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Siria: è ora di porre fine agli assedi!

Data di pubblicazione dell'appello: 28.01.2016

Status dell'appello: chiuso Campagna Crisi internazionali

"Non abbiamo fatto cuocere un pasto completo quando abbiamo ricevuto il paniere alimentare. Ho paura che una volta terminato, saremo di nuovo a corto di cibo e costretti a mangiare foglie.Louay, residente di Madaya.

 
Distribuzione della zuppa a Yarmouk, Siria - aprile 2014 © Rame Alsayed
Distribuzione della zuppa a Yarmouk, Siria - aprile 2014 © Rame Alsayed

Secondo le Nazioni Unite, 4,5 milioni di persone su 13,5 che hanno bisogno di assistenza umanitaria rimangono in aree difficili da raggiungere. Sempre secondo le Nazioni Unite, quasi 400.000 si trovano sotto assedio, mentre le ong stimano questo numero in circa un milione.

La situazione di Madaya ha recentemente ricevuto molta attenzione sui mezzi di comunicazione, ma Madaya non è che una delle molte aree in cui la popolazione civile è soggetta a gravi sofferenze per le restrizioni imposte dal governo e dai gruppi armati non-statali. Le Nazioni Unite stimano che circa 200.000 persone vivano nelle aree assediate dal gruppo armato che si autodefinisce Stato Islamico a Deyr al-Zur; circa 180.000 in quelle assediate dalle forze governative siriane e dai loro alleati come Ghouta Est, Daraya, Yarmouk e Zabadani; e circa 12.500 in altre aree controllate da gruppi armati non-statali come Jabhat al-Nusra. Anche se piccoli aiuti sono riusciti ad arrivare ad alcuni civili sotto assedio, anche a Madaya, questi ultimi restano nel bisogno di ulteriore assistenza, mentre altri non hanno ancora ricevuto alcun aiuto.

Sia il governo siriano che i gruppi armati non-statali continuano a limitare o negare l'accesso umanitario. Per esempio la popolazione di Daraya, vicino Damasco, non riceve assistenza umanitaria internazionale addirittura dal 2012.

La fine del 2015 ha visto l'aumento degli sforzi internazionali per porre fine al conflitto in atto in Siria. A dicembre, il Consiglio di Sicurezza ha adottato la Risoluzione 2254 che reitera numerose precedenti posizioni del Consiglio di Sicurezza sul conflitto in Siria e delinea un possibile processo di soluzione, che include incontri - mediati dall'Onu - tra il governo siriano e i gruppi armati non statali. Il primo di questi incontri è previsto per il 29 gennaio, ma potrebbe essere dilazionato. È arrivato il momento di sollecitare i partecipanti a dare priorità alle preoccupazioni sui corridoi umanitari, in particolare verso le zone assediate e di difficile raggiungimento, agli attacchi illegali contro i civili e alle violazioni a danno dei detenuti, ai sensi della Risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, che chiede espressamente accessi umanitari e la fine degli attacchi contro i civili, oltre a chiedere a tutte le parti di "adempiere immediatamente ai loro obblighi di diritto internazionale".