Una mamma contro J.W. Bush

24 Gennaio 2023

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UNA MAMMA CONTRO J.W. BUSH

a cura di Laura Petruccioli, ufficio del portavoce

 

Rabiye Kurnaz è una donna turca immigrata a Brema, in Germania, dove vive con i tre figli e il marito. Quando scopre che il più grande è finito in un posto di cui nessuno ha ancora sentito parlare, Guantánamo, si fa affiancare dall’avvocato Berhard Docke. Il film “Una mamma contro G. W. Bush” (Wanted, 2022) è ispirato alla storia vera di Murat Kurnaz, poi rilasciato senza accuse. “Guantánamo ha rappresentato uno scempio per i diritti umani. Dopo 20 anni, quel famigerato centro di detenzione è ancora aperto. Fino a quando non sarà chiuso, sarà necessario continuare a parlarne. E anche dopo”, dalla motivazione del patrocinio di Amnesty International Italia.

Cosa avete pensato quando vi hanno proposto di raccontare in un film la vostra storia?
Docke: Siamo stati molto contenti, perché secondo noi porta avanti il messaggio che ci si debba sempre ribellare contro un’ingiustizia subita, tanto più se da parte dello stato. Una casalinga di Brema vince una causa contro George Bush alla Corte suprema: potrebbe sembrare una favola ma non lo è, perché Murat è stato imprigionato e torturato per cinque anni. Nel corso di questa battaglia legale abbiamo anche ricevuto il sostegno da parte di Amnesty International, cosa di cui siamo molto grati. E in effetti la causa ruotava intorno ad argomenti che anche ad Amnesty stanno molto a cuore, due principi molto semplici: la garanzia di un processo equo, sempre, e il divieto assoluto di tortura.

Cosa è accaduto dopo? Nei rapporti con la vostra famiglia e il vostro lavoro?
Kurnaz: Oggi sono molto impegnata con le tre nipotine, le figlie di Murat. Mi devo anche prendere cura di me perché ho diverse questioni di salute. Sono stata profondamente segnata dall’esperienza, ricordo un periodo di incubi, ero sempre alla ricerca di qualche buona notizia. È stato un periodo molto difficile, dovevo occuparmi degli altri due figli e di mio marito, ma continuavo a pensare a Murat, giorno e notte.

Leggi l’intervista completa a questo link!

 

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