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Arabia Saudita: un altro uomo condannato per stregoneria!

Data di pubblicazione dell'appello: 13.05.2010

Status dell'appello: chiuso

AU: 114/10 MDE 23/008/2010

Arabia Saudita© Andrew A Shenouda
Arabia Saudita© Andrew A Shenouda

Grazie a quanti hanno firmato l'appello sul nostro sito. Vi terremo aggiornati sull'evoluzione del caso.
 
'Abdul Hamid Bin Hussain Bin Moustafa al-Fakki, 36 anni, è stato arrestato l'8 dicembre 2005 nella città di Madina dalla polizia religiosa Mutawa'een, conosciuta ufficialmente come Comitato per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio (Cpvpv). È stato accusato di praticare la "stregoneria", dopo essere stato incastrato dal Cpvpv. Un uomo che lavora per il Cpvpv si è avvicinato a 'Abdul Hamid e gli ha chiesto di fare un incantesimo che avrebbe permesso al padre di separarsi dalla sua seconda moglie e di ritornare con la prima, sua madre. Sembra che 'Abdul Hamid abbia accettato chiedendo in cambio 6000 rial sauditi (circa 1300 euro).

Avrebbe chiesto un acconto di 2000 rial, insieme al nome del padre, della sua seconda moglie e di sua madre, e si sarebbe accordato con l'uomo per consegnargli l'incantesimo in seguito. 'Abdul Hamid si è recato al posto concordato per l'incontro ed è stato visto dagli agenti del Cpvpv entrare nella macchina dell'uomo. Ha consegnato nove pezzi di carta con dei codici scritti con lo zafferano e ha ricevuto il resto del denaro. Poco dopo è stato arrestato per il possesso di banconote i cui numeri seriali erano registrati dal Cpvpv.

È stato interrogato e, a quanto pare, anche picchiato. Si ritiene che abbia confessato di praticare atti di stregoneria con l'intento di risolvere i problemi familiari delle persone che lo richiedevano.

'Abdul Hamid al-Fakki è stato portato prima di fronte a una corte sommaria, che generalmente si occupa di reati minori, ma questa si è rifiutata di trattare il caso dichiarandosi non competente. Per questo il caso è stato trasferito alla Corte generale di Madina che ha condannato a morte 'Abdul Hamid per stregoneria il 27 marzo 2007. Non ha avuto assistenza legale e si sa ben poco sullo svolgimento del processo che è avvenuto in gran segreto. Sono più di tre anni che è stato condannato a morte ed è probabile che la sua esecuzione sia imminente. È tuttora detenuto nel carcere di Madina. Sembra che i suoi genitori, molto anziani, abbiano fatto appello alle autorità sudanesi per essere assistiti nella richiesta di commutazione della pena e di rilascio ma non abbiano ricevuto alcun aiuto.