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Turchia: stop all'uso eccessivo della forza contro i manifestanti!

Data di pubblicazione dell'appello: 04.06.2013 Status dell'appello: chiuso

UA: 144/13 Index: EUR 44/014/2013

Campagna Individui a rischio

A partire dal 29 maggio, oltre 7600 persone sono rimaste ferite in tutta la Turchia quando la polizia ha usato cannoni ad acqua e gas lacrimogeni contro i manifestanti.

 

Le proteste sono iniziate il 27 maggio a Gezi Park a Taksim, nel centro di Istanbul, la città più grande della Turchia. Qualche centinaia di manifestanti avevano occupato il parco per manifestare contro la sua distruzione per far posto a un nuovo centro commerciale. Nelle prime ore del 29 maggio la polizia ha iniziato a disperderli facendo ricorso a uso eccessivo della forza e a gas lacrimogeni. Durante la notte di giovedì 30 maggio, quasi 3000 manifestanti si sono uniti alla protesta. Nelle prime ore del mattino, sono stati allontanati dal parco dalla polizia con gas lacrimogeni e cannoni ad acqua. Decine di persone sono rimaste ferite durante l'intervento della polizia.
 
A partire da venerdì 31 maggio, le proteste si sono diffuse in tutto il paese e, da domenica 2 giugno, ci sono state centinaia di proteste in 67 province. In base a quanto riportato dall'Associazione medica turca,  ci sono state oltre 7600 persone ferite in 13 città. Decine di persone versano in condizioni critiche, almeno 12 hanno avuto danni alla vista e molte sono ricoverate con fratture agli arti. L'Associazione medica turca ha dichiarato che la maggior parte delle lesioni sono state causate dall'uso di cannoni ad acqua e gas lacrimogeni. 

 

Amnesty International condanna l'ampio uso di gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere i manifestanti pacifici. Alcuni video hanno filmato la polizia mentre spara deliberatamente lacrimogeni contro i manifestanti. I gas lacrimogeni, sparati irresponsabilmente ad altezza di persona e in spazi ristretti se non chiusi, persino all'ingresso del pronto soccorso di piazza Taksim, sono stati responsabili del maggior numero di ferimenti.

 

Le autorità affermano di aver arrestato oltre 1000 persone. Decine di video amatoriali hanno filmato scene delle manifestazioni e mostrano poliziotti che picchiano, prendono a calci e colpiscono con manganelli i manifestanti, anche quando questi sono resi inermi dagli effetti dei gas lacrimogeni.

Informazioni aggiuntive
 
Secondo gli standard internazionali sui diritti umani, la decisione di disperdere un gruppo dovrebbe essere presa solo come ultima risorsa e deve rispettare i principi di necessità e proporzionalità.
Le norme internazionali contenute nei Principi di base delle Nazioni Unite sull'uso della forza e delle armi da fuoco da parte delle forze dell'ordine  richiedono che nel disperdere i raduni, la polizia deve evitare l'uso della forza oppure, se ciò non sia possibile, deve limitare tale forza al minimo necessario.
 
L'articolo 21 del Patto internazionale sui diritti civili e politici, di cui la Turchia è uno stato parte, garantisce il diritto alla libertà di riunione pacifica, affermando che " l'esercizio di tale diritto non può essere oggetto di restrizioni tranne di quelle imposte in conformità alla legge e necessarie in una società democratica, nell'interesse della sicurezza nazionale, della sicurezza pubblica, dell'ordine pubblico o per tutelare la sanità e la morale pubbliche, o gli altrui diritti e libertà ".