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Amnesty International chiede alle istituzioni europee di stare dalla parte dei migranti

CS69: 13/06/2012

"La porta di Lampedusa", monumento per gli oltre 10.000 rifugiati e migranti morti nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l'isola di Lampedusa, ottobre 2011 © Xander Stockmans - Tussen Vrijheid en Geluk
"La porta di Lampedusa", monumento per gli oltre 10.000 rifugiati e migranti morti nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l'isola di Lampedusa, ottobre 2011 © Xander Stockmans - Tussen Vrijheid en Geluk

Amnesty International ha lanciato oggi il rapporto "SOS Europe" sull'impatto dei controlli in materia d'immigrazione sui diritti umani, con il quale chiede ai governi e alle istituzioni dell'Unione europea (Ue) di cessare di porre a rischio la vita dei migranti alle frontiere europee. L'organizzazione per i diritti umani sollecita le istituzioni europee a svolgere fino in fondo il loro ruolo di controllo affinché i governi dei paesi membri siano chiamati a rispondere del trattamento riservato a migranti, richiedenti asilo e rifugiati alle frontiere europee. 
 
"Per l'Ue, il rafforzamento delle frontiere europee è chiaramente prevalente sul salvataggio delle vite umane. Nel tentativo di stroncare la cosiddetta immigrazione irregolare, i paesi europei hanno rafforzato misure di controllo delle frontiere oltre i loro confini, senza riguardo per i costi umani. Queste misure, di cui l'opinione pubblica non è informata, pongono le persone in serio pericolo" - ha dichiarato Nicolas Beger, direttore dell'Ufficio di Amnesty International presso le Istituzioni europee.
 
Nel 2011 almeno 1500 uomini, donne e bambini sono annegati nel Mediterraneo mentre cercavano di raggiungere l'Europa. Alcune di queste morti avrebbero potuto essere evitate. I soccorsi ritardati significano perdita di vite umane. In diverse occasioni, l'Italia ha respinto persone verso la Libia, paese in cui sono state poi arrestate e sottoposte a maltrattamenti. In un contesto nel quale trasparenza e controlli sono scarsi, le violazioni dei diritti umani lungo le coste e le frontiere europee finiscono spesso per rimanere impunite.
 
Il rapporto fa parte di una campagna di Amnesty International in difesa dei diritti di migranti, richiedenti asilo e rifugiati in Europa e lungo le sue frontiere. La campagna intende chiamare a rispondere del loro operato i governi che si rendono responsabili di violazioni dei diritti umani nel contesto dei controlli dell'immigrazione.
 
Migranti, richiedenti asilo e rifugiati si muovono verso l'Europa per una serie di ragioni. Alcuni fuggono dalla persecuzione e dalla guerra, altri da un destino di povertà cronica. Tutti cercano un futuro migliore e più sicuro. Troppo spesso, la realtà che incontrano è differente.
 
L'Europa non sta promuovendo e rispettando i diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati. L'ostilità nei loro confronti è diffusa e i maltrattamenti che subiscono rimangono spesso impuniti. Fino a quando queste persone resteranno invisibili, saranno vulnerabili alle violazioni dei diritti umani.

 
 
 

FINE DEL COMUNICATO                                                                               Roma, 13 giugno 2012

Per approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail press@amnesty.it