Difendiamo il diritto di protesta

24 Gennaio 2023

© Francesca Maceroni

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PROTEGGO LA PROTESTA

di Laura Renzi, campaigner

 

Nell’ultimo decennio, lo spazio di agibilità e iniziativa della società civile in tutto il mondo è stato costantemente preso di mira e attaccato da attori statali e non statali, rafforzando il fenomeno del così detto shrinking space (la riduzione dello spazio di protesta). Governi, gruppi armati, aziende e altre potenti entità, che vedono i loro interessi minacciati, hanno sviluppato e migliorato una gamma di tattiche e strumenti per mettere a tacere e reprimere i difensori dei diritti umani e altre voci critiche. Lo scoppio del Covid-19 è stato utilizzato dai governi come pretesto per introdurre nuove restrizioni al diritto di protesta. Per invertire questa tendenza, Amnesty International ha continuato a denunciare leggi e pratiche che limitano lo spazio civico attraverso contenziosi strategici e con la campagna globale “Proteggo la protesta”, lanciata a luglio scorso. La disuguaglianza, la povertà, la discriminazione radicata, la repressione e gli abusi, la corruzione e l’aumento delle barriere alla partecipazione pubblica, così come la crisi ambientale, sono tutte questioni che continuano a spingere molte persone a manifestare il loro dissenso. Nell’ultimo periodo, migliaia di persone sono scese in strada, in diverse capitali europee, per reclamare contro il caro energia, la guerra in Ucraina, la violazione dei diritti delle donne e dei manifestanti in Iran, dei diritti al lavoro e della libertà di espressione. Intanto, numerosi paesi in Europa hanno preso provvedimenti imponendo restrizioni illegittime alle proteste.

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