Corea del Sud - Amnesty International Italia

REPUBBLICA DI COREA

Capo di stato e di governo: Moon Jae-in (subentrato a maggio al presidente provvisorio Hwang Kyo-an, che era subentrato a Park Geun-hye a marzo)

Grandi manifestazioni di protesta hanno avuto luogo in risposta allo scandalo sulla corruzione che ha coinvolto l’ex presidente Park Geun-hye, che a marzo è stata rimossa dall’incarico. In seguito al cambio di governo, l’agenzia della polizia nazionale coreana ha accettato le raccomandazioni per una riforma generale, che intendeva cambiare l’approccio complessivo al mantenimento dell’ordine pubblico durante le manifestazioni, così da tutelare al meglio la libertà di riunione pacifica; tuttavia, a fine anno, si attendeva ancora la sua piena implementazione.

Un crescente numero di tribunali minori ha emesso decisioni che riconoscevano il diritto all’obiezione di coscienza. La discriminazione contro le persone Lgbti è rimasta diffusa nella vita pubblica, soprattutto nell’esercito. È proseguito il ricorso alla detenzione arbitraria sulla base di norme della legge sulla sicurezza nazionale formulate in modo vago. Una serie di incidenti mortali che hanno coinvolto lavoratori migranti hanno sollevato preoccupazioni sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

CONTESTO

A maggio, l’ex avvocato per i diritti umani e capo del Partito democratico Moon Jae-in è stato eletto presidente, dopo che a marzo la Corte costituzionale aveva confermato un voto parlamentare di impeachment dell’allora presidente Park. Le accuse nei suoi confronti comprendevano corruzione e abuso di potere*.

LIBERTÀ DI RIUNIONE NELLA REPUBBLICA DI COREA

Han Sang-gyun, presidente della Confederazione sindacale coreana, è stato ritenuto penalmente responsabile per alcuni sporadici scontri tra manifestanti e polizia e per il ruolo svolto nell’organizzazione di una serie di proteste antigovernative, in gran parte pacifiche, risalenti al 2014 e 2015. A maggio, la Corte suprema ha respinto il suo ricorso finale contro una condanna a tre anni di reclusione, nonostante il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria avesse dichiarato che le accuse nei confronti di Han Sang-gyun violavano i suoi diritti alla libertà d’espressione e di riunione pacifica e che la sua detenzione era arbitraria. Il Gruppo di lavoro ha chiesto il suo immediato rilascio.

A giugno, Lee Cheol-seong, commissario generale dell’agenzia della polizia nazionale coreana (Korean National Police Agency – Knpa), ha presentato le sue scuse alla famiglia di Baek Nam-gi, un attivista rurale morto nel 2016 per le ferite riportate, dopo che la polizia aveva usato cannoni ad acqua nel corso delle proteste contro le politiche agricole del governo. La famiglia e gruppi della società civile hanno criticato le scuse tardive, che mancavano di un chiaro riconoscimento delle proprie responsabilità da parte della polizia.

A settembre, dopo gli appelli di organizzazioni della società civile, la Knpa ha accettato le raccomandazioni del nuovo comitato di riforma della polizia2. Queste comprendevano la presunzione che le riunioni fossero pacifiche e che le assemblee spontanee e altri raduni pacifici improvvisi sarebbero stati protetti, segnando un cambiamento rispetto al precedente approccio globale al mantenimento dell’ordine pubblico durante le manifestazioni. Sebbene la decisione abbia rappresentato un’importante passo avanti, le misure trascuravano altre questioni, tra cui la mancata eliminazione del divieto generale di riunioni all’aperto in giorni e luoghi specifici. Inoltre, le misure adottate dovevano ancora essere incorporate stabilmente nel diritto, al fine di renderle conformi alle leggi e agli standard internazionali sui diritti umani.

OBIETTORI DI COSCIENZA NELLA REPUBBLICA DI COREA

Contemporaneamente all’esame da parte della Corte costituzionale della legittimità dell’obiezione di coscienza, un numero sempre maggiore di tribunali minori ha emesso sentenze favorevoli nei confronti di uomini che rifiutavano di svolgere il servizio militare per ragioni di coscienza. A fine anno, queste comprendevano almeno 44 decisioni di tribunali distrettuali.
A maggio e a dicembre, il tribunale amministrativo di Seul ha ordinato la sospensione provvisoria della prassi di diffondere pubblicamente informazioni personali sugli obiettori di coscienza, compresi nome, età e indirizzo, fino a che avesse emesso la sua sentenza finale su due casi presentati contro l’amministrazione del personale militare per aver pubblicato la lista. Il tribunale amministrativo ha riconosciuto il danno irreversibile provocato agli obiettori di coscienza a causa della sua diffusione pubblica.

Le richieste d’introdurre un’alternativa al servizio militare sono aumentate. A maggio sono stati presentati all’assemblea nazionale due ulteriori progetti di legge per modificare la legge sul servizio militare, che prevedevano l’introduzione di un servizio alternativo. A giugno, la commissione nazionale dei diritti umani della Corea ha nuovamente emesso una raccomandazione al ministero della Difesa perché introducesse un’alternativa al servizio militare.

DIRITTI DELLE PERSONE LESBICHE, GAY, BISESSUALI, TRANSGENDER E INTERSESSUATE NELLA REPUBBLICA DI COREA

I gay hanno incontrato notevoli difficoltà nello svolgimento del servizio militare obbligatorio, vittime di violenze, atti di bullismo o abusi verbali. A maggio, un soldato gay è stato riconosciuto colpevole di violazione dell’art. 92-6 del codice penale militare, che proibisce al personale militare attività sessuali consensuali con persone dello stesso sesso. Lo stesso articolo è stato utilizzato per incriminare decine di altre persone.

Il gruppo di sostegno Centro per i diritti umani dei militari della Corea (Center for Military Human Rights Korea) ha pubblicato immagini dello schermo del telefono con conversazioni scambiate in chat di appuntamenti, che il gruppo sosteneva essere il risultato di pressioni dell’esercito su alcuni uomini per identificare altri presunti gay. Ha inoltre dichiarato che gli investigatori militari avevano confiscato i telefoni cellulari di almeno 50 soldati sospettati di essere gay e avevano insistito perché identificassero altri gay presenti nelle loro liste di contatti o nelle applicazioni di appuntamenti per gay.

A settembre, l’assemblea nazionale ha respinto la nomina di Kim Yi-su a presidente della Corte costituzionale, nonostante fosse stato incaricato dal presidente Moon Jae-in. Egli era stato interrogato nel corso di un’udienza pubblica dell’assemblea nazionale in merito al suo appoggio ai diritti Lgbti e alcuni gruppi religiosi avevano condotto campagne conto la sua candidatura.

DIRITTI DEI LAVORATORI NELLA REPUBBLICA DI COREA

I lavoratori migranti hanno continuato a essere vulnerabili allo sfruttamento a causa del sistema del permesso di lavoro, con lunghi turni di lavoro con pause brevi o inesistenti, salari inadeguati e versati in modo irregolare e condizioni di lavoro pericolose.

A maggio, due lavoratori migranti nepalesi sono morti per soffocamento mentre pulivano una fossa biologica in un allevamento di maiali, nella provincia del Gyeongsang Settentrionale. Due settimane dopo, due lavoratori migranti della Cina e della Thailandia sono morti dopo aver perso conoscenza mentre pulivano gli escrementi in un altro allevamento di maiali, nella provincia del Gyeonggi.

Ad agosto, un lavoratore migrante nepalese si è suicidato nel dormitorio di una fabbrica nella provincia del Chungcheong Settentrionale. Ha lasciato una lettera in cui dichiarava che il suo datore di lavoro si era rifiutato sia di cambiargli posto di lavoro, sia di rimandarlo in Nepal per curare la grave forma d’insonnia di cui era affetto.

ARRESTI E DETENZIONI ARBITRARI NELLA REPUBBLICA DI COREA

È proseguita la pratica della detenzione arbitraria di persone secondo le norme formulate in modo vago dalla legge sulla sicurezza nazionale. Lee Jin-young, gestore della biblioteca digitale “Labour Books”, è stato processato per presunte violazioni della legge sulla sicurezza nazionale, per aver diffuso online materiali ritenuti “favorevoli” alla Repubblica Democratica Popolare di Corea (Corea del Nord). A luglio, un tribunale distrettuale lo ha assolto ma era ancora pendente un appello presso l’Alta corte presentato dal governo.

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE NELLA REPUBBLICA DI COREA

Ad aprile, il tribunale amministrativo di Seul ha stabilito l’illegittimità della decisione adottata dalla commissione coreana per gli standard di comunicazione, che ha il compito di censurare i contenuti dei siti web, di vietare il blog “North Korea Tech”, che si occupava degli sviluppi tecnologici in Corea del Nord. La commissione aveva sostenuto che il sito violava la legge sulla sicurezza nazionale, accusa utilizzata in passato per imprigionare persone che “lodavano” o esprimevano simpatie per la Corea del Nord.

RESPONSABILITÀ DELLE IMPRESE NELLA REPUBBLICA DI COREA

Alcuni tribunali hanno emesso sentenze che hanno riconosciuto la responsabilità di società multinazionali per incidenti mortali sul lavoro o malattie dei loro dipendenti attuali o del passato. Tra queste c’era una sentenza della Corte suprema emessa ad agosto contro la Samsung Electronics, secondo cui a un ex dipendente dell’azienda doveva essere riconosciuta una malattia professionale. La Corte suprema ha rimandato il caso all’Alta corte, sottolineando che la mancanza di prove dovuta al rifiuto dell’azienda di fornire informazioni e l’inadeguata indagine effettuata dal governo non dovevano arrecare danno al lavoratore.

*South Korea: 8-point human rights agenda for presidential candidates (ASA 25/5785/2017).
**Mission failed: Policing assemblies in South Korea (ASA 25/7119/2017).

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