Dominicana, Repubblica - Amnesty International Italia

Dominicana, Repubblica


Rapporto annuale 2017-2018   Americhe

REPUBBLICA DOMINICANA

Capo di stato e di governo: Danilo Medina Sánchez

Poco è stato fatto per risolvere la condizione delle persone apolidi. L’aborto è rimasto un reato in tutte le circostanze. Sono continuati gli episodi di uso eccessivo della forza da parte della polizia e ci sono stati nuovi casi di violenza di genere.

CONTESTO

La Repubblica Dominicana ha dovuto affrontare le conseguenze di una serie di calamità naturali che durante l’anno hanno colpito l’area dei Caraibi, tra cui due forti uragani nel solo mese di settembre. Questi, insieme alle piogge torrenziali che si sono avute in precedenza durante l’anno, hanno provocato lo sfollamento temporaneo di decine di migliaia di persone e gravi danni alle infrastrutture del paese. Come molti piccoli stati insulari in via di sviluppo dell’area caraibica, la Repubblica Dominicana è rimasta particolarmente vulnerabile ai cambiamenti climatici, che gli scienziati collegano alla sempre maggior frequenza di eventi meteorologi estremi. Il 21 settembre, la Repubblica Dominicana ha ratificato l’Accordo di Parigi delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico.

La notizia secondo cui diversi funzionari dominicani erano accusati di aver ricevuto tangenti dalla compagnia di costruzioni brasiliana Oderbrecht ha scatenato in tutto il paese proteste di massa contro la corruzione, confluite nel movimento Marcia verde. A settembre, la Commissione interamericana dei diritti umani (Inter-American Commission on Human Rights – Iachr) ha tenuto audizioni pubbliche sul tema “diritti umani e denunce riguardanti l’impunità e la corruzione nella Repubblica Dominicana”.

A maggio, durante una visita nel paese, la Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla vendita e lo sfruttamento dei minori ha esortato il governo a mettere la protezione dei minori al centro di qualsiasi strategia legata al turismo.

DISCRIMINAZIONE – PERSONE APOLIDI

La Repubblica Dominicana ha continuato a non rispettare i propri obblighi internazionali sui diritti umani in relazione all’ingente numero di persone apolidi nate nella Repubblica Dominicana, che erano state retroattivamente e arbitrariamente private della nazionalità dominicana a settembre 2013*.

La legge 169-14, che era stata varata a maggio 2014 per affrontare la crisi dell’apolidia, è rimasta in larga parte inapplicata. Secondo statistiche ufficiali, soltanto 13.500 persone appartenenti al cosiddetto “gruppo A” (istituito dalla legge), delle circa 61.000 ufficialmente iscritte nel registro di stato civile dominicano, erano riuscite a ottenere il rilascio da parte dell’autorità dominicana di un qualche tipo di documento d’identità che attestasse la loro nazionalità dominicana. Nel frattempo, a molte di loro era stato annullato il certificato di nascita originale e quello nuovo rilasciato in sostituzione era stato inserito in un registro di stato civile separato, senza che fossero state adottate opportune misure per evitare ulteriori discriminazioni.

I progressi del programma di naturalizzazione previsto dalla legge 169-14 per le persone appartenenti al cosiddetto “gruppo B” (la cui nascita non era mai stata iscritta nel registro di stato civile dominicano) durante l’anno sono stati pochi o nulli. Si ritiene che delle 8.755 persone che erano riuscite a essere inserite nel nuovo programma (pari al 16 per cento delle circa 53.000 persone del gruppo B, secondo i dati del governo), a fine anno solo 6.545 avevano ottenuto l’approvazione delle autorità. La legge prevedeva che dovessero trascorrere due anni dall’approvazione della registrazione per poter inoltrare richiesta formale di naturalizzazione come cittadini dominicani. A fine 2017 non erano noti casi di persone naturalizzate secondo il nuovo programma. Non disponendo di un’altra nazionalità, la maggior parte degli interessati rimaneva apolide.

Durante l’anno, le autorità non hanno provveduto a esaminare, elaborare o implementare nuove soluzioni in grado di garantire i diritti di nazionalità alle decine di migliaia di persone nate nella Repubblica Dominicana, che non potevano beneficiare della legge 169-14, in particolare il restante 84 per cento delle persone appartenenti al gruppo B e tutte le altre che non rientravano nel campo di applicazione della legislazione del 2014.

In riferimento a questa situazione, ad aprile la Iachr ha inserito la Repubblica Dominicana nel capitolo IV.B del suo rapporto annuale sui paesi che richiedevano speciale attenzione in materia di diritti umani.

A fine anno, nessuna autorità pubblica era stata chiamata a rispondere per le prassi discriminatorie adottate in relazione all’iscrizione nel registro di stato civile e rilascio dei documenti d’identità, compresa l’arbitraria privazione della nazionalità dominicana che era stata praticata su base collettiva nel 2013. Le persone colpite da tali misure continuavano a essere escluse da un’ampia gamma di diritti umani e a non poter accedere all’istruzione superiore, a un’occupazione legale o a un’assistenza sanitaria adeguata, per citare alcuni esempi.

POLIZIA E FORZE DI SICUREZZA

L’ufficio del procuratore generale ha documentato 110 casi di uccisioni da parte delle forze di sicurezza nel periodo tra gennaio e ottobre. Molte erano avvenute in circostanze tali da far pensare a possibili uccisioni illegali. Il tasso di omicidi è rimasto elevato, un rapporto pari a circa 16 su 100.000 abitanti nel primo semestre dell’anno.

Gli organi d’informazione hanno documentato ripetuti episodi in cui le forze di polizia avrebbero fatto un uso non necessario ed eccessivo della forza nel contesto di proteste sociali.

DIRITTI DI RIFUGIATI E MIGRANTI

Le autorità dominicane hanno continuato a non essere in grado di esaminare i casi di migranti irregolari, secondo il piano nazionale di regolarizzazione degli stranieri con status irregolare (Plan nacional de regularización de extranjeros en situación migratoria irregular), in essere dal 2014 al 2015. Di conseguenza, a luglio le autorità hanno rinnovato per un altro anno i cosiddetti “carnet di regolarizzazione”, che erano stati rilasciati ai migranti registrati secondo il piano e che permettevano loro di rimanere nel paese.

DIRITTI SESSUALI E RIPRODUTTIVI

La Repubblica Dominicana è rimasta uno dei pochi paesi del mondo a considerare ancora l’aborto un reato in tutte le circostanze.

A maggio, il senato ha votato contro la proposta, appoggiata dal presidente Medina, di depenalizzare l’aborto**. L’11 luglio, il voto del senato è stato respinto dalla camera dei deputati, che ha tuttavia aperto alla possibilità di future riforme, volte a tutelare i diritti di donne e ragazze***.

Un’istanza, presentata ad agosto alla Iachr, chiedeva giustizia e riparazione per la morte avvenuta nel 2012 di Rosaura Almonte Hernández, una ragazza di 16 anni conosciuta con il nome di “Esperancita”. A causa della restrittiva legislazione sull’aborto, Rosaura Almonte Hernández era deceduta dopo che, per diversi giorni, le era stata negata una terapia salvavita contro la leucemia.

In un’inchiesta pubblicata ad agosto, l’Ngo Women’s Link Worldwide ha documentato che, nella Repubblica Dominicana, nella prima metà del 2017, ogni due giorni era deceduta una donna in seguito a complicanze legate alla gravidanza, causate dall’impossibilità di accedere a servizi di salute materna qualificati.

VIOLENZA CONTRO DONNE E RAGAZZE

Secondo statistiche ufficiali, nella prima metà dell’anno è stato registrato un aumento del 21 per cento del numero di uccisioni di donne e ragazze, rispetto allo stesso periodo del 2016.

DIRITTI DELLE PERSONE LESBICHE, GAY, BISESSUALI, TRANSGENDER E INTERSESSUATE

La Repubblica Dominicana continuava a non disporre di strumenti legislativi in grado di combattere i crimini d’odio. A giugno, il cadavere di una donna transgender, Rubi Mori, è stato ritrovato smembrato in un’area isolata****. A fine anno, nessun responsabile della sua uccisione era stato assicurato alla giustizia.

 

* Dominican Republic: What does it take to solve a statelessness crisis? (news, 23 maggio).

** Dominican Republic: Vote against decriminalization of abortion, a betrayal to women (comunicato stampa, 1 giugno).

*** República Dominicana: Amnistía Internacional y Oxfam llaman a Cámara de Diputados a garantizar derechos de las mujeres (AMR 27/6605/2017); Dominican Republic: Further information: Congress rejects regressive abortion reform (AMR 27/6724/2017); Dominican Republic: Further information: Abortion vote pending after President’s veto (AMR 27/5478/2017).

**** Dominican Republic: Horrifying killing of transgender woman highlights need for protection against discrimination (news, 6 giugno).

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