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SUMMARY:La responsabilità delle forze di polizia nelle violazioni dei diritti umani
DESCRIPTION:La responsabilità delle forze di polizia nelle violazioni dei diritti umani dal G8 di Genova ad oggi.\nMartedì 17 ottobre\, ore 15.00\nAuditorium U12 – Università Bicocca di Milano – Via Vizzola\, 5 \n  \nL’uso eccessivo\, improprio o non necessario della forza da parte delle forze di polizia è vietato dal diritto internazionale in qualsiasi circostanza\, eppure dal G8 di Genova ad oggi in piazza\, nelle carceri o durante i fermi di polizia si è assistito\, in diversi casi\, a persone che hanno perso la vita o che sono rimaste gravemente ferite. \nQuali sono le responsabilità e quali gli strumenti da mettere in campo per porre fine a questi abusi? \nNe parliamo il 17 ottobre alle ore 15.00\, in Auditorium U12\, insieme a Laura Renzi di Amnesty International Italia e a Camilla Siliotti di A Buon Diritto. Porterà la sua testimonianza Lucrezia Boscari della Task Force Osservatori di Amnesty International Italia. \n  \nPer partecipare è necessaria la prenotazione iscrivendosi al form. I posti sono limitati. \n\n\n\nIscriviti all’evento\nNon è più possibile iscriversi a questo evento.
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SUMMARY:Migrazioni\, diritti\, criminalizzazione della solidarietà
DESCRIPTION:Migrazioni\, diritti\, criminalizzazione della solidarietà\nMaysoon Majidi e le altre storie di diritti negati \n  \nIl 31 dicembre 2023 Maysoon Majidi è arrivata in Italia\, fuggendo dalle politiche repressive del governo iraniano. Da quel momento è stata detenuta in carcere perché accusata di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare e del cosiddetto «reato di scafismo». Il 22 ottobre\, dopo dieci mesi di detenzione\, Maysoon Majidi è finalmente stata scarcerata\, in attesa dell’ultima udienza prevista per il 27 novembre.   \nNell’ambito della campagna di solidarietà con Maysoon Majidi\, A Buon Diritto\, Amnesty International Italia\, Università degli Studi Roma Tre e Centro socio culturale Ararat organizzano il 29 ottobre un’iniziativa\, divisa in due eventi. \n\nTavola rotonda – Università Roma Tre\nDipartimento di Giurisprudenza\, aula 5\, Via Ostiense\, 161-165 | Roma \nore 16:00 \nDibattito sul diritto di migrare\, sul diritto di cercare protezione e sulla criminalizzazione della solidarietà. A partire dalla vicenda di Maysoon Majidi\, verranno trattati altri casi di diritti negati\, come quello di Marjan Jamali e di altre centinaia di persone migranti\, criminalizzate a causa dell’art. 12 del Testo unico sull’immigrazione. Solo nel 2023\, infatti\, si sono registrati 117 fermi in Italia\, mentre più di 81 mila persone sono state imputate o condannate in Europa per il reato di favoreggiamento tra il 2006 e il 2016. Molti di questi arresti hanno coinvolto persone che sono dovute scappare dai propri paesi per aver rivendicato libertà e diritti. Persone costrette a prendere la guida del timone per arrivare sane e salve a terra\, ma che nulla hanno a che fare con il traffico di esseri umani.  \nIntroduce: Antonino Azzarà\, Università degli Studi Roma Tre \nModera: Serena Chiodo\, Amnesty International Italia \nIntervengono:\nAlice Basiglini\, Baobab Experience\nCarlo Caprioglio e Tatiana Montella\, Clinica del diritto dell’immigrazione e della cittadinanza\nAlberto Mallardo\, Sea Watch\nLuigi Manconi\, A Buon Diritto\nRachele Stroppa\, Antigone\nGiuseppina Massaiu\, ColtivAzione \n  \n\nProiezione\, dibattito e aperitivo – Centro socio culturale Ararat\nLargo Dino Frisullo | Roma \nalle ore 19:30 \nProiezione del cortometraggio “Thirsty flight”\, di Maysoon Majidi e di Edris Abdi\, e dibattito. Sarà un omaggio al lavoro artistico di Maysoon e un’occasione per riflettere sull’attività culturale di decine di attiviste curde che rischiano la propria vita in ragione del bene più prezioso\, la libertà.  \nPrima del film è previsto un aperitivo a sostegno delle attività di Ararat\, uno spazio che da oltre vent’anni è considerato un’ambasciata non riconosciuta della comunità curda.  \nModera: Tina Marinari\, Amnesty International Italia \nIntervengono:\nComitato Free Maysoon\nParisa Nazari\, movimento Donna Vita Libertà\nSayit Dursun\, Centro socio culturale Ararat \n  \n\nInvitiamo tutte le realtà e le persone che hanno partecipato nei mesi scorsi alla campagna di solidarietà con Maysoon Majidi a mobilitarsi affinché il «reato di scafismo» – che a tutti gli effetti trasforma una forma di solidarietà e autodeterminazione in una fattispecie penale – venga riconosciuto come quello che è: un falso dispositivo che rischia di confondere le vittime con i carnefici e di colpevolizzare chi è unicamente responsabile di essersi dovuto affidare a viaggi illeciti in mancanza di canali legali.  \n\n\n\nFacci sapere se parteciperai\nNon è più possibile iscriversi a questo evento.
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