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Eman al-Obaidi, arrestata dopo aver denunciato di esser stata violentata da membri delle forze del colonnello Mu'ammar Gheddafi, è stata rilasciata. Ora teme per la sua incolumità, anche perché le sarebbe stato impedito di lasciare Tripoli.
Il 3 aprile, un canale libico di recente apertura ha trasmesso due interviste a Eman al-Obaidi. Durante una delle interviste, Eman al-Obaidi ha raccontato di esser stata detenuta per tre giorni dalle autorità libiche e di essere stata interrogata da diversi agenti del governo, tra cui quelli dell'Agenzia per la sicurezza interna, quelli dell'Agenzia per la sicurezza esterna e dell'Intelligence generale. Solo dopo questi interrogatori è stata portata al Dipartimento del pubblico ministero, che ha promesso l'apertura di un'inchiesta sulle sue accuse di stupro.
Durante la seconda intervista, Eman al-Obaidi ha dichiarato di essere stata prelevata con la forza dalla sua abitazione da uomini armati in borghese che dovevano svolgere delle "indagini" e di essere stata rilasciata entro poche ore senza aver ricevuto nessuna spiegazione per il suo arresto. Sembra che tutto questo sia accaduto dopo che la donna era stata rilasciata, ma non sono noti i dettagli.
Nel corso delle interviste ha espresso preoccupazioni per la sua incolumità rimanendo a Tripoli e ha dichiarato di voler tornare a Tobruk, nella Libia orientale per ricongiungersi alla sua famiglia. Ha detto che le autorità libiche le hanno impedito di lasciare Tripoli.