L’Europa del futuro - Amnesty International Italia

L’Europa del futuro

4 aprile 2019

Tempo di lettura stimato: 3'

di Eric Jozsef

L’Europa non muore il 26 maggio sera.

Malgrado l’annunciata avanzata dei nazionalisti alle prossime elezioni per il rinnovo del parlamento di Strasburgo, il progetto comunitario non dipenderà totalmente dell’esito dello scrutinio.

Certo le formazioni sovraniste ed estremiste, anche se non maggioritarie (non dovrebbero rappresentare più del 25 per cento del totale), potranno fortemente condizionare i programmi e la politica dell’Unione, saranno in grado di frenare il miglioramento dell’integrazione, fare pressione sui partiti tradizionali per portarli su posizioni più sovraniste, demagogiche e di chiusura.

Ma la vera sfida per il futuro dell’Europa dipenderà, prima e dopo il voto, dalla capacità degli europeisti di ribadire chiaramente quale è il progetto comune, storicamente alla base dell’Unione europea, e quale debba essere la battaglia politica e culturale da condurre per compiere il salto definitivo verso un’integrazione completa.

In sostanza, non sono tanto i nazionalisti mettere in discussione il progetto europeo ma è la mancanza di lucidità, di chiarezza, di determinazione e di ambizione degli europeisti ad avere indebolito l’insieme del progetto.

È il fatto di avere lasciato credere che in un mondo in profonda trasformazione si potesse continuare a difendere l’esistente, cioè il quadro dello stato nazionale, e affrontare le nuove sfide del XXI secolo.

L’Europa, che per quasi cinque secoli ha dominato il mondo, deve fare fronte a una svolta epocale, geopolitica ed economica, avvenuta negli ultimi 30 anni. Una svolta storica simile alla scoperta dell’America e alla rivoluzione industriale. La realtà è che gli stati nazionali europei oggi hanno perso la loro sovranità.

In un continente che non rappresenta più del sette per cento della popolazione mondiale, né la Germania, né l’Italia, né la Francia sono e saranno più in grado da sole di affrontare le sfide future, economiche, fiscali, geopolitiche, migratorie o climatiche.

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