Bilancio sociale

Amnesty sei tu

L’edizione 2021 del bilancio sociale conferma la volontà di Amnesty International Italia di raccontare il proprio operato attraverso la responsabilità del valore sociale e di rendere conto delle proprie azioni ai portatori d’interesse interni ed esterni – attiviste e attivisti, persone associate, partner e istituzioni.

La descrizione del lavoro per la promozione e la difesa dei diritti umani e dei principali risultati ottenuti è integrata da elementi d’indirizzo strategico, dati di contesto e scenario nazionali e internazionali sulla situazione dei diritti umani, testimonianze degli stakeholder e informazioni relative alla struttura organizzativa e al sistema di governo, sul piano nazionale e globale, esponendo i principali meccanismi di funzionamento della democraticità interna e del sistema di gestione dell’operatività. Sono inoltre presenti informazioni sul personale e i volontari, sui risultati economico-finanziari e le principali iniziative di comunicazione e di raccolta fondi e informazioni legate alla trasparenza, tutela e sicurezza dell’organizzazione.

 

I numeri 2021

I nostri successi

Il cambiamento nella vita delle persone e delle comunità è il nostro fine. La complessità delle azioni e reazioni sociali non ci permette un percorso lineare, perché il cambiamento può manifestarsi scevro dalla logica causa-effetto e grazie al contributo di molti.

Riconosciamo, quindi, che il cambiamento per i diritti umani non possa essere il prodotto di un singolo intervento, bensì il risultato di unno sforzo collettivo e sostenuto, intrapreso da una molteplicità di persone e organizzazioni lungo un ampio periodo di tempo.

Creiamo valore e impatto quando il nostro contributo genera un cambiamento significativo nella vita delle persone e delle comunità.

Torna su

 

Le nostre sfide

Mantenere viva la fiamma dei diritti e proteggerla dai sempre più numerosi tentativi di spegnerla: questa è la sfida più importante che Amnesty International dovrà affrontare nei prossimi anni, sia a livello internazionale che nazionale.

La pandemia da Covid-19 ha mostrato come a problemi globali servano risposte globali, con l’adozione di politiche che pongano al centro i diritti delle persone e delle comunità, prima degli interessi “di confine” e dei profitti. Il rifiuto degli stati più ricchi e delle multinazionali del farmaco di consentire ai paesi più poveri di accedere ai vaccini si è tradotto, invece, nella negazione del diritto alle cure di milioni di persone e ha favorito il protrarsi della pandemia.

La stessa carenza di interesse per i diritti fondamentali di milioni di persone si sta registrando – in maniera forse ancora più drammatica – in materia di cambiamenti climatici. Invece di garantire la giustizia climatica, i governi si limitano all’enunciazione di obiettivi tanto generici quanto vaghi o ad adottare misure che sembrano favorire i responsabili dei cambiamenti climatici, più che le vittime.

Contemporaneamente, si moltiplicano le tensioni tra gli stati, alimentate da una incessante retorica fatta di messaggi che inneggiano alla “difesa dei confini e dell’interesse nazionale”. In molti casi tali tensioni sfociano in atti di aggressione, come quello perpetrato dalla Federazione russa ai danni dell’Ucraina.

Un quadro alquanto fosco, nel quale chi prova a far sentire la propria voce in difesa dei diritti umani si trova costretto a fare i conti con politiche sempre più repressive del diritto alla protesta e al dissenso. Una repressione che assume forme estremamente variegate: dal divieto di svolgere manifestazioni “a causa del Covid-19”, sino agli arresti di massa delle persone che manifestano contro le decisioni delle autorità pubbliche

Uno scenario complesso a cui Amnesty International intende reagire con una nuova e ambiziosa strategia globale, concepita per rispondere ai molteplici attacchi alle libertà fondamentali, con azioni di contrasto alle singole violazioni e alle cause politiche ed economiche che ne sono alla base.

Al tempo stesso bisognerà rafforzare la capacità del Movimento di rispondere alle sempre più frequenti e improvvise crisi dei diritti umani.

Sfide così complesse e stimolanti richiedono di migliorare l’efficacia dell’azione di Amnesty International Italia. Bisognerà rafforzare la formazione, la consapevolezza e la capacità di mobilitazione. Sarà necessario anche crescere in numero, per permettere una tutela dei diritti umani più capillare, in piazza, di maggiore impatto quando il luogo di incontro e discussione è virtuale.

Ci si trova dinanzi a un mondo in evoluzione, dove sono molto forti le spinte dirette a erodere i diritti fondamentali delle persone e delle comunità. Spetta ad Amnesty International contribuire a generare una controspinta “superiore e contraria” per far sì che la protezione della libertà e la dignità delle persone conquistino sempre maggiori spazi.


 

Le risorse economiche

Amnesty International Italia ha tra i suoi principi fondanti la trasparenza, l’indipendenza e l’imparzialità ed è molto attenta ad applicarli anche nell’ambito della raccolta e dell’utilizzo delle risorse economiche.

Per questo non accetta fondi da enti pubblici, governi e istituzioni, ad eccezione dei progetti di Educazione ai diritti umani e accoglie con grandi limitazioni donazioni da aziende.

Persegue la propria missione grazie al supporto e al sostegno dei donatori privati, persone che credono nei diritti umani e nelle libertà fondamentali di ogni individuo.

Nel 2021 i fondi raccolti sono stati 13,1 milioni (+4% rispetto al 2020), grazie alla tenuta della principale fonte della nostra sostenibilità economica, ossia la base ampia e variegata di persone che supportano anno dopo anno l’organizzazione o che scelgono di dedicare un lascito in favore dei diritti umani.

I fondi utilizzati, per un totale di 12,4 milioni, sono aumentati (+6,6% rispetto al 2020) e hanno consentito di sostenere il lavoro per i diritti umani, l’investimento nell’acquisizione di donatori regolari per la crescita economica e il lavoro più organizzativo, aumentando inoltre in modo importante il contributo economico di Amnesty International Italia, come grande sezione, al Movimento globale. 

Il risultato finale è stato positivo anche nel 2021, per 0,7 milioni.