Il nuovo ministro della Giustizia giapponese Ogawa Toshio, insediatosi il 13 gennaio, ha dichiarato che intende riprendere le esecuzioni. Nel 2011, per la prima volta in 19 anni, il Giappone non ha eseguito condanne a morte.
Christi Cheramie, che sta scontando la condanna all'ergastolo senza possibilità di rilascio sulla parola, è stata condannata nel 1994, quando aveva 16 anni, per
omicidio di secondo grado nell'uccisione della prozia del fidanzato.
Un anno dopo la "rivoluzione del 25 gennaio", questa sembra più lontana che mai.
Aggiornamento In Serbia i rom che vivono in insediamenti informali sono stati sgomberati dalle loro case senza alcuna forma di tutela giuridica. Amnesty International chiede al governo serbo di introdurre una nuova legge che protegga i loro diritti.
Il 18 maggio 2005 il governo ha avviato un'operazione di smantellamento degli insediamenti abitativi precari, lasciando, nel giro di poche settimane, 700 mila persone senza casa e senza mezzi di sostentamento. Durante gli sgomberi sono state distrutte anche le scuole organizzate dalle agenzie umanitarie, lasciando i bambini senza alcuna possibilità di istruzione.
La pena di morte è stata approvata quale opzione nell'imminente processo di un cittadino saudita, detenuto presso la base navale di Guantánamo Bay, a Cuba. L'uomo sarà giudicato da una commissione militare, un tipo di giurisdizione che non è conforme agli standard internazionali del giusto processo.
Il 23 gennaio 2012 è stato catturato Radovan Stankovic, un militare serbo-bosniaco già condannato a 20 anni di carcere per crimini contro l'umanità, tra cui stupro, tortura e riduzione in schiavitù, commessi durante l'assedio della città di Foca, nel 1992.

Amnesty International ha denunciato oggi che negli ultimi mesi, fino alle recenti settimane, numerosi detenuti sono morti nelle carceri libiche dopo aver subito torture e che il ricorso alla tortura nei confronti di presunti combattenti e lealisti pro-Gheddafi è altamente diffuso. I delegati attualmente presenti in Libia hanno incontrato detenuti nelle carceri della capitale Tripoli e dei suoi dintorni, di Misurata e Gheryan, che recavano visibili segni delle torture: ferite ancora aperte sulla testa, sulle braccia, sulla schiena e su altre parti del corpo.
In vista della Giornata internazionale per la tolleranza zero nei confronti delle mutilazioni dei genitali femminili, che si celebra il 6 febbraio, Amnesty International e l'European Women's Lobby hanno chiesto all'Unione europea di adottare una visione coerente e l'impegno per porre fine a queste e ad altre forme di violenza contro le donne.
In vista dell'annunciata risoluzione del Consiglio di sicurezza, Amnesty International ha chiesto alla Russia di non bloccare i tentativi di porre fine alle continue violazioni dei diritti umani in Siria. Sostieni le richieste di Amnesty!
Il presidente del Senegal, Abdulaye Wade, deve porre sotto controllo le forze di polizia dopo che un terzo manifestante è stato ucciso e decine di altri sono stati feriti durante le proteste divampate in tutto il paese.
In Iran è in corso un'ondata di arresti di giornalisti e blogger, nel tentativo di restringere la libertà d'espressione e impedire le critiche e un pubblico dibattito su questioni legate ai diritti umani e all'economia, nel periodo che precede le elezioni parlamentari del 2 marzo. Le autorità iraniane devono rilasciare tutte le persone arrestate nelle ultime settimane.
Da mercoledì 1° febbraio, Carlotta Sami è la nuova direttrice della Sezione Italiana di Amnesty International. Carlotta Sami, 41 anni, è nata a Milano e ha una formazione giuridica. Dal 1995 lavora nel campo dei diritti umani e della cooperazione allo sviluppo.