Aggiornamento 11/09/2026 – L’Alta corte di Hong Kong ha condannato l’avvocata Chow Hang-tung a sette anni e tre mesi e l’attivista Lee Cheuk-yan a sette anni di carcere per “incitamento a sovvertire i poteri dello stato”. Albert Ho Chun-yan, un terzo imputato che si era dichiarato colpevole, è stato condannato a cinque anni e due mesi.
Aggiornamento 20/05/2026 – Il processo contro Chow Hang-tung e Lee Cheuk-yan è ripreso il 18 maggio 2026 con le arringhe finali. Perseguire penalmente chi ricorda la repressione del 4 giugno 1989 significa aggravare ulteriormente l’ingiustizia subita dalle vittime del massacro. Il verdetto è atteso per luglio, entrambi rischiano fino a dieci anni di carcere.
Aggiornamento 06/03/2025: Il 6 marzo 2025 la Corte finale d’appello di Hong Kong ha annullato le condanne a quattro anni e mezzo di carcere inflitte nel marzo 2023 a Chow Hang-tun, Yang Ngok-kwan e Tsui Hon-kwong, tre esponenti della disciolta Alleanza di sostegno ai movimenti patriottico-democratici della Cina, che non avevano rispettato una pretestuosa richiesta della polizia di fornire informazioni su donatori e fonti di finanziamento. L’Alleanza era stata sciolta dopo che i suoi principali esponenti, tra i quali Chow Hang-tun, erano stati condannati per “incitamento alla sovversione”, unicamente per aver cercato di organizzare veglie in occasione degli anniversari del massacro di Pechino del 1989 dopo che queste dal 2020 (ufficialmente per via della pandemia, in realtà a causa delle norme repressive introdotte via via a Hong Kong) erano state vietate. Chow Hang-tung resta dunque ancora in carcere per altri “reati”.
Aggiornamento 21/12/2023: Il 21 dicembre 2023, la richiesta di libertà su cauzione presentata da Hang-tung è stata respinta. Il giudice ha indicato che il processo per “incitamento alla sovversione” contro di lei, contro l’Alleanza e contro altri due ex leader si aprirà nella seconda metà del 2024. Altri due ricorsi sono in corso: l’appello del governo contro la sua assoluzione nel caso dell’Assemblea di Tiananmen è stato aperto il 22 Novembre. Il 6 e 7 dicembre si è svolta una udienza d’appello presentato da Hang-tung e da due ex membri dell’Alleanza contro la loro condanna per non aver rispettato un avviso, con il verdetto atteso entro tre mesi. Chow Hang-tung ha recentemente ricevuto due premi per i diritti umani: il 24 novembre ha ricevuto il CCBE Human Rights Award 2023 dal Consiglio degli ordini forensi d’Europa.
Il 12 dicembre è stata annunciata come una delle 12 vincitrici del Premio franco-tedesco per i diritti umani e lo Stato di diritto, presentato ogni anno dai ministeri degli Esteri francese e tedesco. A dicembre, Hang-tung è stata nuovamente messa in isolamento, per 18 giorni. La “scusa” addotta dalle autorità era che stava ricevendo troppe lettere, ma i sostenitori sono invitati a continuare a scriverle, poiché i funzionari della prigione hanno utilizzato altri motivi futili per metterla in isolamento, come il possesso di un pacchetto di M&M’s e di un taccuino.
Aggiornamento 14/12/2022: il 14 dicembre Chow ha vinto il ricorso contro la sua condanna per “incitamento a partecipare a una manifestazione non autorizzata” e per la quale aveva ricevuto una pena detentiva di 15 mesi a gennaio 2022.
Il successo dell’appello di Chow Hang-Tung è un passo importante che mette in evidenza i fallimenti della polizia di Hong Kong riguardo alla veglia di Tiananmen. Le autorità hanno erroneamente emesso un divieto totale della veglia del 2021 quando avevano la “responsabilità attiva di consentire e facilitare le manifestazioni ove possibile”.
Tuttavia, Chow rimane in prigione poiché è anche accusata di “mettere in pericolo la sicurezza nazionale” attraverso le sue azioni del tutto pacifiche. Amnesty International continua a chiedere il ritiro delle accuse emesse contro Chow e il suo rilascio.
L’avvocata per i diritti umani e sostenitrice dei diritti del lavoro Chow Hang-tung, attualmente incarcerata, a settembre 2021 è stata accusata di “incitamento alla sovversione” ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale e rischia una pena detentiva fino a 10 anni. Insieme ad altri leader dell’Alleanza di Hong Kong a sostegno dei movimenti democratici patriottici della Cina (detta anche “l’Alleanza”), è stata presa di mira solo per aver commemorato pacificamente la repressione di Tienanmen del 1989.
L’8 settembre 2021, Chow e tre ex leader dell’Alleanza, Simon Leung Kam-wai, Tang Ngok-kwan e Chan Dor-wai, sono stati arrestati dopo aver rifiutato di soddisfare la richiesta delle autorità di presentare informazioni sui membri, sullo staff e sulle organizzazioni partner dell’Alleanza. Un altro ex leader Tsui Hon-kwong è stato arrestato due giorni dopo.
A seguito dell’avvio di procedimenti giudiziari contro i membri principali e delle crescenti pressioni da parte del governo, l’Alleanza di Hong Kong si è sciolta il 25 settembre 2021.
La legge sulla sicurezza nazionale è stata approvata e promulgata a Hong Kong nel giugno 2020. L’ampia definizione della legge di “sicurezza nazionale”, che segue quella delle autorità centrali cinesi, manca di chiarezza e prevedibilità giuridica ed è stata usata arbitrariamente come pretesto per limitare i diritti di libertà di espressione, riunione pacifica e associazione, tra gli altri, e per reprimere il dissenso e l’opposizione politica.
Per tre decenni, l’Alleanza di Hong Kong ha organizzato la più grande commemorazione al mondo della repressione di Tienanmen. Ogni anno, il 4 giugno dal 1990, decine e talvolta centinaia di migliaia di persone si sono unite a una veglia a lume di candela nel Parco Victoria di Hong Kong per ricordare le vittime.
Chow Hang-tung è una difensora dei diritti umani. Prima di diventare un avvocata per i diritti umani, è stata una sostenitrice dei diritti del lavoro e difensora dei diritti umani in Cina. In qualità di avvocata a Hong Kong, ha difeso tanti attivisti politici presi di mira dalla legge nazionale.
Amnesty International chiede di ritirare tutte le accuse contro Chow Hang-tung e di rilasciarla immediatamente.
Secretary for Justice Paul Lam Ting-Kwok
Department of Justice
G/F, Main Wing, Justice Place
18 Lower Albert Road, Central, Hong Kong
Fax: (852) 3902 8638
Email: sjo@doj.gov.hk
Egregio Segretario Lam,
Le scriviamo per esprimere la mia profonda preoccupazione per Chow Hang-tung (鄒幸彤), una delle organizzatrici della veglia annuale di Tiananmen che è stata arrestata e accusata di “istigazione alla sovversione”. È allarmante apprendere che Lei e altri leader dell’Alleanza di Hong Kong a sostegno dei movimenti democratici patriottici della Cina (l’Alleanza) siano stati presi di mira semplicemente per aver commemorato la repressione di Tienanmen del 1989. Questo atto è una mera espressione pacifica di opinione, consentita dalle leggi e dagli standard internazionali sui diritti umani e non deve essere criminalizzata.
Il governo di Hong Kong ha affermato in molte occasioni, anche alle Nazioni Unite nella risposta all’elenco delle questioni relative al rapporto periodico sull’attuazione dell’ICCPR a Hong Kong, che le libertà, compresa la libertà di riunione e di espressione, possono essere limitate per proteggere la “sicurezza nazionale”. Tuttavia, il perseguimento di Chow e di altri attivisti che hanno esercitato pacificamente questi diritti viola le leggi e gli standard internazionali sui diritti umani. Tali standard affermano specificamente che i governi non possono limitare queste libertà per motivi di sicurezza nazionale, a meno che il loro esercizio non costituisca una minaccia credibile di uso della forza che minacci l’esistenza o l’integrità territoriale di uno stato.
Troviamo preoccupante che la polizia della sicurezza nazionale abbia utilizzato la veglia e altro attivismo pacifico portato avanti dell’Alleanza di Hong Kong come prova del pericolo per la sicurezza nazionale. Chiedere giustizia e ricordare le vittime della repressione di Tienanmen del 1989 sono espressioni pacifiche che non possono essere limitate con il pretesto della sicurezza nazionale.
Vi invitiamo pertanto a:
- ritirare tutte le accuse contro Chow Hang-tung e a rilasciarla immediatamente, poiché è stata accusata esclusivamente per aver esercitato pacificamente i suoi diritti;
- porre fine alla pratica di usare accuse di “sicurezza nazionale” contro coloro che hanno semplicemente esercitato il loro diritto alla libertà di espressione o ad altri diritti umani;
- rivedere e modificare tutte le leggi e i regolamenti, e porre fine a tutte le misure correlate, che violano l’esercizio dei diritti umani, in particolare la libertà di espressione, di riunione pacifica e di associazione.
La ringraziamo per l’attenzione.