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Repubblica Islamica del Gambia

Capo di stato e di governo: Adama Barrow (subentrato a Yahya Jammeh a gennaio)

Il nuovo esecutivo si è impegnato a emendare una serie di leggi repressive e a riformare le forze di sicurezza. Sono state intraprese alcune iniziative per l’avvio di un processo di giustizia transizionale.

Contesto

In seguito alla mediazione dei leader regionali e alla minaccia di un intervento militare da parte dell’Ecowas*, l’ex presidente Yahya Jammeh ha accettato i risultati delle elezioni presidenziali di dicembre 2016 e il 21 gennaio ha lasciato il Gambia per ritirarsi in Guinea Equatoriale**. L’Ecowas ha mantenuto la coalizione di forze militari di stanza in Gambia, il cui ritiro era previsto a metà 2018. In un contesto d’impasse politica, Adama Barrow si è insediato alla presidenza del Gambia nella capitale del Senegal, Dakar, il 19 gennaio.

Sviluppi legislativi, costituzionali o istituzionali nella Repubblica Islamica del Gambia

Il 10 febbraio, l’esecutivo ha ritirato la decisione del precedente governo del presidente Jammeh di recedere dallo Statuto di Roma dell’Icc***.

Il 21 settembre, il Gambia ha firmato il Secondo protocollo opzionale all’Iccpr, un’iniziativa che è stata interpretata come un primo passo verso l’abolizione della pena di morte.

È stato avviato il piano per iniziare un processo di riforma costituzionale e per emendare varie leggi repressive, applicate dal precedente presidente.

Il 13 dicembre, l’assemblea nazionale ha approvato disegni di legge per la creazione di una commissione di riforma costituzionale e una commissione sui diritti umani.

Prigionieri politici nella Repubblica Islamica del Gambia

Tra dicembre 2016 e gennaio 2017, le autorità hanno rilasciato decine di prigionieri politici e prigionieri di coscienza, compresi i prigionieri di coscienza Amadou Sanneh e Ousainou Darboe. Il 30 gennaio, il presidente Barrow ha concesso la grazia a Ousainou Darboe e a decine di altri che erano stati arrestati per avere preso parte a un evento pacifico di protesta ad aprile 2016.

Detenzione nella Repubblica Islamica del Gambia

Le condizioni di vita nelle carceri non erano in linea con gli standard internazionali a causa della scarsa igiene, dell’insufficiente fornitura di cibo e cure mediche. A febbraio, le autorità hanno rilasciato 174 prigionieri, in occasione delle celebrazioni per l’indipendenza e, a marzo, altri 84 prigionieri sono stati rimessi in libertà, allo scopo di ridurre il sovraffollamento carcerario. La possibilità di ricevere assistenza legale gratuita era limitata, specialmente al di fuori della capitale Banjul. Sono stati nominati nuovi giudici nell’intento di rispondere alla necessità di garantire una maggiore indipendenza della magistratura.

Libertà d’espressione nella Repubblica Islamica del Gambia

L’esecutivo si è impegnato a riformare diverse leggi repressive in materia d’informazione. Alcuni giornalisti sono rientrati nel paese, dopo avere trascorso periodi in esilio all’estero a causa delle vessazioni o delle minacce d’imprigionamento da parte del precedente governo.

Il 19 febbraio, una donna è stata arrestata e detenuta per disturbo della quiete, dopo essere stata accusata di avere insultato il presidente Barrow. È stata rilasciata su cauzione il 2 marzo e il suo fascicolo è stato archiviato dal tribunale di primo grado di Brikama il 3 aprile.

A novembre, durante un convegno organizzato in occasione della Giornata internazionale per porre fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti, il governo ha annunciato l’intenzione di conformarsi ai giudizi emessi dalla Corte di giustizia dell’Ecowas, in merito al coinvolgimento dello stato nelle violazioni dei diritti umani di cui erano stati vittime tre giornalisti: Deyda Hydara, Chief Ebrima Manneh e Musa Saidykhan. La decisione implicava tra l’altro la negoziazione di somme da corrispondere a titolo di risarcimento alle famiglie delle vittime.

Libertà di riunione nella Repubblica Islamica del Gambia

A fine anno non erano state ancora emendate le leggi repressive che limitavano l’esercizio della libertà di riunione pacifica. Il 23 novembre, la Corte suprema del Gambia ha stabilito che la sezione 5 della legge sull’ordine pubblico del 1961, che imponeva l’obbligo di ottenere un’autorizzazione dalla polizia per svolgere un raduno pacifico, non violava la costituzione.

Il 2 giugno, una persona è morta e almeno altre sei sono rimaste ferite quando le forze della coalizione schierate dall’Ecowas hanno sparato munizioni vere per disperdere i manifestanti, che si erano radunati nei pressi dell’ex residenza di Yahya Jammeh, nel villaggio di Kanilai. Il governo si è impegnato ad avviare un’indagine sull’accaduto ma a fine anno non erano state rese disponibili informazioni in merito.

Il Movimento d’occupazione Westfield è stato inizialmente autorizzato a protestare pacificamente contro i tagli all’erogazione dell’energia elettrica e la carenza d’acqua ma il permesso è stato successivamente revocato l’11 novembre. Il 12 novembre, la protesta è stata dispersa dalla polizia schierata in assetto antisommossa.

Polizia e forze di sicurezza nella Repubblica Islamica del Gambia

A febbraio, l’agenzia d’intelligence nazionale (National Intelligence Agency – Nia), che sotto il precedente governo si era resa responsabile di atti di tortura e detenzioni arbitrarie, è stata rinominata Servizi d’intelligence statale e i suoi poteri di detenzione sono stati revocati con una speciale direttiva del governo. Tuttavia, le modifiche non sono state supportate dall’introduzione di una nuova legislazione.

Nei mesi successivi, i vertici della polizia, degli istituti di pena, dei servizi d’intelligence e dell’esercito sono stati sostituiti. Non è stata comunque varata alcuna riforma strutturale di queste istituzioni né sono stati adottati provvedimenti disciplinari nei confronti dei responsabili di gravi violazioni dei diritti umani. Gruppi della società civile hanno espresso preoccupazione per il fatto che il governo non avesse intrapreso alcuna iniziativa per preservare le prove documentali e fisiche degli abusi compiuti dalle forze di sicurezza, in particolare dalla Nia.

A luglio, 12 soldati sono stati arrestati per accuse riguardanti la pubblicazione sui social network di post “rivoltosi ed eversivi”, a sostegno dell’ex presidente Jammeh. I militari sono stati trattenuti senza accusa sotto la custodia dell’esercito e sono stati condotti in tribunale soltanto il 17 novembre, in violazione dei limiti massimi di detenzione stabiliti dalla costituzione. Il 27 novembre, 10 dei detenuti sono stati formalmente accusati di tradimento e ammutinamento e gli altri due d’“interferenza aggravata nella legittima custodia”.

Giustizia transizionale nella Repubblica Islamica del Gambia

Dieci soldati sono stati arrestati e detenuti a gennaio, con l’accusa di coinvolgimento in casi di sparizione forzata e uccisioni, senza tuttavia essere formalmente incriminati; a fine anno erano ancora in carcere.

A febbraio, sono state avviate azioni giudiziarie nei confronti di nove agenti della Nia, compreso l’ex direttore, accusati di avere assassinato l’attivista dell’opposizione Solo Sandeng, ad aprile 2016.

A ottobre, le vittime di violazioni dei diritti umani, organizzazioni della società civile e gruppi internazionali per i diritti umani hanno formato una coalizione per lanciare una campagna che chiedeva di assicurare alla giustizia Yahya Jammeh e altri che si erano resi responsabili di gravi violazioni dei diritti umani sotto il suo governo.

Ousmane Sonko, ministro dell’Interno dal 2006 fino alla sua fuga dal paese a settembre 2016, era indagato in Svizzera per crimini contro l’umanità commessi durante il governo del presidente Jammeh.

Il 13 dicembre, l’assemblea nazionale ha approvato il disegno di legge per la creazione della commissione di verità, riconciliazione e riparazione (Truth, Reconciliation and Reparation Commission – Trrc), incaricata di esaminare gli eventi occorsi durante il governo del presidente Jammeh; il varo della legge è stato preceduto da una serie di consultazioni aperte a livello nazionale e internazionale.

Il 10 agosto, è stata istituita una commissione d’inchiesta con l’incarico d’indagare sulla presunta appropriazione indebita di fondi pubblici e abuso d’ufficio da parte dell’ex presidente Yahya Jammeh. Il governo ha inoltre congelato i beni ritenuti di proprietà dell’ex presidente.

A febbraio è stato istituito un team sulle persone scomparse, un’unità investigativa speciale della polizia incaricata d’indagare sui casi di sparizione forzata durante il governo del presidente Jammeh. A marzo sono stati esumati i cadaveri di quattro persone, ritenute possibili vittime di sparizione forzata, compreso quello di Solo Sandeng. Il team avrebbe dovuto preparare un elenco delle persone scomparse, su cui avrebbe indagato il Trrc.

Diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate nella Repubblica Islamica del Gambia

Le relazioni omosessuali sono rimaste un reato. Una legge, approvata a ottobre 2014, puniva il reato di “omosessualità aggravata” con pene carcerarie fino all’ergastolo. Le persone Lgbti hanno continuato a subire discriminazioni e minacce da parte di attori non statali.

Diritti sessuali e riproduttivi nella Repubblica Islamica del Gambia

A novembre, il governo e i partner allo sviluppo hanno varato un programma completo sull’educazione sessuale, rivolto agli istituti scolastici. Nonostante le mutilazioni genitali femminili fossero considerate un reato, tale pratica è rimasta diffusa. Il governo e i partner allo sviluppo hanno elaborato una strategia di comunicazione per aumentare la consapevolezza nelle comunità, in merito ai danni causati dalle mutilazioni genitali femminili.

L’aborto è rimasto un reato ai sensi del codice penale, tranne nel caso in cui la gravidanza comporti un rischio per la vita della donna.

* Gambia: Adama Barrow must not forget his big promises (news, 19 gennaio); Gambia: State of Emergency no license for repression (news, 18 gennaio).

** Gambia: Response to the departure of Yahya Jammeh (news, 22 gennaio).

*** Gambia: Progress in first 100 days of Barrow government requires major reform to break with brutal past (news, 27 aprile).

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