Turchia, termina lo stato d’emergenza. Amnesty International: “Ora riprenda il cammino verso la giustizia”

18 Luglio 2018

Tempo di lettura stimato: 3'

“La fine di due anni di stato d’emergenza è un passo nella giusta direzione che dev’essere però accompagnato da misure urgenti per evitare che si tratti unicamente di una mossa cosmetica”, ha dichiarato Fotis Filippou, vicedirettore di Amnesty International per l’Europa, commentando la notizia che lo stato d’emergenza non verrà ulteriormente rinnovato alla sua scadenza odierna.

“Negli ultimi due anni in Turchia abbiamo assistito a una radicale trasformazione: misure d’emergenza sono state usate per consolidare poteri autoritari, ridurre al silenzio voci critiche e negare diritti fondamentali. Molte di queste misure rimarranno in vigore anche dopo la fine dello stato d’emergenza”, ha sottolineato Filippou.

“Centinaia di giornalisti, difensori dei diritti umani e attivisti, compreso il presidente onorario di Amnesty International Turchia Taner Kılıç, sono finiti in carcere solo per aver svolto il loro lavoro”, ha aggiunto Filippou.

“Decine di migliaia di persone sono state imprigionate grazie a un potere giudiziario che manca della minima indipendenza e che manda dietro le sbarre reali o presunte voci critiche senza alcuna prova che abbiano effettivamente commesso reati. Organizzazioni non governative e mezzi d’informazione sono stati chiusi e oltre 130.000 lavoratori del settore pubblico sono stati arbitrariamente licenziati”, ha proseguito Filippou.

“La fine dello stato d’emergenza, da sola, non interromperà l’attuale giro di vite. Ciò che occorre è un’azione sistematica per ripristinare il rispetto dei diritti umani, consentire alla società civile di riprendere a svolgere le sue attività e porre fine al soffocante clima di paura che ha circondato la Turchia”, ha concluso Filippou.

FINE DEL COMUNICATO

Roma, 18 luglio 2018

L’appello in favore di Taner Kılıç e degli altri difensori dei diritti umani in Turchia è online qui:

https://www.amnesty.it/appelli/turchia-liberare-difensori-dei-diritti-umani/

Per interviste:

Amnesty International Italia – Ufficio Stampa

Tel. 06 4490224 – cell. 348 6974361, e-mail: press@amnesty.it