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Siria: manifestanti torturati in carcere

Data di pubblicazione dell'appello: 10.05.2011

Status dell'appello: chiuso

UA: 87/11 MDE 24/013/2011

manifestanti, Siria© Amnesty International
manifestanti, Siria© Amnesty International

Grazie alle 3064 persone che hanno firmato l'appello. L'azione è chiusa.
 
Centinaia di persone arrestate durante le proteste in Siria sono state rilasciate, alcune nei mesi scorsi, altre a seguito di un' "amnistia generale", proclamata il 31 maggio 2011. Tuttavia, gli arresti continuano giorno dopo giorno e centinaia di persone rimangono in isolamento, dove rischiano tortura e altri maltrattamenti.
 
Tra le persone liberate prima dell'"amnistia generale" ci sono Mohammed Hasan al-Labwani, Hassan 'Abd al-'Adhim, 79 anni, e Omar Qashaash, 85 anni, Haji Ahmed Khalaf, Manhal Mahmoud Barish e i suoi due fratelli Ayham e Shadi Barish, che sono stati tutti rilasciati in date diverse tra il 5 e il 26 maggio. Dorothy Parvaz, espulsa in Iran dalle autorità siriane che l'avevano arrestata all'aeroporto di Damasco il 29 aprile, è stata messa in libertà dalle autorità iraniane il 18 maggio.
 
Amnesty International ha ricevuto informazioni secondo le quali Mohammed Hasan al-Labwani, insieme ad altre persone, sarebbe stato torturato o maltrattato durante la detenzione. Durante un'intervista ad Al Jazeera sulla sua detenzione, Dorothy Parvaz ha descritto quelle che sembrano essere state torture di altri prigionieri durante gli interrogatori.

Non si hanno informazioni sull'eventuale rilascio di Firas Fayyad  né di quello di 'Abdullah Khalil.

In base alle informazioni in possesso di Amnesty International, Wa'el Hammada, attivista politico, resta in custodia segreta, a quanto pare, delle forze di sicurezza aerea di Damasco. Suo fratello 'Abd al-Rahman Hammada è stato trasferito il 14 giugno nel carcere centrale di Damasco (noto anche come la prigione di Adra) e non è più in isolamento.

Il presidente Bashar al-Assad ha annunciato il 31 maggio un'"amnistia generale" per le persone arrestate e condannate per alcuni reati commessi prima di tale data. Di conseguenza alcune centinaia di prigionieri, compresi coloro che secondo le autorità apparterrebbero all'organizzazione al bando Fratelli musulmani, e altri prigionieri politici sono stati rilasciati. Tra questi ci sono anche nove persone incarcerate negli anni precedenti, considerate da Amnesty International prigionieri di coscienza.

Amnesty International ha chiesto al presidente della Siria di dare piena attuazione all'"amnistia generale" liberando immediatamente tutti i prigionieri di coscienza, compresi coloro che sono stati arrestati per aver partecipato a proteste pacifiche.