L'editoriale - Amnesty International Italia

L’editoriale

25 Gennaio 2021

Credit: Eugenio Grosso

Tempo di lettura stimato: 3'

di Emanuele Russo, presidente di Amnesty International Italia

Cara amica, caro amico,

viviamo questi giorni di ritorno a forme più o meno severe di lockdown con preoccupazione. In parte perché sappiamo già cosa questo significhi per il nostro equilibrio e per quello del paese e tale consapevolezza purtroppo non aiuta ad affrontare questo inverno con serenità. In parte, perché abbiamo ormai capito che la buona condotta individuale è fondamentale ma non sufficiente per gestire la pandemia nel migliore dei modi.

Occorre infatti uno sforzo coordinato e armonico da parte delle istituzioni che, purtroppo, stenta a manifestarsi. A farne le spese siamo tutti ma, come spesso accade, ci sono sempre persone che sono più esposte di altre a subire le conseguenze di una crisi. Sto parlando di donne, migranti, anziani, persone senza dimora, rom, sinti, camminanti, tra gli altri. Perché il Covid-19 ha approfondito crepe già esistenti nelle nostre società. È evidente che l’unico aiuto ricevuto da questa situazione sia quello di vedere le cose molto più chiaramente e comprendere dove anni di frammentazione sociale e politiche d’odio abbiano creato i danni maggiori.

Ma non c’è solo questo. A causa della pandemia, qualsiasi altro tema legato ai diritti è stato cancellato dall’agenda politica. Noi non possiamo accettarlo. Dobbiamo essere in grado di occuparci dei diritti delle vittime della pandemia e impedire che le altre vittime di violazioni vengano relegate ai confini dei notiziari. I prigionieri di coscienza, in ogni parte del mondo, continuano ad aver bisogno di noi, così come chi difende i diritti umani in condizioni di grande rischio e pericolo.

Dobbiamo essere in grado di continuare la nostra azione di solidarietà e difesa, nonostante tutto, insieme.

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