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  1. Stop enforced disappearances©Amnesty International

    Appello - Porre fine alle sparizioni forzate in Siria! 

    Da quando le proteste sono scoppiate in Siria nel febbraio 2011,
    migliaia di presunti oppositori del governo sono stati arbitrariamente
    arrestati e detenuti; si presume che molti siano stati sottoposti a sparizione
    forzata. 

     
  2. Yezidi in fuga da Sinjar, Iraq©Archivio privato

    Appello - Iraq: proteggere i civili prima di tutto!

    In seguito all'avanzata dell'Isis nelle città e nei villaggi nel nord dell'Iraq, da giugno 2014, centinaia di migliaia di persone appartenenti a minoranze religiose così come ad altri gruppi sono stati obbligati a lasciare le loro case.  È essenziale che sia presa un'iniziativa  comune  dalla comunità internazionale, dai governi dell'Iraq e del Kurdistan iracheno.

     
  3. Appello - Italia: fermiamo la violenza contro le donne!

    In Italia ogni anno oltre 100 donne vengono uccise per mano di un uomo. Firma l'appello per chiedere al governo italiano di porre fine al femminicidio e alla violenza contro le donne.

     
  4. 10 casi di individui a rischio

    La presidenza italiana dell'Unione europea deve impegnarsi concretamente per 11 persone i cui diritti umani sono stati violati, in Europa e in altre parti del mondo.

     
  5. Raif Badawi © Archivio privato

    Azione urgente Arabia Saudita: Raif Badawi condannato a 10 anni di prigione e alla fustigazione

    Aggiornamento Il 7 maggio, la Corte penale di Gedda ha condannato Raif Badawi a 10 anni di prigione, 1000 frustate e una multa di 1.000.000 di rial sauditi (circa 196.000 euro), per aver creato e amministrato il sito Saudi Arabian Liberals e aver insultato l'Islam.

     

Le Buone notizie

  1. Prigionieri di coscienza - Repubblica popolare cinese 

    Gao Zhisheng, tra i più noti avvocati per i diritti umani del paese, è stato rilasciato il 7 agosto 2014. Era stato arrestato all'inizio del 2009 e accusato di "incitamento alla sovversione". 

     
  1. Israele/Gaza: 50 giorni di conflitto, morte e distruzione

    Nel corso dei 50 giorni del conflitto tra Israele e Hamas e altri gruppi armati palestinesi, iniziato l'8 luglio e terminato il 26 agosto 2014, sono state commesse gravi violazioni del diritto internazionale umanitario da tutte le parti coinvolte: attacchi a civili e obiettivi civili, strutture mediche ed edifici non militari, uccisione e ferimento di migliaia di civili da parte dell'esercito israeliano e lancio indiscriminato di missili contro i centri abitati israeliani da parte dell'ala militare di Hamas e di altri gruppi armati palestinesi. Crimini di guerra e contro l'umanità sono stati la norma nei ciclici conflitti nell'area e i responsabili non sono stati chiamati a rispondere. È necessario deferire la situazione in Israele e nei Territori Occupati Palestinesi alla Corte penale internazionale. Approfondisci.

     
  1. Siria, continuano senza sosta le sparizioni degli oppositori

    Alla vigilia della Giornata internazionale per gli scomparsi, Amnesty International ha denunciato che in Siria le sparizioni continuano senza sosta, nonostante la risoluzione del Consiglio di sicurezza del febbraio 2014 che chiedeva la fine di questa e di altre terribili violazioni dei diritti umani.

     
  2. Giappone: due esecuzioni in segreto, ignorate le richieste di ripensare l'uso della pena di morte

    Le due esecuzioni avvenute questa mattina in Giappone ignorano le crescenti richieste provenienti dall'interno del paese di fermare la pena di morte.

     
  3. Afghanistan, niente giustizia per migliaia di civili uccisi in operazioni Usa/Nato

    Un nuovo rapporto, che si concentra su attacchi aerei e raid notturni compiuti dalle forze statunitensi, denuncia che le famiglie di migliaia di civili afgani uccisi dalle forze Usa e Nato sono rimaste senza giustizia.

     
  4. Crimini di guerra in Libia

    Amnesty International ha sollecitato i gruppi armati e le milizie che dalla metà di luglio stanno prendendo parte agli scontri armati a Tripoli e Bengasi, a cessare immediatamente gli attacchi indiscriminati contro le zone abitate e gli obiettivi civili delle due città. 

     
  5. Iraq, lo Stato islamico contro le minoranze religiose

    A partire dal 5 agosto, decine di migliaia di civili hanno lasciato la città di Sinjar e le aree circostanti  a seguito della ripresa dell'offensiva dello Stato islamico (già Stato islamico dell'Iraq e del Levante) nel nord-ovest dell'Iraq, che ormai controlla tutta la piana di Ninive.