La solidarietà non è un reato. Scrivi ora a Martine - Amnesty International Italia

La solidarietà non è un reato. Scrivi ora a Martine

13 marzo 2018

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Martine Landry, attivista di Amnesty International Francia, rischia una condanna fino a 5 anni di carcere e 30.000 euro di multa per aver soccorso due migranti minorenni al confine con Ventimiglia.

Martine ha 73 anni e, dal 2002, è impegnata in una missione di osservazione sui migranti e i rifugiati che si trovano alla frontiera franco-italiana.

La sua unica colpa è stata quella di aver voluto prestare assistenza e aiuto a due ragazzi minorenni.

Martine ha scritto una lettera a tutti gli attivisti di Amnesty Francia per raccontare cosa sta provando in questi mesi. Proprio in quell’occasione ha spiegato bene cosa significhi per lei la parola “solidarietà”.

Desidero per le generazioni future, per i miei nipoti, una società in cui non si debba più avere paura di aiutare gli altri. Una società in cui tendere la mano a un bambino, una donna o un uomo esausto, ferito, su una strada pericolosa, una ferrovia, una strada innevata, non sia una scelta, ma un dovere.

La solidarietà non può essere un reato, scrivi a Martine perché in questa battaglia non si senta sola.

La situazione esplosiva della frontiera Italia-Francia

Il 28 luglio 2017, la polizia italiana rispediva in Francia – a piedi – due migranti stranieri di soli 15 anni.

Quello stesso giorno, Martine Landry, attivista di Amnesty International Francia, li incontrava al confine di Mentone/Ventimiglia, lato francese, per riaccompagnarli alla polizia di frontiera (PAF), avendo con sé i documenti che testimoniavano la domanda di presa in carico da parte dell’Aide sociale à l’enfance (ASE).

I controlli alla frontiera tra Francia e Italia stanno esasperando ulteriormente la condizione dei migranti che cercano rifugio in Europa.

Persone che fuggono da guerre e miserie, che affrontano viaggi lunghi e rischiosi e che, dopo aver superato tutto questo, si trovano bloccati tra due confini.

Questa condizione di precarietà e la necessità di trovare altri modi per attraversare il confine stanno inoltre alimentando le reti di contrabbando e la tratta, fenomeni prosperati da entrambi i lati del confine.

Al contrario, è indispensabile ribadire che qualunque sia il suo status, regolare o irregolare, ogni persona presente sul suolo francese, merita il rispetto dei propri diritti umani.