Un messaggio per Patrick Zaki - Amnesty International Italia

Un messaggio per Patrick Zaki

 

Private

Patrick George Zaki, attivista e ricercatore egiziano, si trova dal 7 febbraio 2020 in detenzione preventiva fino a data da destinarsi.

Patrick George Zaki rischia fino a 25 anni di carcere per dieci post di un account Facebook, che la sua difesa considera ‘falso’, ma che ha consentito alla magistratura egiziana di formulare pesanti accuse di “incitamento alla protesta” e “istigazione a crimini terroristici”.

Nel suo paese avrebbe dovuto trascorrere solo una vacanza in compagnia dei suoi cari in una breve pausa accademica.

Riteniamo che Patrick George Zaki sia un prigioniero di coscienza detenuto esclusivamente per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media.

Nella sua ultima lettera alla famiglia, scritta il 19 settembre, tra le altre cose Patrick ha chiesto di conoscere la data d’inizio del semestre accademico dell’Università di Bologna, a cui è iscritto in qualità di studente del master “Women’s and Gender Studies“.

Il tuo messaggio per Patrick George Zaki

  • es. Mario
  • es. Rossi
  • es. mariorossi@posta.it
    Acconsento al trattamento dei miei dati personali al fine di ricevere informazioni sulle campagne, anche di raccolta fondi e/o firme per appelli, dell'associazione Amnesty International Sezione Italiana via posta cartacea o telefono con operatore e via email, sms, mms, fax o altri sistemi automatizzati (es. messaggi su social network web). Informativa privacy policy

Patrick libero: la nostra azione di fronte all'ambasciata egiziana a Roma

L’8 settembre una nostra delegazione ha tentato invano di consegnare all’ambasciata d’Egitto a Roma le oltre centocinquantamila firme raccolte solo in Italia per chiedere l’annullamento delle accuse e la scarcerazione di Patrick Zaki.

Esprimiamo profondo disappunto per la totale indisponibilità manifestata dalla rappresentanza egiziana in Italia di fronte una richiesta formalizzata e notificata giorni prima“, ha dichiarato Tina Marinari, campaign manager su Individui a rischio di Amnesty International Italia.

Il nostro lavoro di pressione continua: non ci fermeremo fino a quando Patrick non sarà liberato.