Europa: "recuperare lo spirito di Tampere" - L'editoriale - Amnesty International Italia

Europa: “recuperare lo spirito di Tampere” – L’editoriale

5 aprile 2019

Tempo di lettura stimato: 3'

di Antonio Marchesi, Presidente di Amnesty International Italia

Cara amica, caro amico,

dire Europa è dire poco. O meglio: è dire tutto e il contrario di tutto.

C’è un’Europa dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto ma anche un’Europa fortezza e un’Europa degli egoismi; c’è un’Europa unita, un’Europa che vive in pace e nella quale si circola liberamente ma anche l’Europa dei nuovi “sovranismi”.

Da quando il Parlamento europeo viene eletto direttamente, i cittadini hanno, almeno in qualche misura, la facoltà di scegliere quale di queste strade vogliono percorrere.

La speranza è che, ora che vengono chiamati a votare, siano lucidi nelle loro scelte, nonostante il clima, nonostante la propaganda e le falsità (sull’invasione, sull’islamizzazione e quant’altro).

Che siano sereni (nonostante l’industria della paura) e che mettano al centro del mandato che affidano a coloro che eleggono i diritti umani e le libertà fondamentali. E che respingano quella retorica divisiva, intrisa di odio.

Esattamente 20 anni fa, in una città dell’estremo nord dell’Europa, Tampere, i capi di stato e di governo, riuniti nel Consiglio europeo, hanno messo nero su bianco alcune conclusioni importanti. Hanno ribadito “l’importanza che l’Unione e gli stati membri riconoscono al rispetto assoluto del diritto di chiedere asilo“.

Hanno “convenuto di lavorare all’istituzione di un regime europeo comune in materia di asilo, basato sull’applicazione della Convenzione di Ginevra in ogni sua componente, garantendo in tal modo che nessuno venga esposto nuovamente alla persecuzione, ossia mantenendo il principio di non-refoulement“.

Hanno chiesto di adottare “misure che prevedano forme complementari di protezione e offrano uno status adeguato alle persone che necessitano tale protezione“.

Hanno esortato “a intensificare gli sforzi per giungere a un accordo sulla protezione temporanea degli sfollati, basato sulla solidarietà tra gli Stati membri“.

Erano altri tempi, si dirà, e non si può tornare indietro, guardare al passato. Al contrario, si tratta di guardare avanti, scegliendo e progettando il futuro che vogliamo. Magari recuperando, nel nostro progetto per l’Europa, anche un po’ dello “spirito di Tampere”.

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