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  1. distruzione campo rom © AI

    Ancora nessuna giustizia per Noxolo Nogwaza

    Madre di due bambini, attivista per i diritti delle persone Lgbti, ha pagato con la vita il coraggio di vivere apertamente da donna lesbica in Sudafrica. 

     
  2. Sullo sfondo la raffineria della Vedanta Alumina Ltd. vicino al villaggio di Lanjigarh village, sulle colline di Niyamgiri a Orissa, India, 2008©Sanjit Das

    Appello -  India: attuare le decisione della Corte suprema sulla miniera della Vedanta

    La vita e i mezzi di sussistenza dei nativi dongria kondh sono minacciati da piani di sviluppo di una miniera di bauxite sulle colline sacre di Niyamgiri a Orissa, nell'India orientale. E' ora di rispettare i loro diritti!

     
  3. cappio © Orla 2011/Shutterstock.com

    Azione urgente  Papua Nuova Guinea: estesa la pena di morte a molti reati

    Almeno 10 persone nel braccio della morte rischiano l'esecuzione immediata ora che è stata modificata la legge per facilitare la ripresa delle esecuzioni in Papua Nuova Guinea. Nel paese non vi sono esecuzioni dal 1954.

     
  4. Ali_Mahmoud_Othman© Baba Amro New

    Appello - Siria: basta prendere di mira i giornalisti!

    La Siria è, attualmente, il paese dove muoiono più giornalisti al mondo. Professionisti della comunicazione e "citizen journalists" hanno subito gli stessi abusi che loro stessi hanno documentato. Firma l'appello e partecipa alla nostra fotopetizione!

     
  5. Miriam_Isaura_Lopez_Vargas© Agencia Reforma

    Appello -  Messico: giustizia per Miriam Lopez!

    Nel 2011 Miriam López, una trentenne casalinga messicana e madre di quattro figli, è stata torturata e violentata da soldati messicani. Ad oggi ancora nessuno è stato condannato per questo crimine!

     

Le Buone notizie

  1.  Impunità - Gran Bretagna

    Il 10 giugno 2013 la Gran Bretagna ha fornito le scuse ufficiali per le violenze inflitte negli anni Cinquanta nel corso della protesta anticolonialista dei mau mau in Kenya.

     
  1. Attivisti Lgbti da Francia, Russia e Uganda in Italia

    Dalle ore 21.30, tre attivisti Lgbti, Anton Kuzmin (Russia) e Mathieu Nocent (Francia) e Kasha Jacqueline Nabagesera (Uganda) in diretta in video chat! Seguici!

     
  1. Convenzione di Istanbul: ora occorre proseguire con un impegno serio e costante

    Amnesty International Italia ha espresso soddisfazione per il voto unanime con cui il Senato ha approvato in via definitiva la legge di ratifica della Convenzione di Istanbul. Il voto del parlamento è un primo importante passo avanti, ora è necessario un impegno serio e costante di tutte le istituzioni competenti per fermare un fenomeno gravissimo come la violenza che in Italia colpisce le donne in molteplici forme fino a quella irreparabile della loro uccisione in quanto donne: il femminicidio. 
     

     
  2. Attività estrattiva in Katanga, Repubblica Democratica del Congo © Action Contre l'Impunité pour les Droits Humains (ACIDH)

    Industria mineraria cinese contribuisce alle violazioni dei diritti umani nella Repubblica Democratica del Congo

    Le attività delle compagnie straniere, in particolari quelle cinesi, contribuiscono a violazioni dei diritti umani nella Repubblica Democratica del Congo, tra le quali sgomberi forzati e condizioni di lavoro pericolose e che costituiscono forme di sfruttamento.

     
  3. Claudia Greta © Joshua Gross

    Romania: migliaia di vite sradicate dagli sgomberi forzati

    In un nuovo rapporto pubblicato il 18 giugno, Amnesty International denuncia che le autorità della Romania non rispettano il diritto a un alloggio adeguato di migliaia di rom. Il rapporto descrive le vicende di cinque persone rom che hanno subito sgomberi e dell'impatto di questi sulle loro vite.

     
  4. Iran, nuovo presidente dia seguito alle promesse sui diritti umani!

    La vittoria di Hassan Rouhani nelle elezioni presidenziali presenta una nuova opportunità per affrontare le violazioni dei diritti umani in Iran.  Come passo insieme simbolico e concreto, Rouhani e le autorità iraniane devono collaborare con i meccanismi delle Nazioni Unite sui diritti umani, consentendo l'immediato accesso nel paese al Relatore speciale Onu sui diritti umani.

     
  5. Centinaia di migliaia di persone furono uccise o sparirono durante la guerra civile e il periodo franchista © Jorge Guerrero/AFP/Getty Images

    Spagna: indagare e cooperare ai processi sui crimini del passato

    In un nuovo rapporto pubblicato il 17 giugno, Amnesty International denuncia che la Spagna non sta indagando sulle crimini commessi durante la guerra civile e il periodo franchista e si rifiuta di collaborare con altri paesi per indagare in merito.