#FreePatrickZaki: 22 mesi di detenzione ingiusta!

24 Novembre 2021

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Il 7 dicembre segnerà non solo il ventiduesimo mese di detenzione, ma anche la data della prossima udienza del processo a Patrick Zaki. Riccardo Noury, portavoce Amnesty International Italia, ha dichiarato: “Quella del 7 dicembre potrebbe essere l’udienza decisiva per Patrick, giacché altri processi come il suo sono arrivati o stanno volgendo alla fine. La speranza è che un giudice riconosca, dopo quasi due anni, l’infondatezza dell’accusa di diffusione di notizie false. Il timore è che la magistratura egiziana non rinneghi sé stessa ed emetta una condanna: se ciò accadesse, sarebbe uno sviluppo terribile, anche perché nei confronti delle sentenze dei tribunali d’emergenza non è previsto appello”

 

Non è questo, quindi, il momento di fermarsi e abbassare la guardia. In vista della prossima udienza chiediamo di nuovo alle scuole di mobilitarsi e di chiedere ancora una volta a gran voce, tutti insieme, “Free Patrick Zaki!”.

Studenti, docenti, classi o gruppi di amiche e amici potranno attivarsi partecipando ad una nuova foto azione. Sarà possibile creare dei cartelli con all’interno un messaggio di sostegno a Patrick per il processo del 7 dicembre o utilizzare i nuovi cartelli. 

 

SCARICA I CARTELLI PER LA FOTO AZIONE 

 

Ogni cartello dovrà riportare il nome della scuola e della classe. Prima di scattare la foto, ci raccomandiamo di far coprire con il cartello il volto degli studenti. Un volta fatte le foto, potrete inviarle o farle inviare a edu@ai-italy.it, entro e non oltre il 6 dicembre 2021.

Nelle settimane precedenti al 7 dicembre per approfondire in classe il tema della libertà di espressione e dei difensori dei diritti umani vi ricordiamo:

Per la scuola primaria (secondo ciclo) e per la secondaria di primo grado:

Per la scuola secondaria di secondo grado:

Per far capire agli studenti l’importanza di mandare lettere o messaggi a chi si trova in prigione accusato ingiustamente, potete leggere in classe la lettera che Louis Sepulveda ha scritto nel 2000 ad Amnesty International Italia.