Nauru - Amnesty International Italia

REPUBBLICA DI NAURU

Capo di stato e di governo: Baron Waqa

Rifugiati e richiedenti asilo sono rimasti intrappolati sull’isola di Nauru, dopo esservi stati trasferiti con la forza dal governo australiano, nonostante diffuse denunce di violenze fisiche, psicologiche e sessuali. A settembre, 27 rifugiati sono stati trasferiti negli Usa, mentre più di 1.000 sono rimasti sull’isola.

RIFUGIATI E RICHIEDENTI ASILO NELLA REPUBBLICA DI NAURU

Ad aprile, una relazione di una commissione del senato australiano ha riportato numerose denunce di violenze fisiche e sessuali, casi di autolesionismo e di abbandono di rifugiati e richiedenti asilo sull’isola di Nauru e a Papua Nuova Guinea. La commissione ha rilevato che i fattori che contribuivano maggiormente a creare tale situazione erano un ambiente di vita pericoloso, l’incertezza del futuro, un quadro normativo inadeguato (comprese le politiche di protezione dei minori), la mancanza di trasparenza nelle operazioni che riguardavano i rifugiati e l’incapacità di chiamare le autorità a rendere conto degli abusi. A fine anno, né le autorità australiane né quelle di Nauru avevano adottato misure per porre rimedio alla situazione.

Nel corso dell’anno è emerso che la società multinazionale spagnola Ferrovial e la sua sussidiaria australiana Broadspectrum si erano rese complici di abusi ai danni dei rifugiati a Nauru e che avevano tratto vasti profitti dalle politiche sui rifugiati dell’Australia. Ferrovial ha dichiarato che non avrebbe rinnovato il contratto alla scadenza, prevista per ottobre*.

Ad agosto, un operatore sanitario ha riferito che a quattro donne rifugiate era stato negato il permesso di recarsi in Australia per sottoporsi a un aborto, che è vietato a Nauru.

A novembre, un rifugiato è morto in un incidente di moto; le indagini della polizia erano in corso. Più avanti nello stesso mese, un altro rifugiato ha riportato ferite alla testa in un incidente di moto.

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE E RIUNIONE NELLA REPUBBLICA DI NAURU

A maggio, a tre parlamentari sospesi dalle loro funzioni, che nel 2015 erano stati incriminati e condannati per avere protestato in modo pacifico, sono state aumentate in modo consistente le condanne in appello: per due di loro da tre a 22 mesi di reclusione e per il terzo da tre a 14 mesi. Il loro avvocato ha annunciato che i suoi clienti intendevano ricorrere in appello contro la condanna e la reclusione presso l’Alta corte dell’Australia, la più alta corte d’appello del sistema giudiziario di Nauru.

I giornalisti intenzionati a visitare Nauru hanno continuato a dover pagare una tassa di concessione del visto non rimborsabile di 6.089 dollari Usa, limitando gravemente la libertà degli organi d’informazione e ostacolando il vaglio indipendente delle politiche e delle pratiche di Nauru.

*Treasure island – how companies are profiting from Australia’s abuse of refugees on Nauru (ASA 12/5942/2017).

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