Guinea-Bissau - Amnesty International Italia

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REPUBBLICA DELLA GUINEA-BISSAU

Capo di stato: José Mário Vaz

Capo di governo: Umaro Sissoco Embaló

(subentrato a Baciro Djá a novembre,

a sua volta succeduto a Carlos Correia a maggio)

La continua crisi politica ha rallentato l’implementazione delle raccomandazioni formulate dall’Upr delle Nazioni Unite nel 2015 e ostacolato le riforme in campo economico e sociale. Non sono stati compiuti progressi per migliorare le condizioni di vita all’interno delle carceri. La magistratura non ha sempre rispettato le regole procedurali dei processi ed è stata criticata per la sua incompetenza e corruzione.

 CONTESTO

A febbraio, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha rinnovato per un altro anno il mandato dell’Ufficio integrato delle Nazioni Unite per il consolidamento della pace in Guinea-Bissau (UN Integrated Peace Building Office in Guinea-Bissau – Uniogbis).

Un’escalation di tensioni tra il presidente Vaz, il governo e il parlamento, oltre che all’interno del partito di governo, Partito africano per l’indipendenza della Guinea e di Capo Verde (Patido africano da independência de Guiné-Bissau e Cabo Verden – Paigc), ha paralizzato i lavori parlamentari.

A gennaio, la commissione permanente dell’assemblea nazionale ha espulso 15 parlamentari che si erano rifiutati di appoggiare il programma del governo. Le tensioni politiche si sono inasprite quando il primo ministro Correia è stato rimosso dall’incarico a metà maggio. Due settimane dopo, la nomina di Baciro Djá alla carica di primo ministro ha scatenato violente proteste, in cui la polizia è ricorsa all’uso della forza, con l’impiego anche di gas lacrimogeni, per disperdere i manifestanti che lanciavano pietre e bruciavano pneumatici davanti al palazzo presidenziale.

A settembre, la Guinea-Bissau ha aderito alla Convenzione delle Nazioni Unite relativa allo status delle persone apolidi e alla Convenzione delle Nazioni Unite sulla riduzione dell’apolidia.

 SISTEMA GIUDIZIARIO

Il sistema di giustizia penale è rimasto inefficace e non è stato in grado di garantire la regolarità dei processi. A giugno, la Relatrice speciale delle Nazioni Unite sull’indipendenza dei giudici e degli avvocati, nella sua relazione sulla visita in Guinea-Bissau effettuata nel 2015, ha definito la situazione del sistema giudiziario del paese “triste” e “terribile”. La Relatrice ha evidenziato come principali ostacoli all’indipendenza della magistratura la mancanza di risorse, l’incompetenza, la corruzione, l’impunità e il limitato accesso alla giustizia.

A luglio, la Corte suprema ha impiegato 20 giorni, invece dei 10 giorni stabiliti dalla legge, per rispondere alle istanze di habeas corpus che contestavano la legalità della detenzione del parlamentare Gabriel So. Il suo arresto era stato disposto dal tribunale regionale di Bissau, che non aveva tenuto conto dell’immunità parlamentare.

Ad agosto, l’ufficio del procuratore pubblico ha ordinato l’arresto e la detenzione di João Bernardo Vieira per presunte violazioni delle norme sulla cauzione. Dopo l’arresto, João Bernardo Vieira non era stato condotto davanti a un giudice entro le 48 ore stabilite dalla legge; è stato rilasciato dopo una settimana.

 ACCERTAMENTO DELLE RESPONSABILITÀ

Non sono stati compiuti progressi nelle indagini sulle passate violazioni dei diritti umani, comprese le uccisioni illegali compiute tra il 2009 e il 2012. Tuttavia, a maggio, il tribunale regionale di Bissorã, nella regione di Oio, ha condannato quattro poliziotti per aver percosso a morte Tchutcho Mendonça, mentre era in custodia di polizia, a luglio 2015. Tre agenti hanno ricevuto una pena detentiva di sette anni e tre mesi, mentre il quarto poliziotto è stato condannato a cinque anni di carcere.

 CONDIZIONI CARCERARIE

Le autorità non hanno intrapreso iniziative per migliorare le condizioni di vita all’interno del sistema carcerario. I penitenziari e i centri di detenzione rimanevano caratterizzati da servizi igienici inadeguati, mancanza di cure mediche e di cibo e grave sovraffollamento. Detenuti in attesa di giudizio e prigionieri erano costretti a fare affidamento sulle famiglie o sulla benevolenza degli altri reclusi per avere cibo e medicinali.

Le condizioni nei centri di detenzione della capitale, Bissau, erano configurabili come trattamento crudele, disumano e degradante. Le celle presso la polizia giudiziaria avevano una capacità di 35 persone ma al loro interno erano regolarmente trattenuti oltre 90 detenuti. I detenuti non erano tenuti separati in base al sesso, all’età o al tipo di crimine e le persone in attesa di convalida del fermo erano abitualmente trattenute oltre il termine massimo di 48 ore previsto dalla legge.

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