Madre di due bambini, attivista per i diritti delle persone Lgbti, ha pagato con la vita il coraggio di vivere apertamente da donna lesbica in Sudafrica.
La vita e i mezzi di sussistenza dei nativi dongria kondh sono minacciati da piani di sviluppo di una miniera di bauxite sulle colline sacre di Niyamgiri a Orissa, nell'India orientale. E' ora di rispettare i loro diritti!
Almeno 10 persone nel braccio della morte rischiano l'esecuzione immediata ora che è stata modificata la legge per facilitare la ripresa delle esecuzioni in Papua Nuova Guinea. Nel paese non vi sono esecuzioni dal 1954.
La Siria è, attualmente, il paese dove muoiono più giornalisti al mondo. Professionisti della comunicazione e "citizen journalists" hanno subito gli stessi abusi che loro stessi hanno documentato. Firma l'appello e partecipa alla nostra fotopetizione!
Nel 2011 Miriam López, una trentenne casalinga messicana e madre di quattro figli, è stata torturata e violentata da soldati messicani. Ad oggi ancora nessuno è stato condannato per questo crimine!
Il 10 giugno 2013 la Gran Bretagna ha fornito le scuse ufficiali per le violenze inflitte negli anni Cinquanta nel corso della protesta anticolonialista dei mau mau in Kenya.

Dalle ore 21.30, tre attivisti Lgbti, Anton Kuzmin (Russia) e Mathieu Nocent (Francia) e Kasha Jacqueline Nabagesera (Uganda) in diretta in video chat! Seguici!
Amnesty International Italia ha espresso soddisfazione per il voto unanime con cui il Senato ha approvato in via definitiva la legge di ratifica della Convenzione di Istanbul. Il voto del parlamento è un primo importante passo avanti, ora è necessario un impegno serio e costante di tutte le istituzioni competenti per fermare un fenomeno gravissimo come la violenza che in Italia colpisce le donne in molteplici forme fino a quella irreparabile della loro uccisione in quanto donne: il femminicidio.
Le attività delle compagnie straniere, in particolari quelle cinesi, contribuiscono a violazioni dei diritti umani nella Repubblica Democratica del Congo, tra le quali sgomberi forzati e condizioni di lavoro pericolose e che costituiscono forme di sfruttamento.
In un nuovo rapporto pubblicato il 18 giugno, Amnesty International denuncia che le autorità della Romania non rispettano il diritto a un alloggio adeguato di migliaia di rom. Il rapporto descrive le vicende di cinque persone rom che hanno subito sgomberi e dell'impatto di questi sulle loro vite.
La vittoria di Hassan Rouhani nelle elezioni presidenziali presenta una nuova opportunità per affrontare le violazioni dei diritti umani in Iran. Come passo insieme simbolico e concreto, Rouhani e le autorità iraniane devono collaborare con i meccanismi delle Nazioni Unite sui diritti umani, consentendo l'immediato accesso nel paese al Relatore speciale Onu sui diritti umani.
In un nuovo rapporto pubblicato il 17 giugno, Amnesty International denuncia che la Spagna non sta indagando sulle crimini commessi durante la guerra civile e il periodo franchista e si rifiuta di collaborare con altri paesi per indagare in merito.