Aiutaci a dire stop alla tortura - Amnesty International Italia

Aiutaci a dire stop alla tortura

 

Verónica è stata rapita dalla polizia messicana.

L’hanno picchiata, quasi soffocata, ripetutamente violentata.

Fino a quando non ha confessato tutto quello che i poliziotti volevano che dicesse.

Verónica è innocente. Ma è ancora in carcere, i suoi tre figli crescono senza di lei.

Verónica non è l’unica: in Messico e in altri 140 paesi nel mondo la tortura non è punita.

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Con il tuo sostegno ci aiuti a continuare la nostra battaglia per proteggere dalla tortura le donne messicane.

In questi anni abbiamo lavorato alla protezione di singole donne che hanno denunciato di aver subito torture in carcere.

Grazie al nostro impegno e al sostegno di milioni di persone, alcune di loro oggi sono libere e hanno potuto denunciare i loro aguzzini.

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Tortura in Messico: l’indagine

Un’indagine senza precedenti, che ha coinvolto 100 donne detenute in Messico, ha rivelato che la violenza sessuale è continuamente usata come metodo di tortura dalle forze di sicurezza col duplice obiettivo di ottenere “confessioni” e dimostrare l’efficacia delle azioni di contrasto al crimine organizzato.

I risultati dell’indagine sono scioccanti: ognuna delle 100 donne, detenute nelle prigioni federali, che hanno riferito ad Amnesty International di aver subito maltrattamenti o torture, è andata incontro a molestie sessuali o violenza psicologica durante l’arresto e nel corso degli interrogatori ad opera di agenti della polizia municipale, statale o federale o di militari dell’esercito o della marina.

Delle 100 donne intervistate, 72 hanno denunciato di aver subito abusi di natura sessuale durante l’arresto o nelle ore successive; 33 hanno denunciato di essere state anche stuprate.

Sebbene 66 donne abbiano segnalato le violenze subite a un giudice o a un’altra autorità, indagini sono state avviate solo in 22 casi. Amnesty International non è a conoscenza di alcuna incriminazione seguita a queste indagini.

FERMA ORA LA TORTURA

Tortura in Messico: i risultati che abbiamo già raggiunto

Grazie al nostro lavoro, anche singole persone oggi si sentono più protette e sono finalmente libere. Il caso di Yecenia Armenta Graciano, una donna messicana che ha trascorso quasi quattro anni in prigione, è esemplare.

Ma non basta. Per questo continuiamo a batterci affinché in Messico i colpevoli di tortura siano assicurati alla giustizia e le leggi proteggano le vittime e non gli aguzzini. Un primo risultato, in questo senso, è stata l’introduzione nella legislazione messicana, del reato di tortura: una nuova legge più in linea con gli standard del diritto internazionale.

Tortura in Messico: il lavoro non è finito

Il nostro lavoro, tuttavia, non è finito: nonostante la nuova legge, il processo per cancellare la tortura nelle carceri messicane è ancora lungo. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto ora.

AIUTACI ORA

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