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Obiettivi di sviluppo del millennio

Una ragazza del Ghana manifesta per il diritto all'istruzione nel suo paese, 26 marzo 2010 ©AI

La principale risposta globale al flagello della povertà si trova negli otto Obiettivi di sviluppo del millennio delle Nazioni Unite. Gli Obiettivi sono stati sottoscritti da tutti i governi nel 2000 durante il Summit del millennio delle Nazioni Unite. Si tratta di traguardi che la comunità internazionale intende raggiungere entro il 2015 - tra questi l'eliminazione della povertà estrema e della fame, l'istruzione primaria universale e la riduzione della mortalità infantile.
 
Gli Obiettivi riflettono un consenso globale davvero notevole. Per la prima volta tutti gli attori importanti, i paesi ricchi e quelli poveri, hanno deciso insieme che il loro impegno in tema di sviluppo deve portare a sconfiggere la povertà, quali sono i passi da realizzare in questa direzione e che esiste una responsabilità condivisa tra di loro.
 
Gli Obiettivi sono certamente un impegno notevole per porre fine alla povertà oltre che un punto di riferimento per tutti gli sforzi compiuti verso questo importante traguardo, ma sono anche tristemente insufficienti.

 

Pur in presenza di un semplificazione del quadro mondiale dei programmi di sviluppo in un unico gruppo di obiettivi misurabili, gli Obiettivi, così come sono, contengono alcuni rischi: celano una discriminazione persistente - una delle principali cause della povertà - non affrontano le violazioni dei diritti umani che costringono le persone in povertà pregiudicando così il raggiungimento degli Obiettivi stessi. Inoltre, non prevedono un meccanismo in base al quale i governi sono chiamati a rispondere nel caso in cui non rispettino gli impegni presi verso il raggiungimento degli Obiettivi.

campagna contro la mortalità materna in Sierra leone, settembre 2009 ©AI

Questi elementi di rischio potrebbero essere eliminati se gli Obiettivi abbracciassero in pieno i diritti umani. Per come sono stati formulati, gli Obiettivi restano al di sotto degli impegni internazionali sottoscritti dai governi sui diritti umani. Sono parziali: ad esempio, la riduzione di due terzi della mortalità infantile è un traguardo intermedio che dovrebbe andare di pari passo con la realizzazione di una strategia che elimini il problema, così come stabilito dai trattati internazionali in vigore, alcuni ormai da decenni.

Sono tre le aree attraverso le quali dovrebbe concretizzarsi l'impegno dei governo mondiali:

 
  • sono necessari cambiamenti nel modo in cui le Nazioni Unite misurano i progressi verso il raggiungimento degli Obiettivi, in particolare occorre evidenziare i miglioramenti conseguiti in favore delle comunità più emarginate ed escluse e in misura sempre più ampia per le donne e le ragazze;
  • il processo verso il raggiungimento degli Obiettivi deve prendere in considerazione tutte le violazioni dei diritti umani che costringono le persone in povertà, in particolare quelle che impediscono i progressi verso il raggiungimento degli Obiettivi stessi. Più semplicemente, i diritti umani devono essere posti al centro della lotta globale contro la povertà!
  • i governi devono garantire l'accesso a meccanismi che consentano di chiamare a rispondere gli stati e gli attori non statali per le politiche e le pratiche che creano e aggravano la povertà.