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Iran: si teme di nuovo per la vita di Sakineh Mohammadi

Data di pubblicazione dell'appello: 10.01.2012

Status dell'appello: chiuso

UA: 3/12 Index: MDE 13/001/2012

Sakineh Mohammadi Ashtiani © Archivio Privato
Sakineh Mohammadi Ashtiani © Archivio Privato

Grazie alle 4762 persone che hanno firmato l'appello. Vi terremo aggiornati sull'evoluzione della situazione.
 
Secondo le notizie diffuse dalla stampa iraniana a fine dicembre, Sakineh Mohammadi Ashtiani potrebbe essere messa a morte per impiccagione invece che per lapidazione. Sakineh dunque rischia l'esecuzione in qualsiasi momento.
 
Sakineh Mohammadi Ashtiani, 44 anni, madre di due figli, originaria della provincia dell'Azerbaigian orientale, nel nord-ovest dell'Iran, è stata arrestata nel 2005 dopo l'assassinio del marito. A seguito di un processo iniquo, è stata condannata per "adulterio durante il matrimonio" e separatamente per complicità nell'omicidio.
 
La condanna di Sakineh Mohammadi Ashtiani a 10 anni di carcere per le accuse di complicità potrebbe essere stata ridotta a cinque anni. Se così fosse, l'avrebbe ormai già scontata. L'"adulterio durante il matrimonio" è invece punibile con la lapidazione. Ad oggi non si hanno aggiornamenti sulla richiesta di un riesame giudiziario della condanna alla lapidazione presentata dall'avvocato nel luglio 2010.
 
Se Sakineh Mohammadi Ashtiani è ora detenuta solo per relazioni sessuali consensuali, Amnesty International la considererebbe prigioniera di coscienza e dovrebbero essere rilasciata immediatamente e senza condizioni.
 
Sakineh Mohammadi Ashtiani è detenuta in carcere a Tabriz, nell'Azerbaigian orientale, e non ha rappresentanza legale, visto che il suo avvocato è stato arrestato e gli è stato impedito di esercitare al professione. Secondo l'agenzia ufficiale iraniana Isna, il 25 dicembre 2011, il capo della magistratura nella provincia dell'Azerbaigian orientale ha affermato che "esperti islamici stanno rivedendo il caso di Sakineh Mohammadi Ashtiani per valutare se l'esecuzione può essere eseguita per impiccagione", anche se in seguito ha detto di esser stato "frainteso", ma senza chiarire in quale modo. La possibilità di modificare il metodo di esecuzione è stata già oggetto di discussione in passato e ci sono stati casi in cui questo è avvenuto. Amnesty International teme che le nuove notizie possano significare che Sakineh rischia di nuovo l'esecuzione.