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Italia

Repubblica Italiana

Capo di stato: Giorgio Napolitano
Capo del governo: Silvio Berlusconi
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 59,9 milioni
Aspettativa di vita: 81,1 anni
Mortalita infantile al di sotto dei 5 anni (m/f): 5/4‰
Alfabetizzazione adulti: 98,9%

  1. Discriminazione
  2. Diritti di migranti e richiedenti asilo
  3. Controterrorismo e sicurezza
  4. Decessi in detenzione, tortura e altri maltrattamenti
  5. Missioni e rapporti di Amnesty International

Per tutto l'anno sono proseguiti sgomberi forzati illegali delle comunità rom. Gli sforzi da parte delle autorità per controllare l'immigrazione hanno messo a repentaglio i diritti di migranti e richiedenti asilo. L'Italia ha continuato a espellere persone verso luoghi in cui erano a rischio di violazioni dei diritti umani. Funzionari statunitensi e italiani sono stati condannati per il ruolo svolto nel programma di rendition (trasferimenti illegali tra paesi di persone sospettate di terrorismo) guidato dagli Usa. Sono stati segnalati decessi in stato di detenzione e sono pervenute ulteriori denunce di tortura e altri maltrattamenti da parte delle forze di polizia.

Discriminazione

Un equo accesso all'istruzione, all'alloggio, alle cure sanitarie e all'occupazione ha continuato a essere negato ai rom. Le autorità hanno introdotto una nuova normativa che potrebbe tradursi in attività discriminatorie.

Rom - Sgomberi forzati

A causa di sgomberi forzati e illegali, i rom sono stati ancor più costretti a vivere in condizioni di povertà. Le conseguenze negative hanno colpito sia rom di nazionalità italiana, sia quelli con cittadinanza di paesi dell'Unione europea o di altri paesi.

*Il 31 marzo, le autorità di Milano hanno sgomberato con la forza una comunità di circa 150 rom che viveva sotto il cavalcavia Bacula, a nord della città. Solo a quattro famiglie, circa 30 persone, è stato fornito un alloggio alternativo adeguato. La maggior parte dei rom dell'insediamento di Bacula era già stata sgomberata forzatamente nel 2008 da altri campi del territorio milanese.

*A Roma, l'11 novembre, le autorità cittadine hanno sgomberato con la forza una comunità rom di circa 350 persone dal campo di via di Centocelle. Tutte le baracche della comunità sono state demolite e il comune ha offerto una sistemazione a breve termine per circa 70 persone. In contrasto con le norme del diritto interno, che prevedono che le autorità notifichino lo sgombero a ogni persona interessata o pubblichino un ordine o un preavviso di sgombero, i membri della comunità non sono stati avvisati. Poiché l'ordine non è stato formalizzato secondo la legge, la comunità non è potuta ricorrere in tribunale né ha potuto fermare o posporre lo sgombero.

Sviluppi legislativi

A partire da agosto, una nuova normativa (legge 94/2009), facente parte del cosiddetto "pacchetto sicurezza", ha dato il potere alle autorità locali di autorizzare la costituzione di associazioni di civili disarmati, non appartenenti alle forze di polizia statali o locali, al fine di pattugliare il territorio di un comune. Negli ultimi anni si erano verificate aggressioni documentate da parte di gruppi autorganizzati nei confronti di rom e migranti. L'attuazione di tale disposizione potrebbe dar luogo a discriminazioni e a episodi di giustizia privata.

Diritti di migranti e richiedenti asilo

A gennaio, il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria ha criticato l'Italia per la prassi di detenere sistematicamente migranti e richiedenti asilo, minori inclusi, senza considerare caso per caso se la detenzione sia necessaria e spesso senza basi legali. Ai richiedenti asilo è stato vietato di lasciare i centri di accoglienza in cui erano detenuti, fino a che non avessero ricevuto la conferma ufficiale della presentazione della domanda di asilo; il completamento delle formalità di registrazione ha richiesto fino a un mese di tempo. È proseguita la pratica delle espulsioni forzate senza tener conto delle esigenze di protezione individuale e delle circostanze.

Sviluppi legislativi

La nuova normativa adottata nell'ambito del cosiddetto "pacchetto sicurezza" (v. sopra) ha istituito il reato di "immigrazione irregolare". I procedimenti penali a carico di richiedenti asilo entrati illegalmente in Italia possono essere sospesi soltanto dopo la presentazione della domanda di protezione internazionale e archiviati in caso di riconoscimento dello status di rifugiato.

È stata espressa la preoccupazione che la nuova legge possa dissuadere gli immigrati irregolari dall'accedere a istruzione, cure mediche e protezione dagli abusi delle forze di polizia, per timore di essere denunciati, e in particolare in considerazione delle norme del codice penale che obbligano gli impiegati statali (come ad esempio insegnanti o pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio delle amministrazioni locali, inclusi gli incaricati al rilascio delle carte d'identità) a segnalare ogni atto di rilevanza penale alla polizia o alle autorità giudiziarie.

Obblighi internazionali verso rifugiati e migranti

I governi italiano e maltese, in disaccordo sui rispettivi obblighi di condurre operazioni di salvataggio in mare, hanno lasciato i migranti per giorni senza acqua e cibo, ponendo a grave rischio le loro vite.

Le autorità italiane hanno assunto la decisione senza precedenti di trasferire a Tripoli, in Libia, i migranti e i richiedenti asilo soccorsi in mare, senza valutare le loro necessità di asilo e protezione internazionale. La Libia non è firmataria della Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951 e non si è dotata di una procedura di asilo, circostanza che limita la possibilità di ricevere protezione internazionale nel paese. Secondo i dati del governo italiano, tra maggio e settembre, 834 persone intercettate o soccorse in mare sono state portate in Libia, violando il principio del non-refoulement (divieto di rinvio di una persona verso un paese in cui potrebbe essere a rischio di subire gravi violazioni dei diritti umani).

*Il 6 maggio, tre imbarcazioni con circa 227 persone a bordo hanno inviato una richiesta di soccorso, mentre passavano pressappoco a 50 miglia a sud di Lampedusa. L'operazione di salvataggio è stata ritardata da una controversia tra Malta e l'Italia su chi avesse la responsabilità di occuparsi delle imbarcazioni. Alla fine, le persone sono state tratte in salvo da due navi della guardia costiera italiana, che le hanno condotte a Tripoli senza fermarsi in un porto italiano per valutare le loro necessità di asilo e protezione internazionale.

Controterrorismo e sicurezza

Le autorità non hanno collaborato pienamente alle indagini sulle violazioni dei diritti umani commesse nel contesto delle renditon e, in nome della sicurezza, hanno proseguito nella politica di rinvio forzato di cittadini di paesi terzi verso luoghi in cui erano a rischio di tortura. Il governo ha accettato il rientro di due detenuti di Guantánamo Bay.

Rendition

*Il 4 novembre, un tribunale penale di Milano ha condannato in contumacia 22 agenti e funzionari americani dell'Agenzia centrale di intelligence (Cia) e un ufficiale militare statunitense. I pubblici ministeri avevano emesso mandati d'arresto per gli imputati americani nel 2005 e nel 2006, ma diversi ministri della Giustizia italiani si erano rifiutati di trasmettere le relative richieste di estradizione al governo Usa.

Gli imputati sono stati condannati per il loro coinvolgimento nel rapimento di Usama Mostafa Hassan Nasr (meglio noto come Abu Omar), avvenuto nel febbraio 2003. Abu Omar fu rapito a Milano e trasferito in aereo, attraverso la Germania, in Egitto, dove fu segretamente detenuto per 14 mesi e presumibilmente torturato. Ad altri tre cittadini statunitensi, tra cui l'allora capo dell'ufficio della Cia a Roma, è stata concessa l'immunità diplomatica ed è stata disposta l'archiviazione nei loro confronti. Anche due agenti del servizio militare d'intelligence italiano (chiamato all'epoca Sismi) sono stati riconosciuti colpevoli e condannati a tre anni di reclusione. Per le accuse contro l'ex direttore del Sismi e il suo vice è stato disposto il "non luogo a procedere" in virtù del "segreto di stato" posto sulla vicenda, analogamente a quanto avvenuto per altri tre italiani.
 
Il tribunale di Milano ha riconosciuto un risarcimento provvisionale di un milione di euro ad Abu Omar e di 500.000 euro a sua moglie, Nabila Ghali, per gli abusi e i torti subiti.

Rinvii forzati

Nonostante le decisioni internazionali contrarie, dall'adozione nel 2005 di una normativa che prevede la procedura accelerata di espulsione per presunti terroristi (legge 155/05, così detta legge Pisanu), le autorità hanno espulso varie persone in Tunisia, un paese con una lunga e ben documentata storia di torture e abusi sui prigionieri.

*Il 24 febbraio, la Corte europea dei diritti umani ha condannato l'Italia per la decisione del 2008 di espellere Sami Ben Khemais Essid in Tunisia (cfr. Tunisia). La Corte ha condannato l'Italia per la violazione del principio di non-refoulement.

*Il 2 agosto, le autorità italiane hanno rimpatriato in Tunisia Ali Ben Sassi Toumi, nonostante tre distinte decisioni della Corte europea dei diritti umani avessero richiesto la sospensione del suo rimpatrio forzato. In Tunisia, egli è stato detenuto in incommunicado e i suoi parenti non sono stati informati della sua sorte fino al 10 agosto, giorno in cui è stato liberato su cauzione. A fine anno era ancora in attesa del processo per le accuse di reati connessi al terrorismo.

Guantánamo Bay

Il 30 novembre, sono stati trasferiti in Italia Adel Ben Mabrouk e Riadh Nasseri, due cittadini tunisini già detenuti senza accusa dagli Usa a Guantánamo Bay. Entrambi sono stati arrestati all'arrivo in Italia in attesa di essere processati, secondo quanto riportato, per reati connessi al terrorismo. A fine anno, erano ancora in carcere a Milano, sottoposti a uno speciale regime di sicurezza.

Decessi in detenzione, tortura e altri maltrattamenti

Sono pervenute frequenti denunce di tortura e altri maltrattamenti commessi da agenti delle forze di polizia, nonché segnalazioni di decessi avvenuti in carcere in circostanze controverse. L'Italia non ha istituito un organismo indipendente di denuncia degli abusi della polizia, né ha introdotto il reato di tortura nel codice penale.

*È proseguita l'indagine sul caso di Emmanuel Bonsu. Nel settembre 2008, Emmanuel Bonsu era stato arrestato da agenti della polizia municipale di Parma. Secondo quanto riferito, fu picchiato e aggredito fisicamente, riportando danni psicologici a lungo termine. A giugno, 10 agenti sono stati incriminati per lesioni, aggressione, sequestro di persona, calunnia e falsa testimonianza e altri reati minori. A fine anno il processo era ancora pendente.

*Il 6 luglio, quattro agenti di polizia sono stati condannati a pene detentive di tre anni e sei mesi ciascuno per l'omicidio colposo di Federico Aldrovandi, morto nel settembre 2005 dopo essere stato fermato da agenti di polizia a Ferrara. Durante l'indagine e il processo gli agenti non sono stati sospesi dal servizio e, alla fine dell'anno, sono ricorsi in appello contro la condanna.

*Il 22 ottobre, Stefano Cucchi è morto in un reparto penitenziario dell'ospedale Sandro Pertini di Roma sette giorni dopo il suo arresto. La famiglia ha ritenuto che le ferite rilevate sul suo corpo dopo il decesso dimostravano i maltrattamenti subiti. Il magistrato inquirente ha incriminato tre agenti di custodia e tre medici per omicidio colposo.

Processi per il G8

Sono proseguiti gli appelli, sia degli agenti delle forze di polizia sia del pubblico ministero, contro le sentenze emesse nel 2008 e le condanne per i maltrattamenti inflitti ai manifestanti alla scuola Armando Diaz e nella prigione di Bolzaneto, durante il G8 del 2001.

Missioni e rapporti di Amnesty International

Delegati di Amnesty International hanno visitato l'Italia a marzo, luglio e ottobre.

Italy: Forcible return/fear of torture or other ill-treatment (EUR 30/001/2009)

Italy: Obligation to safeguard lives and safety of migrants and asylum-seekers (EUR 30/007/2009)

Italy: Homophobic attacks on the rise in Italy (EUR 30/010/2009)

Italy: The Abu Omar case (EUR 30/012/2009)

Italy: Roma community forcibly evicted (EUR 30/013/2009)

 

© 2010 Fandango Libri. Per acquistare il Rapporto Annuale 2010, vai su www.fandango.it