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Morteza Komsari e Ali Akbar Nazari, esponenti di un sindacato indipendente iraniano non riconosciuto sono stati rilasciati alla fine di dicembre. Altri quattro rimangono in custodia.
Morteza Komsari e Ali Akbar Nazari sono stati rilasciati su cauzione il 29 dicembre 2010, dopo quasi due mesi di detenzione. Probabilmente dovranno affrontare il processo.
Si ritiene che Gholamreza Gholamhosseini, altro membro del sindacato arrestato insieme a Komsari e Nazari, sia ancora detenuto senza accusa né processo. Reza Shahabi Zakaria, tesoriere del Sindacato dei lavoratori delle compagnia degli autobus di Teheran e periferia (Sherkat-e Vahed), detenuto dal 12 giugno 2010, ha terminato il suo sciopero della fame, iniziato il 19 dicembre 2010 e durato due settimane, per protestare contro la detenzione. Era stato ricoverato in ospedale dopo sette giorni, quando la sua salute si era deteriorata. L'udienza, prevista per il 26 dicembre 2010, è stata rinviata perché il suo avvocato non aveva avuto tempo sufficiente per esaminare il caso del suo cliente. Amnesty International considera i due uomini prigionieri di coscienza, detenuti unicamente per le loro attività pacifiche di sindacalisti, e in quanto tali devono essere rilasciati immediatamente e senza condizioni. Altri due membri del sindacato, Mansour Ossanlu e Ebrahim Maddadi, rispettivamente direttore e vicedirettore del sindacato, che stanno attualmente scontando pene detentive, sono prigionieri di coscienza. Amnesty International chiede il loro rilascio immediato e incondizionato.
L'Iran è stato parte del Patto internazionale sui diritti civili e politici il cui articolo 22 (par. 1) afferma: "Ogni individuo ha diritto alla libertà di associazione, che include il diritto di costituire sindacati e di aderirvi per la tutela dei propri interessi"; è anche parte del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali che all'articolo 8 garantisce il "diritto di ogni individuo di costituire e di aderire al sindacato di sua scelta".