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Sudan: Intisar Sharif Abdallah condannata alla lapidazione!

Status dell'appello: chiuso - Data di pubblicazione: 29.05.2012

 
Immagine simbolica: una pietra sporca di sangue. © Amnesty
Immagine simbolica: una pietra sporca di sangue. © Amnesty

Aggiornamento - Intisar Sharif Abdallah è stata rilasciata il 3 luglio dopo che la Corte Ombada, a Omdurman, un sobborgo della capitale Khartoum, ha fatto cadere tutte le accuse contro di lei a causa della mancanza di prove. Grazie alle 10 mila persone che ahnno firmato l'appello in suo favore.
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Il 13 maggio, il tribunale penale di Ombada, nello stato di Khartoum, Sudan centrale, ha condannato alla lapidazione una donna sudanese di 20 anni, Intisar Sharif Abdallah, accusata di adulterio. La sentenza è stata emessa in base all'articolo 146 del codice penale sudanese del 1991.

La donna non ha avuto assistenza legale durante l'intero procedimento giudiziario. Inizialmente ha respinto l'accusa dichiarandosi non colpevole, tuttavia, dopo essere stata picchiata dal fratello, ha ammesso il "reato". La condanna si è basata esclusivamente sulla sua confessione.
Durante il processo Intisar Sharif Abdallah non ha avuto l'assistenza di un interprete nonostante la sua conoscenza dell'arabo sia limitata poiché non è la sua lingua madre.

Attualmente la donna si trova in una condizione di sofferenza psicologica e non ha compreso la reale portata della sua condanna. È detenuta insieme al figlio più piccolo, che ha quattro mesi, mentre gli altri due figli sono stati affidati alla sua famiglia. Non è chiaro quando le autorità avrebbero intenzione di eseguire la condanna a morte. Alcuni membri della sua famiglia stanno per presentare un ricorso presso la Corte d'appello di Ombada.

La sentenza capitale è stata emessa in violazione degli standard internazionali, l'esecuzione violerebbe sia la legge internazionale che quella nazionale.

 

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