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REPUBBLICA DEMOCRATICA POPOLARE DEL LAOS

Capo di stato: Bounnhang Vorachith
Capo di governo: Thongloun Sisoulith

I diritti alla libertà d’espressione, associazione e riunione pacifica sono rimasti fortemente limitati e lo stato ha esercitato uno stretto controllo sugli organi d’informazione e sulla società civile. Tre attivisti sono stati condannati in un processo relativo alla loro partecipazione a proteste in Thailandia e ai commenti pubblicati sui social network. Non ci sono stati progressi nelle indagini su alcune sparizioni forzate.

CONTESTO

Il Laos ha presentato i propri rapporti in quanto stato parte al Comitato delle Nazioni Unite sui diritti umani, al Comitato Cedaw e al Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia.

SPARIZIONI FORZATE NELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA POPOLARE DEL LAOS

Nonostante il Laos avesse firmato la Convenzione internazionale contro la sparizione forzata nel 2008, non l’aveva ancora ratificata.

Il governo non ha reso noti il destino o l’ubicazione di Sombath Somphone, un importante esponente della società civile, che fu rapito nel 2012 davanti a una stazione di polizia della capitale Vientiane. Alcune telecamere a circuito chiuso avevano registrato il momento in cui veniva fermato dalla polizia e portato via.

Analogamente, le autorità non hanno fornito informazioni su dove si trovassero Kha Yang, un hmong di etnia lao arrestato dopo il rimpatrio forzato dalla Thailandia nel 2011, e Sompawn Khantisouk, un imprenditore attivo nel campo della difesa ambientale, rapito nel 2007 da uomini ritenuti appartenenti alla polizia.

A luglio è scomparso in Laos Ko Tee, un attivista politico thailandese, ricercato dal governo del suo paese. A quanto pare, le autorità laotiane non hanno fatto molto per indagare sulla sua sparizione.

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE, RIUNIONE E ASSOCIAZIONE NELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA POPOLARE DEL LAOS

Varie norme del codice penale e decreti restrittivi sono stati impiegati per incarcerare gli attivisti e reprimere i diritti alla libertà d’espressione e di riunione. La radiotelevisione, la carta stampata e le attività della società civile sono rimaste fortemente controllate dallo stato.

I partiti politici, con l’unica eccezione del Partito rivoluzionario popolare laotiano al potere, hanno continuato a essere vietati.

Dopo un processo segreto celebrato ad aprile, gli attivisti Soukan Chaithad, Somphone Phimmasone e Lodkham Thammavong sono stati condannati con accuse di collaborazione con entità straniere per indebolire lo stato, diffusione di materiale propagandistico e organizzazione di proteste per provocare “disordini”. Sono stati condannati a periodi di reclusione variabili dai 12 ai 20 anni. I tre uomini erano stati arrestati nel 2016, dopo essere tornati dalla Thailandia per rinnovare i passaporti. In precedenza, avevano partecipato a una protesta davanti all’ambasciata del Laos, nella capitale thailandese Bangkok, e avevano pubblicato su Facebook vari messaggi in cui criticavano il governo laotiano.

Ad agosto, il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria ha dichiarato che la loro detenzione era arbitraria. Sempre ad agosto, il governo ha approvato un decreto sulle associazioni che imponeva obblighi onerosi per la registrazione e limitazioni alle Ngo e ad altri gruppi della società civile e prevedeva pene penali in caso d’inadempienza.

DIRITTI ECONOMICI, SOCIALI E CULTURALI NELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA POPOLARE DEL LAOS

Gli abitanti dei villaggi interessati da progetti di sviluppo, tra cui la costruzione di alcune dighe e di una linea ferroviaria tra il Laos e la Cina, sono stati costretti a trasferirsi. Hanno dichiarato di non essere stati consultati in modo adeguato né di aver ricevuto alcuna compensazione. Ad aprile, il primo ministro ha ammesso i problemi relativi all’applicazione dei regolamenti per le concessioni fondiarie. Attivisti hanno espresso preoccupazione per i danni ai mezzi di sostentamento e all’ambiente provocati dalla costruzione di dighe idroelettriche.

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