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Sudan: ancora molti detenuti dopo le proteste

Data di pubblicazione dell'appello: 14.03.2011

Status dell'appello: chiuso

Sudan, poliziotto armato © AP GraphicsBank
Sudan, poliziotto armato © AP GraphicsBank

Adil Ibrahim Karar, uno degli attivisti noti per essere stati arrestati in connessione alle dimostrazioni verificatesi in Sudan nel mese di gennaio, è stato rilasciato il 29 maggio. 
 
Adil Ibrahim Karar, 56 anni, era stato arrestato in una libreria di Omdurman, il 31 gennaio. Era una delle oltre 70 persone arrestate per aver preso parte alle proteste che avevano avuto inizio il giorno precedente.

Il 30 gennaio grandi proteste hanno avuto luogo nella capitale, Khartoum, a Omdurman e in altre città del nord del Sudan. A Khartoum, circa 2.000 persone si sono riunite in una protesta pacifica. La polizia antisommossa e gli agenti dei Servizi di sicurezza e di intelligence nazionale (Niss) hanno risposto con gas lacrimogeni, manganelli e arresti di massa.
 
Adil Ibrahim Karar era stato arrestato senza accusa. Nonostante i suoi problemi di asma e alla schiena, gli sono state rifiutate cure mediche e l'accesso ai farmaci contro il dolore.
 

Il 27 aprile, il Niss ha arrestato anche la moglie di Adil Ibrahim Karar e i suoi due bambini, di età compresa tra 13 e 18. Dopo essere stati trattenuti per nove ore, sono stati rilasciati.
 
Famiglia di Adil Ibrahim Karar ha espresso la propria gratitudine per quanti hanno agito in suo favore.
 
Amnesty International ha ricevuto informazioni di aggressioni e molestie sessuale da parte del personale dei Niss nei confronti di sei donne che hanno preso parte alle manifestazioni. Una di queste, Safia Ishag Mohammed, ha raccontato di esser stata violentata e picchiata durante la detenzione. Amnesty International condanna fermamente l'uso di molestie sessuali o aggressioni per limitare il diritto alla libertà di espressione in Sudan.