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  1. Muhammad Bekzhanov©Archivio privato

    Uzbekistan: ancora nessuna indagine sulle torture subite da Muhammad Bekzhanov

    Bekzhanov ha trascorso in carcere ben 16 anni per un reato che non ha commesso! Amnesty International chiede il suo rilascio.

     
  2. © Amnesty International

    Appello Marocco: proteggere le persone dalla tortura!

    Nonostante la tortura e gli altri maltrattamenti siano considerati un reato per la legge del Marocco, vengono comunque perpetrati.  Amnesty International chiede al Re Mohamed VI di porre fine alla tortura.

     
  3. © 2014 archivio privato

    Azione Uzbekistan: attivista per i diritti umani sottoposta a tortura

    Elena Urlaeva, attivista per i diritti umani in Uzbekistan, è stata arrestata dalla polizia il 31 maggio scorso e trattenuta per diverse ore al commissariato di Chinaz. Ha subito tortura, violenza sessuale e varie forme di umiliazioni.

     
  4. Yecenia Armenta©Amnesty International

    Appello - Messico: giustizia per Yecenia Armenta

    Yecenia Armenta, madre di due figli, che ha trascorso quasi tre anni in carcere in Messico per aver "confessato" di aver ucciso il marito dopo 15 ore di tortura, compresa la violenza sessuale e la minaccia di violentare i suoi figli.

     
  5. SOS Europa, le persone prima delle frontiere

    L'Unione europea ha risposto alzando barriere, reali e invisibili, che mettono a rischio la vita di coloro che per disperazione affrontano viaggi molto pericolosi e muoiono nel tentativo di raggiungere le frontiere del nostro continente. 

     
  6. Yezidi in fuga da Sinjar, Iraq©Archivio privato

    Appello -Iraq: un anno dopo, la crisi umanitaria deve essere risolta

    Un anno dopo la presa di Mosul da parte del gruppo che si autodefinisce Stato islamico (Is), l'Iraq sta vivendo una crisi umanitaria senza precedenti. E' ora di fare qualcosa!

     

Le Buone notizie

  1. Pena di morte - Pakistan 

    Il 9 giugno, all'ultimo minuto, un giudice ha fermato per la quarta volta l'esecuzione di Shafqat Hussein.

     
  1. 26 giugno, Giornata internazionale per le vittime di tortura

    A 31 anni dall'entrata in vigore della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, i governi utilizzano ancora metodi rudimentali o sofisticati di tortura per estorcere informazioni, ottenere confessioni, mettere a tacere il dissenso o semplicemente per punire. In Italia ancora manca nel codice penale una normativa che preveda e punisca adeguatamente il reato di tortura.

     
  1. Sentenza della Corte suprema Usa sui matrimoni: "Vittoria per i diritti umani"

    La Corte suprema degli Stati Uniti ha emesso un verdetto storico, affermando il diritto delle coppie gay e lesbiche di contrarre matrimonio. "Speriamo che questa buona notizia incoraggi anche in Italia il riconoscimento del matrimonio civile tra persone dello stesso sesso"- Firma l'appello!

     
  2. Giochi europei di Baku: rilasciare tutti i prigionieri di coscienza!

    Alla vigilia della cerimonia di chiusura dei Giochi europei di Baku, in programma domenica 28 giugno, Amnesty International ha sollecitato le autorità dell'Azerbaigian a rilasciare immediatamente e senza condizioni tutti i dissidenti in carcere.

     
  3. Grecia, cresce la crisi umanitaria

    In occasione del vertice di Bruxelles, Amnesty International ha nuovamente affermato che i leader dell'Ue non stanno affrontando in modo adeguato la crisi dei rifugiati, di cui è ultimo sintomo il collasso del sistema di accoglienza in Grecia.

     
  4. Vieni ai campi di Amnesty!

    Ultimi giorni per iscriversi ai campi estivi di Amnesty nelle splendidi cornici di Lampedusa (19 -26 luglio) e Passignano sul Trasimeno (2-8 agosto). Iscriviti!

     
  5. Giappone: prima esecuzione del 2015

    Tsukasa Kanda, 44 anni, è stato impiccato nelle prime ore del 25 giugno. È la prima esecuzione del 2015, la 12esima sotto il governo in carica, al potere dal 2012, ed è avvenuta in un periodo nel quale l'attenzione politica, mediatica e dell'opinione pubblica è concentrata su altri temi, quali i piani del governo per espandere il ruolo militare del Giappone.

     
  6. L'Irlanda accolga la richiesta dell'Onu di referendum costituzionale sull'aborto 

    A seguito delle critiche espresse dal Comitato sui diritti economici, sociali e culturali dell'Onu sulla legge vigente in Irlanda in materia di aborto, il governo di Dublino dovrebbe ammettere che l'ottavo emendamento del 1983 alla costituzione irlandese è causa dei gravi violazioni di diritti umani.