Timor Est - Amnesty International Italia

REPUBBLICA DEMOCRATICA DI TIMOR EST

Capo di stato: Francisco Guterres (subentrato a Taur Matan Ruak a maggio)
Capo di governo: Mari Alkatiri (subentrato a Rui Maria de Araújo a settembre)

Le vittime delle gravi violazioni dei diritti umani commesse durante l’occupazione indonesiana (1975-1999) hanno continuato a chiedere giustizia e riparazione. Le forze di sicurezza sono state accusate di maltrattamenti. Giornalisti sono stati accusati di diffamazione per aver svolto il loro lavoro.

CONTESTO

Le elezioni presidenziali e parlamentari, rispettivamente a marzo e a luglio, si sono svolte senza incidenti. A giugno, Timor Est ha accettato pienamente 146 delle 154 raccomandazioni emesse al termine dell’Upr delle Nazioni Unite e ha preso atto delle otto raccomandazioni rimanenti. Tra quelle accettate c’era la richiesta di affrontare le violazioni dei diritti umani del passato e di garantire riparazione per le vittime.

IMPUNITÀ NELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DI TIMOR EST

Con il decreto legge n. 48/2016 è stato istituito un nuovo organismo governativo, il Centro nazionale Chega! – Dalla memoria alla speranza (Chega! National Centre – From memory to hope – Cnc), il cui obiettivo era di facilitare l’attuazione delle raccomandazioni emesse dalla commissione per il recepimento, la verità e la riconciliazione (Comissão de acolhimento, verdade e reconciliação – Cavr) nel 2005 e dalla commissione bilaterale di verità e amicizia di Timor Est e Indonesia nel 2008.

Le principali attività programmate del Cnc comprendevano la difesa della memoria, l’educazione e azioni di solidarietà e assistenza alle vittime delle violazioni dei diritti umani del passato. Tuttavia, il Cnc non aveva mandato per affrontare le raccomandazioni della Cavr sulla giustizia e la riparazione per le vittime di gravi violazioni dei diritti umani.

POLIZIA E FORZE DI SICUREZZA NELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DI TIMOR EST

Gruppi per i diritti umani di Timor Est hanno continuato a esprimere preoccupazione in merito alle denunce di uso non necessario ed eccessivo della forza e di tortura e altri maltrattamenti commessi dalle forze di sicurezza, nonché per la mancanza dell’accertamento delle responsabilità.

Il 22 aprile, è stato riferito che membri del battaglione di ordine pubblico (Bop) della polizia nazionale hanno picchiato e preso a calci un uomo nel distretto di Bobonaro, provocandogli emorragie dal naso, da un orecchio e dalla bocca. A fine anno, l’accusa di violenza era oggetto d’indagine da parte dell’ufficio della procura del distretto di Suai.

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE NELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DI TIMOR EST

Il 1° giugno, un tribunale della capitale Dili ha prosciolto da ogni accusa i giornalisti Raimundos Oki e Lourenco Vicente Martins. Il procuratore aveva avanzato le accuse il 17 maggio, nell’ambito di una causa per diffamazione, a seguito di alcune dichiarazioni fatte nel gennaio 2016 dall’allora primo ministro Araújo, secondo cui i giornalisti avevano avanzato false accuse o una “denuncia calunniosa” ai sensi dell’art. 285 (1) del codice penale.

Le accuse si riferivano a un articolo apparso nel quotidiano Timor Post, che denunciava interferenze ufficiali durante la procedura di appalto di un progetto governativo d’informatizzazione.

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