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Pussy Riot: rilascio condizionato per una, le altre due rimangono in carcere!

Data di pubblicazione dell'appello: 11.10.2012 - Status dell'appello: chiuso

Fi 122/12 EUR 46/039/2012

Pussy Riot ©Игорь Мухин
Pussy Riot ©Игорь Мухин

AGGIORNAMENTO 10 ottobre 2012 - Pussy Riot: corte russa ordina il rilascio condizionato per una, le altre due restano in carcere

Il 10 ottobre il tribunale di Mosca ha deciso di condannare con sospensione della pena e di rilasciare Ekaterina Samutsevich, ma ha confermato le condanne a pene detentive per Maria Alekhina e Nadezhda Tolokonnikova, le altre due componenti del gruppo punk femminista Pussy Riot.
 
Il primo ottobre, il primo giorno del processo d'appello, Samutsevich Ekaterina, una delle componenti delle Pussy Riot, ha dichiarato che, a causa di "punti di vista differenti", voleva interrompere il contratto con il gruppo legale che l'aveva rappresentata durante le indagini e il processo e prendere un nuovo avvocato. L'udienza di appello è stata poi rinviata al 10 ottobre.
 
Il nuovo avvocato di Ekaterina Samutsevich ha sostenuto che la sua cliente "non cantava, non pregava o ballava e non ha nemmeno avuto la possibilità di mettere la cintura della sua chitarra sulla spalla." Ha inoltre affermato che il tribunale di primo grado "non ha definito il ruolo di Ekaterina Samutsevich nell'azione, sebbene le sue azioni differissero molto da quelle delle altre partecipanti." Il giudice d'appello ha tenuto conto di tale osservazioni e ha ordinato un rilascio con la condizionale per Ekaterina Samutsevich con un periodo di prova di due anni. Il tempo che ha trascorso in carcere sarà preso in considerazione; la donna dovrà presentarsi alla polizia in determinati orari e avrà alcune limitazioni nei movimenti. Il suo avvocato ha dichiarato che "questa non è la vittoria finale" e non esclude che potrebbero presentare ricorso contro la decisione.
 
Gli avvocati di Maria Alekhina e Nadezhda Tolokonnikova intendono fare appello contro la condanna. Le due componenti del gruppo hanno già presentato diverse richieste di poter scontare la pena nel  centro di custodia cautelare di Mosca. Questo garantirebbe alle due donne di continuare ad avere un'adeguata rappresentanza legale, contatti regolari con le famiglie e ci sarebbero meno pericoli di subire eventuali maltrattamenti e abusi.