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Il sistema "Fortezza Europa"

Per difendere i propri confini, l'Unione europea ha creato un sofisticato sistema di sorveglianza, basato sul controllo e pattugliamento delle frontiere esterne, aeree, marittime e terresti attraverso l'Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli stati membri dell'Ue - Frontex. 

Per creare una zona cuscinetto lontana dai confini dell'Ue che blocchi l'ingresso dei migranti irregolari verso l'Europa, ha stipulato accordi e intese con paesi terzi e sostenuto la creazione di centri di detenzione in paesi dove ci sono serie preoccupazioni per le violazioni dei diritti umani, in particolare nell'accesso alle procedure di asilo durante lo stato di detenzione, come la Turchia e l'Ucraina.

Inoltre, gli stati membri dell'Unione europea stipulano accordi di riammissione con i paesi di origine e di transito che non tengono conto delle necessità di protezione internazionale dei migranti, e delle persecuzione o altre gravi violazioni dei diritti umani, che possono subire in questi paesi, in violazione del principio di non-refoulement.

Chiudendo percorsi sicuri verso l'Ue, intensificando operazioni di pattugliamento e di sorveglianza delle frontiere, le persone sono costrette a intraprendere percorsi sempre più pericolosi, che mettono a repentaglio le loro vite. Si stima che dal 2000, almeno 23.000 persone siano morte mentre cercavano di raggiungere l'Europa.

Oltretutto, questo costoso e ampio sistema messo in piedi dall'Europa non ha raggiunto alcun tipo di risultato se non in termini di perdita di vite umane e violazione dei diritti umani dei migranti, rifugiati e richiedenti asilo: nel 2013, il numero di persone che è arrivato in modo irregolare in Europa è raddoppiato rispetto al 2012. Semplicemente le persone vengono spinte da una frontiera all'altra di un'Europa arroccata nella sua fortezza.

Amnesty International chiede all'Europa di adottare politiche e prassi che tengano conto dei diritti umani e che gli accordi e intese sottoscritti con paesi terzi sulla gestione delle frontiere e la riammissione non determinino o contribuiscano a violazioni dei diritti umani.