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Iran: attivisti per i diritti umani rischiano di essere condannati a morte!

Data di pubblicazione dell'appello: 25.05.2010

Status dell'appello: chiuso

AU 347/09 f4 - MDE 13/057/2010

Iran, manifestazione 12 giugno 2009© Javad Montazeri
Iran, manifestazione 12 giugno 2009© Javad Montazeri

Quarto aggiornamento -  25 maggio 2010
 
Grazie a quanti hanno firmato l'appello sul nostro sito. Vi terremo aggiornati sull'evoluzione del caso.

Shiva Nazar Ahari, una giornalista, blogger e attivista dell'organizzazione iraniana, il Comitato dei reporter dei diritti umani (Chrr), dovrebbe essere stata processata il 23 maggio 2010, per accuse che potrebbero comportare la condanna a morte. Un altro membro del Chrr, Kouhyar Goudarzi, è ancora detenuto senza alcuna accusa. Entrambi sono prigionieri di coscienza, detenuti solo per il pacifico esercizio del loro diritto alla libertà di espressione e associazione.

Shiva Nazar Ahari, 26 anni, è detenuta dal 20 dicembre del 2009. Gli ufficiali giudiziari e le agenzie di stampa filogovernative hanno accusato pubblicamente il Chrr e Shiva Nazar Ahari di essere collegati all'Organizzazione dei mojahedeen del popolo iraniano (Pmoi), un gruppo di opposizione illegale. Sia il Chrr che Shiva hanno energicamente rigettato tale accusa. Secondo la madre, nell'aprile del 2010 Shiva Nazar Ahari è stata accusata di "causare dissenso nella mente del pubblico attraverso la scrittura sul sito web del Chrr e su altri siti" e "agire contro la sicurezza nazionale, partecipando a manifestazioni [contro il governo] il 4 novembre 2009 e il 7 dicembre 2009". Shiva Nazar Ahari ha negato di aver partecipato alle manifestazioni, affermando che in quei giorni era al lavoro. Se fosse condannata per tali accuse, rischierebbe un lungo periodo di detenzione o addirittura la pena di morte. 

 

Kouhyar Goudarzi è detenuto senza accusa né processo fin dal suo arresto nel dicembre 2009. Nel febbraio 2010, Kouhyar Goudarzi ha raccontato ai parenti che il personale dell'intelligence gli stava facendo pressione affinché confessasse. Egli è stato accusato di essere collegato al Pmoi e quindi di moharebeh (comportamento ostile a Dio), un reato che può portare alla pena di morte. Attualmente è in isolamento dopo aver protestato per il trattamento di alcuni prigionieri. I primi di maggio, le autorità hanno fissato la sua cauzione a 70.000 dollari Usa, ma da allora non vi è stato alcun progresso verso la sua liberazione. Altri due membri del Chrr detenuti sono stati liberati. Saeed Haeri è stato rilasciato intorno al 13 marzo 2010 e Navid Khanjani il 3 maggio.