Gabon - Amnesty International Italia

Repubblica Gabonese

Capo di stato: Ali Bongo Ondimba
Capo di governo: Emmanuel Issoze-Ngondet

È stato adottato un nuovo codice sulle comunicazioni che ha attirato le critiche dei giornalisti per la formulazione vaga e oltremodo generica delle sue norme e durante l’anno le autorità hanno chiuso un quotidiano. Noti esponenti dell’opposizione politica sono stati arbitrariamente arrestati. Le attività dei sindacati degli insegnanti sono state gravemente limitate. Rappresentanti dell’Icc hanno condotto una visita di due giorni nel paese.

Contesto

Il candidato presidenziale Jean Ping ha continuato a contestare i risultati delle elezioni presidenziali di agosto 2016 e a settembre 2017 gli è stato temporaneamente negato il diritto di lasciare il paese. Le elezioni legislative sono state rinviate ad aprile 2018. A novembre, il rapporto presentato dal Gabon e le relazioni parallele presentate dalle organizzazioni della società civile sono stati analizzati secondo l’Upr delle Nazioni Unite.

Libertà d’espressione, associazione e riunione nella Repubblica Gabonese

A gennaio è entrato in vigore il nuovo codice sulle comunicazioni. Il testo della legge è stato criticato dai giornalisti per la formulazione vaga e oltremodo generica delle sue disposizioni, che tra l’altro proibivano a cittadini del Gambia di lavorare per organi d’informazione locali fuori dal paese, vietavano l’utilizzo di pseudonimi, consideravano tipografi e distributori in egual modo responsabili di eventuali infrazioni e obbligavano le testate giornalistiche a “contribuire all’immagine del paese e alla coesione nazionale”.

Il 17 marzo, le autorità hanno sospeso le attività del principale sindacato degli insegnanti (Convention nationale des syndicats du système éducatif – Conasysed), citando come motivazione il “disturbo della quiete pubblica”, in relazione agli scioperi che erano iniziati a ottobre 2016. Il ministro dell’Istruzione ha inoltre ordinato la sospensione del pagamento degli stipendi a oltre 800 docenti per spingerli a interrompere lo sciopero.

A giugno, il consiglio nazionale delle comunicazioni ha messo al bando Les Echos du Nord, un quotidiano considerato vicino all’opposizione politica, per alcune dichiarazioni che erano state ritenute diffamatorie nei confronti del presidente Bongo e del primo ministro Issoze-Ngondet. La testata ha ripreso le attività ad agosto.

Arresti e detenzioni arbitrari nella Repubblica Gabonese

Il 14 aprile, Alain Djally, assistente del leader d’opposizione Jean Ping, è stato arrestato senza un mandato nella capitale, Libreville. È stato bendato e maltrattato da uomini in borghese ma gli è stato concesso di ricevere la visita del suo avvocato il giorno dopo l’arresto.

In seguito, non ha più potuto contattarlo. È stato detenuto presso la direzione generale della ricerca, una struttura gestita dai servizi d’intelligence gabonesi, per poi essere trasferito nel penitenziario principale di Libreville, dove è rimasto confinato in isolamento per l’intero periodo della sua detenzione. È stato incriminato per essersi finto un membro dell’esercito in servizio attivo, per avere conservato il suo vecchio tesserino di riconoscimento militare e per possesso di una pistola a salve. Il suo avvocato ha sostenuto che il possesso di questo tipo di pistola non necessitava di un regolare porto d’armi e che le accuse a carico del suo assistito erano politicamente motivate.

Alain Djally è stato rilasciato in libertà provvisoria il 23 giugno.

Il 15 giugno, Marcel Libama, consigliere del Conasysed e della confederazione sindacale Dinamica Unitaria (Dynamique Unitaire), è stato arrestato nella città di Tchibanga dopo aver parlato del caso di un collega detenuto, Cyprien Moungouli, durante un programma trasmesso da Radio Massanga. È rimasto trattenuto per tre giorni presso un commissariato di polizia e il 20 giugno è stato trasferito nel carcere locale. È stato accusato di oltraggio a un magistrato, intralcio alla giustizia e diffamazione. Il 17 giugno, Juldas Biviga, un giornalista di Radio Massanga, è stato anch’egli arrestato, tra le altre cose, per essersi rifiutato di cancellare le registrazioni di alcune interviste archiviate. Il 13 luglio, sia Marcel Libama che Juldas Biviga sono stati vittime di un duro pestaggio da parte delle guardie carcerarie. A causa delle lesioni riportate alle caviglie, alle costole e alle orecchie, Juldas Biviga è stato trasferito in ospedale. Sono stati entrambi condannati a 184 giorni di reclusione e al pagamento di un’ammenda di 450 euro.
Il 27 agosto, le forze di sicurezza hanno arrestato Hervé Mombo Kinga, attivista e noto sostenitore di Jean Ping. Aveva proiettato in pubblico alcuni video a fianco del suo Internet café. È stato incriminato per “istigazione alla violenza” e “oltraggio al capo dello stato” e ha trascorso un mese e mezzo in isolamento. A fine anno era ancora in detenzione.

Impunità nella Repubblica Gabonese

L’Icc ha proseguito la sua analisi preliminare al fine di accertare se i presunti crimini commessi dopo maggio 2016, anche in relazione alle elezioni presidenziali del 2016, si configurassero come crimini previsti dallo Statuto di Roma e se esistessero gli estremi per l’apertura di un’indagine. A giugno, rappresentanti dell’Icc hanno condotto una visita di due giorni nel paese.

Continua a leggere

Ultime notizie sul paese