Ogni anno, centinaia di migliaia di donne, uomini, bambini e bambine attraversano il Messico. Sono migranti irregolari e nove su 10 provengono dall’America Centrale, prevalentemente da Salvador, Guatemala, Honduras e Nicaragua. Si dirigono verso il confine con gli Stati Uniti con la speranza di una vita migliore e il desiderio di lasciarsi alle spalle la povertà e l’insicurezza li spinge a compiere uno dei viaggi più pericolosi al mondo .
Durante il viaggio, i migranti subiscono ogni tipo di abuso, sia da parte di guardie private, funzionari dell’immigrazione, polizia e militari, sia da parte di bande criminali o trafficanti di persone.
Nel migliore dei casi vengono arrestati ed espulsi dal paese.
I migranti difficilmente sono nella condizione di poter sporgere denuncia e quando lo fanno, non vengono svolte indagini adeguate e i responsabili, che siano privati cittadini o pubblici ufficiali, non vengono portati davanti alla giustizia. Amnesty International ha denunciato queste violazioni dei diritti umani in un rapporto intitolato "Le vittime invisibili: migranti in movimento in Messico".
Gli unici che sostengono i migranti sono i difensori dei diritti umani, per lo più preti e avvocati, che gestiscono rifugi per migranti, forniscono assistenza umanitaria e li aiutano a denunciare gli abusi e a cercare giustizia e per questo a loro volta subiscono attacchi, minacce di morte e campagne diffamatorie. In alcuni casi i rifugi per migranti sono stati attaccati e distrutti.
Ad oggi sono veramente poche le iniziative per prevenire gli abusi, proteggere i migranti e risarcire le vittime.
L'Istituto nazionale migranti (Inm) ha le funzioni amministrative relative a detenzione, espulsione e rimpatrio dei migranti. Tuttavia l’Inm non adotta sufficienti misure per assicurare che gli abusi siano registrati, che i migranti siano informati dei loro diritti e abbiano accesso all’esterno in modo da poter denunciare senza che siano immediatamente espulsi.
Il 31 agosto 2010 il governo messicano ha annunciato una “Strategia di prevenzione e di lotta degli abusi contro i migranti” e da allora si è impegnato a migliorare la collaborazione fra le strutture statali. L’annuncio, che era stato accolto positivamente da Amnesty International, ma non si è ancora trasformato in qualcosa di concreto.
Il 22 novembre 2010, è stato riformato l'articolo 67 della Legge generale sulla popolazione. La riforma rende possibile ai migranti irregolari, che siano in stato di detenzione oppure no, di denunciare le violazioni sofferte o di cui sono stati testimoni, senza paura di essere espulsi.
Ora Amnesty International chiede alle autorità messicane di attuare al più presto le promesse fatte.
Minister of Interior Dr. Alejandro Poiré Romero Secretaría de Gobernación Bucareli 99, 1er. piso, Col. Juárez Delegación Cuauhtémoc México D.F., C.P.06600 - MEXICO Fax: (+52 55) 5093 3414 Email: secretario@segob.gob.mx |
President Presidente Felipe de Jesus Calderón Hinajosa Residencia Oficial de "Los Pinos" Casa Miguel Alemán Col. San Miguel Chapultepec C.P. 11850, México D.F. Fax: (+52 55) 50 93 53 21 Email: felipe.calderon@presidencia.gob.mx |
Federal Attorney General's Office Marisela Morales Ibañez Procuradora General de Justicia de la República, Av. Paseo de la reforma 211 - 213, Col. Cuahtemoc,Del. Cuahtemoc, México D.F.,MEXICO Fax: +52 55 5346 0908 (keep trying) Email: mmoralesi@pgr.gob.mx |
Egregio Sig. presidente,
Egregio ministro degli Interni,
Egregio procuratore generale
Le scrivo per esprimerle la mia profonda preoccupazione per la situazione di migliaia migranti irregolari, donne uomini, bambini e bambine che attraversano il Messico.
Come saprà, Amnesty International nell'aprile 2010 ha pubblicato il rapporto "Vittime Invisibili: migranti in viaggio in Messico" in cui emerge che ogni anno migliaia di migranti subiscono maltrattamenti, sequestri e altre tipi di violazioni. Altri spariscono senza lasciare traccia, sequestrati o assassinati. Le bande criminali sono responsabili della maggior parte dei reati commessi contro i migranti irregolari, ma per molti di questi abusi ci sono indizi della complicità di autorità di diverso livello.
Per le vittime l'accesso alla giustizia è quasi inesistente. Visto che esporre denuncia raramente dà seguito a un'indagine effettiva, ed è più probabile che porti all'arresto e all'espulsione dal paese, la maggior parte dei migranti continua il proprio viaggio senza denunciare gli abusi.
Amnesty International ha accolto con soddisfazione gli impegni espressi recentemente dal governo a migliorare il coordinamento tra le autorità messicane a tutti e tre i livelli di governo al fine di combattere gli abusi contro i migranti e fornire loro migliore protezione.
Tuttavia ora il governo federale deve trasformare le promesse in misure per prevenire queste violazioni e affrontarle in modo adeguato.
La sollecito a mettere in pratica queste promesse:
La ringraziamo per le informazioni che vorrà condividere con noi sulle misure adottate per affrontare questi problemi.