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Trattati come rifiuti. La distruzione delle case delle famiglie rom e i rischi per la loro salute in Romania

La piccola comunità rom che viveva in un edificio comunale fatiscente al numero 27 di via Pictor Nagy Imre, in una zona centrale di Miercurea Ciuc, capoluogo del distretto di Harghita, nella regione della Transilvania in Romania, è stata sgomberata forzatamente nel giugno 2004 senza che fossero seguite le dovute procedure di legge né rispettati gli standard e le leggi internazionali ed europee sui diritti umani.

"Sono venuti e hanno detto che dovevamo andarcene il giorno dopo. Ciascuno di noi ha raccolto ciò che aveva e si è trasferito nelle baracche. Ci hanno dato 24 ore per andare via. Hanno detto che se non fossimo usciti sarebbero venuti con le ruspe e che avrebbero abbattuto l'edificio comunque." Sandor, gennaio 2009

Casupole di metallo in via Primaverii, Miercurea Ciuc, Romania, 18 January 2009 ©AI
Casupole di metallo in via Primaverii, Miercurea Ciuc, Romania, 18 January 2009 ©AI

La maggior parte delle famiglie è stata trasferita in casupole di metallo nella periferia della città, alla fine di via Primaverii, nei pressi di un impianto per il trattamento di liquami. La permanenza a via Primaverii è molto difficile. Questa sistemazione, che doveva essere solo provvisoria, dura ancora oggi, nonostante la promessa delle autorità municipali di fornire nuove abitazioni. Le abitazioni non sono adatte per riparare le persone dall'umidità, dal caldo, dalla pioggia o dal vento, sono troppo piccole, non c'è ricambio di aria, e si trovano in una zona che mette in serio pericolo la salute delle persone.

 

"Le case si riempiono di quella puzza. Anche di notte... i bambini si coprono la faccia con i cuscini. Non vogliamo mangiare quando sentiamo quell'odore...Avevo un altro bambino, che è morto a quattro mesi... Ecco perché sono spaventata. Non voglio perdere gli altri miei figli. Vorrei andarmene da qui; non ho bisogno di nient'altro". Ilana, maggio 2009.

D'inverno, il comune fornisce della legna per le stufe; tuttavia, le famiglie sostengono che non è sufficiente per l'intera stagione per questo, spesso, utilizzano come combustibile bottiglie di plastica e qualsiasi altra cosa trovino a disposizione. 
 
"Il fiume è esondato e l'acqua è entrata nelle baracche. Abbiamo tolto l'acqua dalla casa e abbiamo dovuto scavare un canale intorno a essa." Csaba, maggio 2009

Ragazza rom, Miercurea Ciuc, Romania, maggio 2009 ©Zsuzsanna Ardó
Ragazza rom, Miercurea Ciuc, Romania, maggio 2009 ©Zsuzsanna Ardó

Gli sgomberi forzati sono illegali e i residenti avrebbero quindi diritto a una riparazione. Il Comitato sui diritti economici, sociali e culturali delle Nazioni Unite sottolinea l'obbligo delle autorità statali di fornire rimedi legali e assistenza legale alle persone colpite dagli sgomberi. Secondo Amnesty International, nessuno della comunità rom sgomberata ha ricevuto alcun supporto da parte dello stato. Il 23 agosto 2005, il Consiglio nazionale contro la discriminazione (Cncd), un corpo indipendente creato per monitorare l'attuazione della legislazione nazionale antidiscriminazione, ha stabilito che trasferire la comunità rom vicino all'impianto di depurazione era stato un atto di discriminazione, che costituiva una violazione sia del diritto alla vita sia del diritto a un ambiente salubre. Il Cncd ha inoltre stabilito che il municipio di Miercurea Ciuc avrebbe dovuto pagare una multa che, per ragioni tecnico-legali, non è stata ancora pagata.
 
Nel dicembre 2008, le Ong locali hanno presentato una denuncia alla Corte europea dei diritti umani, per le violazioni dei diritti umani subite dalla comunità rom. Un anno dopo, la comunità è ancora in attesa di una decisione della Corte. Dei 100 rom sgomberati da via Pictor Nagy Imre nel 2004, nessuno è stato sistemato in un'abitazione adeguata. Le persone che vivono nelle casupole di metallo vicino all'impianto di depurazione stanno ancora aspettando.

 

A distanza di sei anni, è giunto il momento per le autorità locali di fornire loro un alloggio adeguato, vicino a servizi e infrastrutture in un luogo sicuro e salubre.