Brunei Darussalam - Amnesty International Italia

Brunei Darussalam

Capo di stato e di governo: Sultano Hassanal Bolkiah

La mancanza di trasparenza ha reso difficile il monitoraggio indipendente sulla situazione dei diritti umani. Se messi in atto, gli emendamenti al codice penale della sharia, da introdurre a fasi, avrebbero previsto per una serie di reati la pena di morte e punizioni corporali, come la fustigazione e la lapidazione, che equivalgono a tortura e altri maltrattamenti. Le modifiche avrebbero ulteriormente limitato i diritti alla libertà di pensiero, coscienza e religione e accresciuto la discriminazione contro le donne.

Contesto

Numerosi emendamenti al codice penale della sharia sono rimasti pendenti, soggetti a una graduale implementazione. Il Brunei ha completato la prima fase di attuazione delle modifiche, che riguardava i reati punibili con detenzione e ammende. Se implementata, la seconda fase riguarderà i reati punibili con l’amputazione, mentre la terza fase i reati che prevedono la morte per lapidazione.

Libertà d’espressione nel Brunei

Il 27 luglio, il dipendente pubblico Shahiran Sheriffudin bin Shahrani Muhammad è stato licenziato e incriminato ai sensi della sezione 4 (1) (c) della legge sulla sedizione, per aver pubblicato su Facebook alcuni commenti ritenuti “offensivi” verso il ministero degli Affari religiosi. Giornalisti e attivisti online hanno continuato ad autocensurarsi per timore di azioni penali.

Diritti delle donne nel Brunei

Gli emendamenti al codice penale della sharia comprendevano norme che, se applicate, avrebbero ulteriormente discriminato le donne, ad esempio rendendo reato la gravidanza al di fuori del matrimonio e costringendo le donne musulmane non sposate a vivere nella casa del loro tutore.

Pena di morte nel Brunei

Sebbene il paese sia abolizionista nella pratica, l’impiccagione è rimasta la pena prevista per diversi reati, tra cui omicidio, terrorismo e reati legati alla droga. Se nel corso della terza fase venissero apportate le modifiche al codice penale, reati quali “adulterio”, “sodomia” e stupro potrebbero essere puniti con la morte per lapidazione. A seconda dello stato civile del trasgressore, potrebbero essere imposte la morte per lapidazione o 100 frustate a chi, musulmano o non musulmano, commettesse “adulterio” con una persona di fede islamica.

Diritto all’istruzione nel Brunei

I bambini apolidi e quelli che non avevano la cittadinanza del Brunei hanno affrontato ostacoli nel godimento di diritti elementari, tra cui il diritto all’istruzione. Sebbene l’educazione primaria fosse gratuita e accessibile ai cittadini, i bambini apolidi e di diversa cittadinanza hanno dovuto chiedere il permesso di iscriversi a scuola e spesso hanno dovuto pagare rette mensili.

Diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate nel Brunei

Le pratiche sessuali consensuali tra persone dello stesso sesso sono rimaste un reato in quanto “rapporti contro natura” e punibili con il carcere fino a 10 anni, ai sensi dell’art. 377 del codice penale. Gli emendamenti al codice penale, se applicati, permetterebbero la pena di morte per lapidazione obbligatoria per pratiche sessuali consensuali tra persone dello stesso sesso (vedi sopra).

Controterrorismo e sicurezza nel Brunei

Persone sospettate sono state arrestate senza processo ai sensi della legge per la sicurezza interna (Internal Security Act – Isa). A febbraio, quattro cittadini indonesiani sono stati arrestati ai sensi di tale legge, per presunti legami con il gruppo armato Stato islamico (Islamic State – Is) e in seguito espulsi dal paese.

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