1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
Vai alla pagina iniziale
Testata per la stampa
  1. contattaci
  2. Utilizza la tecnologia RSS per rimanere sempre aggiornato
  3. amnesty.org
 


ricerca avanzata

Contenuto della pagina

Russia: dai una mano ad Aleksei Sokolov!

Data di pubblicazione dell'appello: 01.03.2010

Status dell'appello: chiuso

Aleksei Sokolov@Archivio privato
Aleksei Sokolov@Archivio privato

Aleksei Sokolov, difensore dei diritti umani e membro della Commissione pubblica per il controllo dei luoghi di detenzione, è il capo di Pravovaia Osnova (Base legale), organizzazione russa in difesa dei diritti umani che conduce campagne contro la tortura e altri maltrattamenti inflitti ai prigionieri nella Federazione Russa. È detenuto da maggio 2009 ed è attualmente sotto processo a Bogdanovich, una cittadina nella regione di Sverdlovsk.

Aleksei Sokolov è stato catturato in strada, fuori dal suo appartamento, il 13 maggio 2009 nella città di Yekaterinburg, negli Urali, da poliziotti in abiti borghesi. La figlioletta di due anni era con lui al momento dell'arresto. La polizia gliela ha strappata di mano e ha suonato al campanello del suo appartamento. Quando la moglie di Aleksei Sokolov è arrivata di corsa alla porta, ha trovato la bambina in lacrime per strada mentre il marito veniva spinto in macchina e portato via.
 
È stato arrestato con l'accusa di aver preso parte a una rapina nel 2004. Il 23 aprile 2009 le indagini, archiviate già diverse volte per mancanza di prove, sono state riaperte: secondo la polizia un sospettato, già in prigione per un altro crimine, avrebbe confessato di aver commesso la rapina insieme ad Aleksei Sokolov.
 
Egli ha detto ad uno dei suoi avvocati che la polizia lo ha minacciato durante la detenzione dicendo che "non potevano picchiarlo, ma sapevano come tormentarlo"; un ufficiale gli ha detto: "Pensavi di poterci controllare. Nessuno può controllare la polizia. Hai avuto quel che ti sei meritato in quanto difensore dei diritti umani". L'avvocato ha riferito ad Amnesty International che la polizia ha usato le manette per infliggere dolore ad Aleksei Sokolov e che ha visto i segni delle manette sui polsi del suo assistito. Aleksei Sokolov si è detto preoccupato del fatto che la polizia potrebbe cercare di fare pressione su di lui per indurlo a una "confessione". Sokolov ha lavorato su molti casi di detenuti che sono stati torturati o, comunque, maltrattati per farli confessare e teme che la polizia possa fare lo stesso con lui.

 

Il 23 dicembre 2009 il tribunale della città di Bogdanovich ha prolungato di nuovo la sua detenzione fino al 9 marzo 2010. La prima udienza del caso, prevista per il 19 gennaio 2010, era stata rinviata al 26 gennaio. 
 
Amnesty International crede che Aleksei Sokolov possa essere un prigioniero di coscienza, detenuto per il pacifico esercizio del suo diritto alla libertà di espressione nel corso delle sue attività legali per i diritti umani. Inoltre, ci sono dubbi sul fatto che Aleksei Sokolov possa ricevere un giusto processo.