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Alla vigilia della Giornata internazionale dei rom e sinti Amnesty International sollecita nuovamente il sindaco di Roma a porre fine alla discriminazione dei rom nell'accesso alle case popolari

CS047 - 04/04/2014

A pochi giorni dalla Giornata internazionale dei rom e dei sinti dell'8 aprile, Amnesty International ha nuovamente sollecitato il sindaco di Roma, Ignazio Marino, a dialogare con l'associazione e a porre fine alla discriminazione dei rom nell'accesso a un alloggio adeguato.

"Le violazioni dei diritti umani dei rom da parte delle autorità italiane, incluse quelle di Roma, continuano: sgomberi forzati, segregazione in campi in condizioni abitative gravemente inadeguate ed esclusione dall'edilizia residenziale pubblica stanno proseguendo sotto l'amministrazione del sindaco Marino" - ha ricordato John Dalhuisen, direttore del Programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International, appena giunto a Roma.

Dalhuisen interverrà, domani, al convegno "Italiaromanì" organizzato dall'Associazione 21 luglio, in corso in questi giorni a Roma.

"Amnesty International aveva auspicato un cambio di rotta da parte della giunta Marino dopo gli anni del "Piano Nomadi" della giunta Alemanno.

Lo scorso ottobre avevamo accolto con favore l'impegno della giunta Marino a ritirare misure chiaramente discriminatorie nei confronti delle famiglie rom residenti nei campi autorizzati nell'accesso alle case popolari" - ha ricordato Dalhuisen. 

"Ad oggi il sindaco Marino non ha mantenuto quegli impegni né ha risposto alla nostra lettera del 14 febbraio scorso, in cui esprimevamo profondo rammarico per il fatto che la graduatoria per l'assegnazione delle case popolari riferita al bando pubblico del 31 dicembre 2012 non fosse stata ancora pubblicata e che l'attribuzione del punteggio a ciascuna domanda venisse ancora compiuta in applicazione dei criteri previsti nella circolare del dipartimento Politiche abitative del 18 gennaio 2013" - ha sottolineato Dalhuisen. 

"Insieme ad Amnesty International, anche il Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa Nils Muižnieks aveva evidenziato il carattere discriminatorio di quella delibera, che impedisce ai rom residenti nei campi autorizzati di veder riconosciuto il proprio stato abitativo gravemente disagiato e dunque riduce enormemente le loro probabilità di vedersi assegnata una casa popolare" - ha ricordato Dalhuisen.

"Chiediamo al sindaco Marino anche di fare chiarezza su come intenda impiegare i fondi recentemente messi a disposizione dalla Regione Lazio per la cosiddetta 'emergenza abitativa'.

Non possiamo accettare che quest'operazione ancora una volta si concluda con l'esclusione delle famiglie rom residenti nei campi, oltre che di altri cittadini che hanno fatto domanda per un alloggio residenziale pubblico in base alla graduatoria del 31 dicembre 2012" - ha concluso Dalhuisen. A Roma, nell'ambito di una grave emergenza abitativa dovuta alla scarsa disponibilità di alloggi pubblici, dei 50.000 nuclei familiari che vivono nelle case popolari della capitale gestite dall'Ater, solo lo 0,02 per cento è costituito da rom, sebbene i rom costituiscano oltre lo 0,2 per cento della popolazione totale della città.


Leggi il rapporto "Due pesi, due misure" (Ottobre 2013)


FINE DEL COMUNICATO             Roma, 4 aprile 2014

Per interviste:Amnesty International Italia - Ufficio Stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348 6974361, e-mail: press@amnesty.it

 
 
 
 
Campo di Castel Romano, Roma, aprile 2013 © Amnesty International
 
 
 
Campo di Salone, Roma, giugno 2013 © Amnesty International