
La maggior parte delle donne che muoiono durante la gravidanza e il parto sono tra le più povere ed emarginate della società.
A queste donne viene negato l'accesso alle cure mediche, vengono sottoposte a mutilazioni genitali femminili e costrette a matrimoni precoci e non hanno il diritto di decidere se e quando avere figli. Nella maggior parte dei casi, le morti materne possono essere evitate.
L'Unione Africana (UA) ha messo in atto politiche di contrasto alla mortalità materna e alla morbilità in Africa, come la Dichiarazione di Abuja su Hiv/Aids, tubercolosi e altre malattie infettive.
Questi impegni hanno il potenziale di cambiare le vite di milioni di donne e ragazze in tutto il continente. Tuttavia, sono molti di più i bisogni che devono essere soddisfatti per realizzare questi impegni.
In occasione del Summit dell'UA (19-27 luglio a Kampala, Uganda) Amnesty International chiede agli stati africani di porre la necessaria attenzione al tema della salute materna.
Agli Stati dell'Unione Africana
Egregi Presidenti/Capi di stato,
Accogliamo positivamente la decisione dell'Unione Africana (UA) di affrontare la questione della salute materna in Africa durante il prossimo Summit dei Capi di stato dell'UA che si svolgerà dal 25 al 27 luglio 2010 a Kampala, in Uganda.
Attraverso la campagna globale "Io pretendo dignità", che denuncia e combatte le violazioni dei diritti umani che rendono le persone povere, Amnesty International lavora per porre fine alle violazioni dei diritti umani che sono alla base della mortalità materna e della morbilità. La maggioranza delle donne che muore per complicazioni collegate alla gravidanza e al parto sono tra le più povere ed emarginate. Muoiono perché non hanno accesso alle cure mediche o perché non possono decidere se e quando avere una gravidanza. Nella maggior parte dei casi le morti materne potrebbero essere evitate.
Amnesty International ha condotto una ricerca sulle violazioni dei diritti umani che causano la mortalità materna e la morbilità in Sierra Leone e in Burkina Faso. Nei due rapporti pubblicati, l'Organizzazione ha messo in rilievo le barriere che le donne affrontano per accedere alle cure per la salute materna - barriere che costituiscono una violazione dei diritti umani delle donne - e sottolineato la mancanza di controllo e assunzione di responsabilità degli stati verso queste violazioni.
Nonostante le diverse iniziative e politiche adottate dall'UA per affrontare questi problemi, continuano a esistere delle falle nella realizzazione degli impegni presi dagli stati africani, per questo alla luce del prossimo Summit, Vi esortiamo a dare all'eliminazione della mortalità materna l'attenzione che merita e riteniamo di cruciale importanza affrontare i seguenti punti:
- combattere la discriminazione e porre fine alle tradizionali pratiche dannose, tra cui le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni precoci che aggravano il rischio di mortalità materna e morbilità;
- migliorare la salute e i diritti sessuali e riproduttivi per tutte le donne africane;
- affrontare la questione delle barriere economiche alla salute materna per le donne più povere;
- rafforzare i meccanismi di controllo e responsabilità per fornire alle persone un'adeguata riparazione nei casi di violazioni.
Crediamo che l'Unione Africana possa fare la differenza rispetto al diritto alla salute delle donne africane e alla riduzione della mortalità materna e morbilità in Africa. Contiamo su di voi!