Giamaica - Amnesty International Italia

GIAMAICA

Capo di stato: regina Elizabeth II, rappresentata da Patrick Linton Allen

Capo di governo: Andrew Michael Holness

Ci sono stati nuovi casi di uccisioni illegali compiute dalla polizia nell’impunità, che in alcuni casi potrebbero essere considerate come esecuzioni extragiudiziali. Era all’esame dei legislatori un progetto di riforma della legislazione nazionale in materia di reati sessuali, violenza domestica, assistenza e protezione dei minori. Ong hanno espresso preoccupazione per il rispetto del diritto alla privacy, a seguito della proposta di introdurre una nuova carta d’identità nazionale. Le persone Lgbt hanno continuato a subire discriminazioni nella legge e nella prassi. Prigionieri gay e bisessuali sono rimasti altamente esposti all’Hiv.

CONTESTO

Nonostante l’impegno per la creazione di un ente nazionale per i diritti umani, a fine anno la Giamaica non si era ancora dotata di questo meccanismo.

La Giamaica continuava a detenere una delle più alte percentuali di omicidi delle Americhe. Secondo la polizia, tra gennaio e giugno, gli omicidi sono aumentati del 19 per cento, in confronto allo stesso periodo del 2016.

POLIZIA E FORZE DI SICUREZZA

Tra gennaio e marzo, l’organo di sorveglianza della polizia, la commissione indipendente sulle indagini (Independent Commission of Investigations – Indecom) ha ricevuto 73 nuove denunce di aggressione e documentato 42 uccisioni da parte di agenti delle forze di polizia. Durante l’anno, 168 persone sono state uccise da poliziotti, rispetto alle 111 del 2016.

Le donne parenti delle presunte vittime della polizia hanno continuato a battersi contro un sistema giudiziario sottofinanziato e lento, per ottenere giustizia, verità e riparazione*.

A più di un anno dalla pubblicazione dei risultati della commissione d’inchiesta sugli eventi occorsi nella zona ovest di Kingston durante lo stato di emergenza del 2010, in cui morirono almeno 69 persone, l’esecutivo non aveva ancora fornito una risposta ufficiale in merito alle modalità con cui intendeva implementare le raccomandazioni espresse dalla commissione né si era scusato pubblicamente per l’accaduto. A giugno, le forze di polizia giamaicane (Jamaica Constabulary Force – Jcf) hanno concluso una verifica amministrativa interna sulla condotta degli agenti citati nel rapporto stilato dai commissari. Tuttavia, non hanno rilevato alcun episodio di cattiva condotta né responsabilità per le violazioni dei diritti umani commesse durante lo stato d’emergenza.

A giugno è stata approvata una norma che istituiva le “zone d’operazione speciale”, nel contesto di un piano di prevenzione del crimine.

L’Indecom ha ospitato una conferenza sull’uso della forza nei paesi caraibici, che si proponeva di sviluppare una linea di condotta regionale sull’uso della forza, allineata con i massimi standard di tutela dei diritti umani. Al forum hanno preso parte agenti delle forze di polizia dell’intera regione, oltre che esperti di mantenimento dell’ordine pubblico e di diritti umani.

VIOLENZA CONTRO DONNE E RAGAZZE

A marzo, attiviste di movimenti femminili e sopravvissute a episodi di violenza sessuale e di genere sono scese per le strade della capitale Kingston, per protestare contro l’impunità nei casi di violenza sessuale.

Ong giamaicane hanno espresso una serie di raccomandazioni al comitato ristretto congiunto del parlamento, incaricato di riformare la legislazione nazionale vigente sui reati sessuali, la violenza domestica, l’assistenza e la protezione dei minori. Queste comprendevano tra l’altro l’abrogazione delle eccezioni riguardanti lo stupro maritale, stabilite dalla legge sui reati sessuali, al fine di proteggere le donne contro lo stupro indipendentemente dal loro stato civile.

DIRITTO ALLA RISERVATEZZA

L’Ong Giamaicani per la giustizia (Jamaicans for Justice – Jfj) ha espresso il timore che la legge sull’autorità nazionale per l’identificazione e la registrazione potesse mettere a rischio il diritto alla riservatezza e che l’art. 41 in particolare potesse limitare l’accesso a beni e servizi.

DIRITTI DEI MINORI

Il Jfj ha formulato una serie di raccomandazioni al comitato ristretto congiunto del parlamento, evidenziando la necessità di rafforzare la legge sull’assistenza e la protezione dei minori. Tra i vari punti, il Jfj raccomandava di estendere l’elenco delle autorità a cui i privati cittadini potevano rivolgersi per formalizzare una denuncia nel caso di abuso sui minori, al fine di agevolare l’emersione di questi episodi.

DIRITTI DELLE PERSONE LESBICHE, GAY, BISESSUALI E TRANSGENDER

La legislazione giamaicana continuava a non prevedere alcun tipo di tutela contro la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere, reali o percepiti. Di conseguenza, le persone Lgbti hanno continuato a essere esposte a molestie e violenza.

I rapporti sessuali consensuali tra uomini sono rimasti reato e non esisteva una tutela precisa in caso di violenza da parte del partner nelle relazioni tra persone dello stesso sesso. Le Ong hanno raccomandato che la normativa venisse emendata, al fine di assicurare che lo stupro fosse trattato come un reato neutro rispetto al genere.

Poiché le persone transgender continuavano a non poter cambiare legalmente nome e genere sessuale nei documenti ufficiali, le organizzazioni Lgbti hanno espresso il timore che la proposta d’introdurre un sistema d’identificazione nazionale potesse avere ripercussioni sul diritto alla riservatezza delle persone transgender, esponendole a forme di stigma e discriminazione, anche da parte di eventuali datori di lavoro.

Ad agosto, il terzo Gay Pride della storia della Giamaica ha continuato ad accrescere la visibilità della comunità Lgbti e ha creato un’opportunità d’impegno per un settore più ampio della società civile.

DIRITTO ALLA SALUTE

A giugno, l’Ong Stand up for Jamaica ha pubblicato il rapporto “Barriere dietro le sbarre”, che ha analizzato l’elevato rischio di violenza sessuale, violazioni dei diritti umani e conseguente contagio da Hiv, cui erano esposti gli uomini gay e bisessuali nel penitenziario generale di Kingston, in cui questi venivano segregati dal resto della popolazione carceraria. Lo scopo del rapporto era di generare un dibattito circa il modo migliore per ridurre il contagio da Hiv nel sistema penitenziario giamaicano.

GIUSTIZIA INTERNAZIONALE

La Giamaica non aveva ancora provveduto a ratificare lo Statuto di Roma dell’Icc, fir­mato a settembre 2000, né aveva aderito alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura o alla Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalla sparizione forzata.

* Jamaica: A thank you from Shackelia Jackson (news, 15 dicembre).

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