Il 27dicembre 2010, Majid Tavakkoli è comparso davanti alla sezione 4 del tribunale del carcere di Evin, Teheran, dove ha dovuto rispondere di ulteriori accuse di "propaganda contro il sistema" e di "agire contro la sicurezza nazionale, cospirando contro il sistema". Le nuove accuse sono legate auna lettera che Majid e Bahareh Hedayat, attivista del Movimento studentesco e della Campagna per l’uguaglianza, hanno scritto in occasione del 16 Azar, l'anniversario della Giornata dello studente (7 dicembre 2010), nella quale elogiavano gli sforzi degli studenti iraniani all'estero, ritenuti una preziosa occasione per proteggere e promuovere il Movimento studentesco.
Durante l’interrogatorio, a Majid Tavakkoli è stato chiesto di prendere posizione contro i leader del Movimento verde e contro i siti web affiliati, affinché fosse assolto da ogni accusa. Ma Majid si è rifiutato.
Il 5 gennaio 2011, alle 8:30 di mattina, la casa della sua famiglia è stata perquisita da funzionari del ministero dell’Intelligence di Shiraz che hanno distrutto mobili e sequestrato libri, opuscoli, materiale informatico e CD. Poche ore dopo, Ali Tavakkoli, fratello di Majid, che non era in casa al momento delle perquisizione, è stato convocato a presentarsi immediatamente all'ufficio per le indagini del Ministero dell’Intelligence di Shiraz. Qui è stato minacciato e gli è stato ordinato di non fare commenti sulle condizioni del fratello in prigione e ha dovuto firmare una dichiarazione in tal senso. È stato rilasciato dopo quasi sei ore di interrogatorio.
Majid Tavakkoli ha pubblicato una lettera di condanna dell’incursione nell’abitazione della sua famiglia e nella quale ha chiesto agli organi di stampa, giornalisti, attivisti politici e studenteschi di non contattare la sua famiglia o di non chiedere interviste. La lettera, tradotta in inglese, può essere letta su http://en.irangreenvoice.com/article/2011/jan/09/2656.
MajidTavakkoli, studente di ingegneria navale, era stato arrestato e picchiato il 7 dicembre 2009, Giornata nazionale dello studente, mentre usciva dall'università Amir Kabir, a Teheran, dove aveva appena tenuto un discorso. È stato torturato e picchiato e per protesta ha iniziato, nel maggio 2010, uno sciopero della fame durato sette giorni. È stato condannato a otto anni e mezzo di prigione per "insulto a pubblico ufficiale", "propaganda contro la nazione" e "assembla e complotto con l'intento di minare la sicurezza dello stato". È un prigioniero di coscienza, detenuto solo per solo per aver esercitato pacificamente il suo diritto alla libertà di espressione, associazione e assemblea.
Capo della magistratura
Ayatollah Sadegh Larijani
Office of the Head of the Judiciary
Pasteur Street, Vali Asr Avenue, south of
Serah-e Jomhouri
Tehran, 1316814737
Islamic Republic of Iran
Email: info@dadiran.ir, bia.judi@yahoo.com
(in the subject line: FAO Ayatollah Larijani)
Eccellenza,
sono un simpatizzante di Amnesty International, l'Organizzazione internazionale che dal 1961 lavora per difendere i diritti umani in ogni parte del mondo dove vengono violati.
La chiedo di rilasciare Majid Tavakkoli immediatamente e incondizionatamente, in quanto prigioniero di coscienza, in carcere solo per aver esercitato pacificamente il suo diritto alla libertà di espressione, associazione e assemblea.
La sollecito a garantire che Majid Tavakkoli sia protetto da ogni forma di tortura o maltrattamento, che gli sia garantito immediato accesso a un avvocato, alla famiglia e ad adeguate cure mediche.
La chiedo di ordinare un'indagine rapida e imparziale sulle denunce relative alle percosse subite da Majid Tavakkoli durante il suo arresto, e di garantirgli assistenza medica tempestiva e adeguata.
Le chiedo di rivedere gli articoli dal 183 al 186, il 498 e il 499 del codice penale attraverso i quali viene limitata la libertà di associazione, gli articoli 500, 513, 514, 609 e 698 che restringono il diritto alla libertà di espressione, e gli articoli 607, 610 e 608 che limitano il diritto alla libertà di riunione affinché siano completamente in linea col Patto internazionale sui diritti civili e politici, di cui l'Iran è stato parte.
Grazie per la sua attenzione.