritto di voto europeo, nel caso in cui fosse stata riscontrata la loro partecipazione al sistema di prigioni segrete messo in atto dalla CIA. A fine anno, la Polonia non aveva ancora fornito una risposta.

A settembre, il Comitato europeo per la prevenzione della tortura ha denunciato il ricorso a detenzioni segrete e rendition nella lotta contro il terrorismo.

Discriminazione e orientamento sessuale

Non sono cessati gli atteggiamenti discriminatori nei confronti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT). Politici di primo piano hanno continuato a usare un linguaggio apertamente omofobico: tra questi, il presidente Kaczyński, l'ex vice primo ministro e ministro dell'Istruzione Roman Giertych.

Sono state inoltre espresse preoccupazioni riguardo alle proposte annunciate dal governo a marzo nell'intento di «vietare la promozione dell'omosessualità e di altre deviazioni» nelle scuole polacche e di «punire chiunque promuova l'omosessualità e qualsiasi altra deviazione della natura sessuale negli istituti scolastici». La mancata conformità a queste direttive avrebbe comportato il licenziamento, il pagamento di un'ammenda o il carcere.

Benché in seguito allo scioglimento del parlamento tali misure non siano mai state messe in pratica, le istituzioni europee hanno espresso la loro preoccupazione in quanto costituivano una violazione degli obblighi internazionali della Polonia, della Costituzione polacca e degli impegni assunti con l'ingresso del paese nell'UE nel 2004. Le suddette misure avrebbero istituzionalizzato la discriminazione nel sistema scolastico polacco e criminalizzato chiunque promuovesse l'uguaglianza.

Il Commissario europeo per l'Impiego, gli Affari Sociali e le Pari Opportunità, Vladimir Špidla, ha dichiarato che la Commissione europea avrebbe impiegato qualsiasi mezzo a propria disposizione per combattere l'omofobia. Al contempo, il Parlamento Europeo ha espresso rammarico e preoccupazione per la crescente intolleranza nei confronti di persone LGBT in tutta Europa. Le autorità polacche sono state ammonite e sollecitate a «condannare pubblicamente e intraprendere misure contro dichiarazioni da parte di esponenti pubblici che incitino la discriminazione e l'odio sulla base dell'orientamento sessuale».

A giugno, il Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa ha espresso profonda preoccupazione per diversi aspetti dell'atteggiamento del governo polacco verso le persone LGBT. Il Commissario ha ritenuto «il ritratto e la descrizione dell'omosessualità [...] offensivo, fuori sintonia con i principi di eguaglianza, diversità e rispetto per i diritti umani di tutti». Il Commissario ha inoltre espresso preoccupazione per le misure proposte di penalizzare la presunta promozione dell'omosessualità nelle scuole. Il Commissario ha deplorato «qualsiasi genere di discorsi incitanti all'odio nei confronti degli omosessuali e ha richiesto alle autorità polacche di fare altrettanto».

***Libertà di espressione

A settembre, la Corte Europea dei diritti umani ha respinto un ricorso presentato dalla Polonia in merito a una sua precedente sentenza di maggio in favore di attivisti per i diritti LGBT polacchi. Gli attivisti avevano impugnato con successo un divieto a tenere la Parata dell'uguaglianza LGBT a Varsavia nel giugno 2005 da parte dell'allora sindaco di Varsavia e attuale presidente, Lech Kaczyński. La Corte ha confermato la sua precedente e unanime decisione secondo cui il divieto era illegale e discriminatorio.

Rifugiati e richiedenti asilo

Le persone con status di "permanenza tollerata", molte delle quali erano ceceni della Federazione Russa, hanno continuato a essere escluse dai programmi di integrazione disponibili soltanto per i rifugiati riconosciuti.

Sono pervenute denunce secondo cui in alcuni centri di detenzione richiedenti asilo non hanno ricevuto un'assistenza medica adeguata. Il CAT ha sollevato preoccupazioni anche riguardo alle condizioni nelle zone di transito e centri di espulsione dove vengono trattenuti i cittadini stranieri in attesa di espulsione.

*Malgrado le richieste, le autorità non hanno fornito risposte riguardo alla morte di un cittadino ceceno della Federazione Russa., Isa Abubakarow, avvenuta nell'ottobre 2006, dopo che, stando alle accuse, gli era stata negata un'adeguata assistenza medica. Egli era stato inviato al centro di detenzione per rifugiati di Lesznowola, dopo essere stato rinviato in Polonia dal Belgio nel giugno 2006. Il Difensore civico polacco ha sporto una denuncia riguardo alle condizioni di ricezione e la mancanza di cure mediche nel centro di Lesznowola presso il Procuratore regionale di Grójec, denuncia che a fine anno era ancora pendente.

Pena di morte

Sebbene a settembre il governo si sia opposto alle proposte del Consiglio d'Europa per l'inaugurazione della Giornata europea contro la pena di morte, a dicembre il nuovo governo ha annunciato il proprio sostegno all'iniziativa.

Discriminazione contro le donne

A febbraio, il Comitato delle Nazioni Unite sull'eliminazione della discriminazione contro le donne ha espresso la propria preoccupazione riguardo al ripetuto voto contrario del parlamento per una esauriente legge sulla parità di genere. Il Comitato ha inoltre espresso preoccupazione riguardo all'abolizione nel 2005 del Plenipotenziario governativo per la parità tra uomini e donne. Il nuovo governo ha escluso di ripristinare la carica, nonostante gli appelli avanzati dalle ONG.

Missioni e rapporti di Amnesty International

Delegati di Amnesty International hanno visitato la Polonia a maggio.


Europe and Central Asia: Summary of Amnesty International's Concerns in the Region: January-June 2007 (EUR 01/010/2007)

Poland: School bill would violate students' and teachers' rights and reinforce homophobia (EUR 37/001/2007)

Poland and Romania: Take responsibility for secret detention sites (EUR 37/003/2007)

Poland: Submission to the UN Universal Periodic Review: First session of the HRC UPR Working Group 7-18 April 2008 (EUR 37/005/2007)