
Dal 28 dicembre 2025, in Iran, centinaia di migliaia di persone stanno scendendo in piazza per reclamare migliori condizioni di vita, diritti, libertà e la fine della Repubblica islamica.
Le autorità iraniane hanno scatenato una repressione mortale contro le proteste scoppiate in tutto il paese, ricorrendo all’uso illegale della forza, alle armi da fuoco e ad arresti di massa. Le forze di sicurezza, tra cui i Guardiani della Rivoluzione e le forze speciali di polizia, hanno usato illegalmente fucili, pistole caricate con pallini di metallo e proiettili veri, cannoni ad acqua, gas lacrimogeni e pestaggi per uccidere, disperdere, intimidire e punire persone che stavano manifestando in gran parte in modo pacifico.
Nel totale blackout di internet, continua a salire il numero di persone ferite o arrestate, gli obitori si riempiono e arrivano anche voci su imminenti condanne a morte.
Per capire le origini delle proteste e per ascoltare le voci iraniane, ci vediamo giovedì 12 febbraio alle 19.00 con Paola Rivetti, professora associata presso la Dublin City University in Irlanda. Esperta di Iran, si occupa di politica transnazionale, di femminismi e movimenti sociali. Il suo ultimo libro è “Storia dell’Iran (1979-2025)” appena pubblicato da Laterza. Ci sarà anche Marina Misaghi Nejad, antropologa e attivista italo-iraniana. Modera Tina Marinari, coordinatrice campagne di Amnesty International Italia.
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