Liberia - Amnesty International Italia

Repubblica della Liberia

Capo di stato e di governo: George Weah

La violenza domestica e la violenza sessuale contro donne e ragazze sono rimaste diffuse. È persistita l’impunità per le violazioni dei diritti umani. Le condizioni di vita nei penitenziari non erano in linea con gli standard internazionali e le autorità hanno fatto frequentemente ricorso al regime di detenzione cautelare.

Contesto

A ottobre sono iniziate le elezioni presidenziali e legislative. George Weah, del partito Congresso per il cambiamento democratico è stato eletto il 26 dicembre e doveva assumere l’incarico a gennaio 2018.

La prassi di affidare la gestione delle scuole pubbliche a società private ha limitato l’accesso dei bambini ad adeguati

standard d’istruzione, una preoccupazione che era stata già sollevata nel 2016 dal Relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto all’istruzione.

Impunità nella Repubblica della Liberia

La maggior parte delle raccomandazioni formulate nel 2009 dalla commissione di verità e riconciliazione non era stata ancora implementata, compresa quella d’istituire un tribunale penale per perseguire i reati di diritto internazionale e quella di adottare misure finalizzate a garantire giustizia e riparazione alle vittime. La commissione era stata creata in seguito alle violazioni dei diritti umani e agli abusi perpetrati durante i 14 anni di guerra civile, terminata nel 2003.

Nessuno dei responsabili delle violazioni dei diritti umani compiute durante la guerra civile era stato ancora processato da un tribunale della Liberia. Tuttavia, Mohammed Jabbateh è stato condannato negli Usa e per falsa testimonianza e truffa relativa all’immigrazione, in relazione al ruolo da lui svolto nei crimini di guerra commessi da Alieu Kosiah e Martina Johnson, all’epoca al comando di gruppi ribelli, i quali erano stati arrestati rispettivamente in Svizzera e in Belgio nel 2014.

Detenzione nella Repubblica della Liberia

I penitenziari soni rimasti caratterizzati da condizioni di sovraffollamento, in parte dovute alla presenza di centinaia di persone trattenute per periodi prolungati in custodia cautelare. I detenuti avevano accesso inadeguato all’assistenza medica ai detenuti e a spazi destinati ad attività ricreative. A giugno, una reclusa è rimasta incinta dopo essere stata costretta a fare sesso da un detenuto del carcere centrale di Tubmanburg. L’episodio era stato favorito dai secondini, i quali l’hanno poi portata contro il suo volere ad abortire. A seguito di un’indagine, diverse guardie carcerarie sono state licenziate; tuttavia, a quanto risulta, nessuno dei responsabili è stato perseguito.

Libertà d’espressione nella Repubblica della Liberia

È stata presentata in parlamento una proposta di legge per depenalizzare i reati in materia di stampa, in particolare in relazione alle calunnie. A fine anno, il documento era ancora pendente.

Diritto all’istruzione nella Repubblica della Liberia

Ad agosto, 174 organizzazioni nazionali e internazionali hanno invitato gli investitori a interrompere i loro finanziamenti alla Bridge International Academies, una società privata che gestisce 25 istituti scolastici in Liberia e in altri paesi africani. In precedenza, a marzo, la Coalizione per la trasparenza e la giustizia nell’istruzione aveva sollevato dubbi circa alcune prassi adottate dalla società, come l’imposizione di un limite massimo di alunni per classe nelle scuole pubbliche, una pratica che precludeva ai bambini la possibilità di frequentare la scuola locale. La gestione di queste scuole era stata appaltata alla Bridge International Academies nel 2016.

Diritti delle donne nella Repubblica della Liberia

Sono rimasti diffusi gli episodi di violenza domestica, stupro e altre forme di violenza sessuale contro donne e ragazze, comprese alcune pratiche come le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni precoci. L’impunità per gli stupri e altre forme di violenza sessuale contro le donne è rimasta pressoché la norma. Tuttavia, a luglio, la camera legislativa ha approvato una proposta di legge sulla violenza domestica che a fine anno attendeva la firma del presidente.

Il governo, le Nazioni Unite e vari partner allo sviluppo hanno continuato a investire nelle unità contro la violenza sessuale e di genere, localizzate presso i commissariati di polizia e i ministeri, con l’incarico d’indagare sugli abusi e sulla violenza sessuale, oltre che nel tribunale specializzato nel giudicare questo tipo di crimini, situato nella contea di Montserrado, nel nord-ovest del paese. Le autorità hanno continuato a gestire i 12 centri di assistenza 24 ore su 24, presenti in sette contee, che offrivano servizi di assistenza medica e altro supporto alle donne sopravvissute a violenza sessuale.

I servizi abortivi per le donne vittime di stupro continuavano a essere fondamentalmente inaccessibili e troppo onerosi, sebbene la legge permettesse alle donne di abortire nei casi di violenza sessuale, dopo aver sporto regolare denuncia dell’aggressione presso l’autorità di polizia e aver ottenuto un’autorizzazione rilasciata da due medici specialisti. Gli aborti non sicuri continuavano a contribuire agli elevati tassi di mortalità materna e dei relativi danni fisici della Liberia, tra i più alti dell’Africa.

Diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate nella Repubblica della Liberia

Le persone Lgbti hanno subìto discriminazioni, vessazioni e minacce. Il codice penale considerava reato l’attività sessuale consenziente tra adulti dello stesso sesso. Un uomo, che era stato arrestato a giugno 2012 e incriminato per “sodomia volontaria” ai sensi del codice penale, a fine anno era ancora detenuto nel carcere centrale di Monrovia.

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