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Accordo Ue - Turchia, un colpo di proporzioni storiche ai diritti umani

18 marzo 2016

Un rifugiato siriano alla frontiera di Akcakale, Turchia - 15 giugno 2015 - Foto REUTERS/Umit Bektas

Secondo Amnesty International, il "doppio linguaggio" collettivo dei leader europei non riesce a nascondere le enormi contraddizioni dell'accordo siglato oggi, venerdì 18 marzo, tra Unione europea e Turchia sulla gestione della crisi dei rifugiati

"Il doppio linguaggio con cui è stato ammantato l'accordo non ce la fa a celare l'ostinata determinazione dell'Unione europea a girare le spalle alla crisi globale dei rifugiati e a ignorare i suoi obblighi internazionali" - ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del programma Europa e Asia centrale di Amnesty International. 

"Le promesse di rispettare le norme internazionali ed europee appaiono sospette, una zolletta di zucchero sulla pillola di cianuro che la protezione dei rifugiati in Europa è stata appena costretta a inghiottire" - ha proseguito Dalhuisen.

"Le garanzie sullo scrupoloso rispetto del diritto internazionale sono incompatibili con lo strombazzato ritorno in Turchia, a partire dal 20 marzo, di tutti i migranti irregolari arrivati sulle isole greche. La Turchia non è un paese sicuro per i migranti e i rifugiati e ogni procedura di ritorno sarà arbitraria, illegale e immorale a prescindere da qualsiasi fantomatica garanzia possa precedere questo finale già stabilito"  - ha concluso Dalhuisen.