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  1. Yezidi in fuga da Sinjar, Iraq©Archivio privato

    Appello - Iraq: proteggere i civili prima di tutto!

    In seguito all'avanzata dell'Isis nelle città e nei villaggi nel nord dell'Iraq, da giugno 2014, centinaia di migliaia di persone appartenenti a minoranze religiose così come ad altri gruppi sono stati obbligati a lasciare le loro case.  È essenziale che sia presa un'iniziativa  comune  dalla comunità internazionale, dai governi dell'Iraq e del Kurdistan iracheno.

     
  2. Gaza, 21 luglio 2014. © European Pressphoto Agency

    Appello -Stati Uniti: basta armare Israele!

    Sono stati uccisi più bambini che combattenti da quando l'operazione militare israeliana "Margine protettivo" è iniziata l'8 luglio. Chiedi al governo degli Usa, il più grande fornitore di armi di Israele, di sospendere immediatamente i trasferimenti di armi verso Israele e di fare pressione per un embargo dell'Onu sulle armi dirette a tutte le parti in conflitto.

     
  3. Appello - Italia: fermiamo la violenza contro le donne!

    In Italia ogni anno oltre 100 donne vengono uccise per mano di un uomo. Firma l'appello per chiedere al governo italiano di porre fine al femminicidio e alla violenza contro le donne.

     
  4. © Archivio privato

    Azione urgente - Myanmar: operatori dell'informazione condannati

    Cinque giornalisti sono stati condannati a 10 anni di lavori forzati per aver svolto il loro lavoro. Sono prigionieri di coscienza e devono essere rilasciati immediatamente e senza condizioni.

     
  5. 11 casi di individui a rischio

    La presidenza italiana dell'Unione europea deve impegnarsi concretamente per 11 persone i cui diritti umani sono stati violati, in Europa e in altre parti del mondo.

     

Le Buone notizie

  1. Prigionieri di coscienza - Repubblica popolare cinese 

    Gao Zhisheng, tra i più noti avvocati per i diritti umani del paese, è stato rilasciato il 7 agosto 2014. Era stato arrestato all'inizio del 2009 e accusato di "incitamento alla sovversione". 

     
  1. Israele/Gaza: 50 giorni di conflitto, morte e distruzione

    Nel corso dei 50 giorni del conflitto tra Israele e Hamas e altri gruppi armati palestinesi, iniziato l'8 luglio e terminato il 26 agosto 2014, sono state commesse gravi violazioni del diritto internazionale umanitario da tutte le parti coinvolte: attacchi a civili e obiettivi civili, strutture mediche ed edifici non militari, uccisione e ferimento di migliaia di civili da parte dell'esercito israeliano e lancio indiscriminato di missili contro i centri abitati israeliani da parte dell'ala militare di Hamas e di altri gruppi armati palestinesi. Crimini di guerra e contro l'umanità sono stati la norma nei ciclici conflitti nell'area e i responsabili non sono stati chiamati a rispondere. È necessario deferire la situazione in Israele e nei Territori Occupati Palestinesi alla Corte penale internazionale. Approfondisci.

     
  1. Afghanistan, niente giustizia per migliaia di civili uccisi in operazioni Usa/Nato

    Un nuovo rapporto, che si concentra su attacchi aerei e raid notturni compiuti dalle forze statunitensi, denuncia che le famiglie di migliaia di civili afgani uccisi dalle forze Usa e Nato sono rimaste senza giustizia.

     
  2. Crimini di guerra in Libia

    Amnesty International ha sollecitato i gruppi armati e le milizie che dalla metà di luglio stanno prendendo parte agli scontri armati a Tripoli e Bengasi, a cessare immediatamente gli attacchi indiscriminati contro le zone abitate e gli obiettivi civili delle due città. 

     
  3. Iraq, lo Stato islamico contro le minoranze religiose

    A partire dal 5 agosto, decine di migliaia di civili hanno lasciato la città di Sinjar e le aree circostanti  a seguito della ripresa dell'offensiva dello Stato islamico (già Stato islamico dell'Iraq e del Levante) nel nord-ovest dell'Iraq, che ormai controlla tutta la piana di Ninive.

     
  4. Stato di emergenza in Nigeria © EPA

    Nigeria: immagini terribili coinvolgono l'esercito nigeriano in crimini di guerra

    Immagini filmate, fotografie e testimonianze terribili raccolte da Amnesty International costituiscono nuove prove dei crimini di guerra commessi dall'esercito durante i combattimenti sempre più violenti in corso nel nord-est della Nigeria contro Boko Haram e altri gruppi armati.

     
  5. Corso gratuito online sui diritti umani

    Utilizzando la tecnologia Mooc, José Zalaquett - docente di diritti umani e storico attivista di Amnesty International Cile - dirigerà dal 25 agosto un corso sui diritti umani presso l'Università Diego Portales di Santiago del Cile.