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  1. Dinara Yunus©Amnesty International

    Appello - Azerbaigian: liberare tutti i prigionieri di coscienza!

    Il presidente Ilham Aliyev afferma che "tutte le libertà fondamentali sono garantite" nel suo paese. In realtà, decine di persone che hanno osato criticare il governo sono in carcere.

     
  2. Appello Nigeria, riportate a casa le nostre ragazze!

    Il 14 aprile 2014 oltre 200 studentesse, la maggior parte tra i 16 e i 18 anni, sono state rapite dalla scuola statale femminile secondaria a Chibok, nel nord-est della Nigeria, dal gruppo armato islamista boko haram.

     
  3. Muhammad Bekzhanov©Archivio privato

    Uzbekistan: ancora nessuna indagine sulle torture subite da Muhammad Bekzhanov

    Bekzhanov ha trascorso in carcere ben 16 anni per un reato che non ha commesso! Amnesty International chiede il suo rilascio.

     
  4. ©Archivio privato

    Appello - Iran: le donne non sono mere "macchine da riproduzione"!

    Nel tentativo di incrementare il tasso di natalità in Iran, le autorità del paese hanno tagliato i finanziamenti per i programmi di pianificazione familiare. Firma l'appello per garantire che donne e ragazze in Iran siano libere di decidere sui loro corpi e le loro vite.

     
  5. Samar Sa'ad 'Abdullah©Archivio privato

    Fermiamo l'esecuzione di Samar Sa'ad 'Abdullah

    Samar Sa'ad 'Abdullah ha 33 anni e da sei rischia di essere messa a morte. Ha dichiarato di essere stata torturata dalla polizia fino a quando non ha "confessato" l'omicidio di suo zio, della moglie e di uno dei loro figli.

     

Le Buone notizie

  1. Prigionieri di coscienza - Iran 

    Il 2 aprile Ghoncheh Ghavami, condannata il 2 novembre 2014 a un anno di carcere per il reato di "diffusione di propaganda contro il sistema" ha ottenuto la commutazione del residuo di condanna in una multa. Amnesty International aveva lanciato un appello per la sua liberazione.

     
  1. Crisi umanitaria nel Mediterraneo: operazione non salva vite umane

    La decisione del vertice europeo di non estendere l'area operativa di Triton pregiudicherà l'impegno preso da diversi paesi europei di fornire risorse, navi e aerei per le operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo. Se il raggio d'azione non verrà aumentato, migranti e rifugiati continueranno a morire. 
    Firma l'appello!

     
  1. Uccisione di Lo Porto e Weinstein

    Il presidente Obama ha fatto bene ad assumersi le responsabilità dell'uccisione di Lo Porto e Weinstein, ma bisogna fare piena chiarezza su quest'attacco. Amnesty International denuncia da anni l'uso irresponsabile e illegale dei droni nelle operazioni antiterrorismo. Cordoglio per la morte di Lo Porto e del cittadino americano Warren Weinstein. 

     
  2. Repubblica Ceca: discriminazione contro bambini rom nelle scuole

    Repubblica Ceca: discriminazione sistematica contro i bambini rom nelle scuole

    Un nuovo rapporto denuncia che i bambini rom subiscono ogni giorno discriminazione e segregazione scolastica a causa dell'ormai annosa incapacità del governo ceco di affrontare il problema del pregiudizio fortemente radicato nel sistema educativo.

     
  3. 29-30 aprile: Premio Giorgetti a Trieste e Roma

    Si terrà a Trieste (29 aprile, dalle ore 20.00 presso il Teatro Miela in piazza degli Abruzzi) e a Roma (30 aprile, ore 19.30 presso Teatro dei documenti in via Zabaglia 42) la terza edizione del Premio internazionale Marisa Giorgetti. 

     
  4. "Scendi giù" di Mannarino vince il premio Amnesty International Italia 2015

    "Scendi giù" del cantautore Mannarino vince il Premio Amnesty International Italia: un testo duro, che mostra come a volte lo stato rinunci a proteggere le persone di cui è responsabile, che sono affidate alla sua cura, e scelga invece di proteggere chi quelle persone ha offeso.

     
  5. Mohammed Morsi, 29 giugno 2012 © Mahmoud Khaled / Demotix

    Egitto: condannato l'ex presidente Morsi al termine di un processo farsa

    La sentenza con cui il 21 aprile l'ex presidente Morsi, deposto il 3 luglio 2013, è stato condannato a 20 anni di prigione dimostra come il sistema giudiziario egiziano è incapace di condurre processi equi per i membri o i sostenitori della Fratellanza musulmana.