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Iran: Seyed Ziaoddin (Zia) Nabavi

Data di pubblicazione dell'appello:07.07.2011

Status dell'appello: chiuso

Nel settembre 2010 Zia Nabavi è stato "esiliato" nella prigione di Karoun, in Ahvaz, nel sud ovest dell'Iran. Dopo la pubblicazione della sue protesta in maggio 2011 sulle pessime condizioni di detenzione del carcere, è stato nuovamente trasferito. Questa volta in una prigione della provincia del Khuzestan.

Zia Nabavi, di 27 anni, è un membro del Consiglio per la difesa del diritto all'istruzione, un ente creato nel 2009 dagli studenti a cui era impedito proseguire gli studi a causa del loro attivismo politico. È stato condannato a 15 anni di detenzione e 74 frustate nel gennaio 2010. Zia Nabavi è un prigioniero di coscienza detenuto solo per il pacifico esercizio del suo diritto alla libertà di espressione e associazione e perché è parente di un membro del gruppo di opposizione messo al bando l'Organizzazione dei mojahedeen del popolo iraniano (Pmoi), che ha al momento base in Iraq.

Zia Nabavi è stato arrestato nella notte del 14 giugno 2009, poco dopo aver partecipato a una protesta di massa contro l'annuncio del giorno precedente della vittoria alle elezioni presidenziali del presidente in carica Mahmoud Ahmadinejad. Tra gli altri arrestati nella stessa circostanza c'era sua cugina Atefeh Nabavi, anche lei condannata a quattro anni di prigione per aver partecipato alla manifestazione. Zia Nabavi ha dichiarato di essere stato picchiato, preso a calci, insultato e umiliato durante gli interrogatori.

Egli è detenuto da allora nel carcere di Evin, a Teheran. La sentenza emessa nel gennaio 2010, lo aveva condannato a tre anni per "associazione e complotto contro la sicurezza nazionale"; un anno per "propaganda contro il sistema"; un anno per "disturbo dell'ordine pubblico"; e 10 anni per "collegamento e cooperazione con il Pmoi" da scontare in esilio interno a Izeh, provincia del Khuzestan. Inoltre era stato condannato a 74 frustate per "aver creato inquietudine nell'opinione pubblica". A fine maggio la sua condanna è stata ridotta 10 anni di detenzione.

Le autorità iraniane hanno dichiarato che il Pmoi e altri gruppi sono responsabili di aver organizzato le manifestazioni post elettorali. Zia Nabavi rigetta tutte le accuse, ribadendo di non aver mai avuto contatti con il Pmoi e di non aver mai dato l'impressione di farlo, sebbene i suoi parenti vivano nei campi gestiti dal Pmoi in Iraq. La sua famiglia non può permettersi la cauzione estremamente onerosa che è stata fissata in appello per il suo rilascio.

Zia Nabavi era già stato arrestato mentre era ancora uno studente all'università di Mazandaran e in seguito gli era stato impedito di proseguire gli studi.